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LE LACRIME DI COCCODRILLO SULLA SANITA’ IN PUGLIA

 

 

Siamo alle solite : tutti coloro che in questi mesi con cadenza periodica hanno pianto lacrime di coccodrillo,  stracciandosi le vesti o cercando di tirarsi fuori con altrettante prese di posizione s

ulla questione 118 e più in generale  sulla sanità pugliese ,non sono forse gli stessi che in tutti questi ultimi anni hanno scaldato le sedie dei vari organismi istituzionali, delle segreterie politiche, di quelle sindacali di categoria e nulla hanno fatto per evitare che si giungesse a tale situazione ?

Con cadenza quindicinale abbiamo assistito al salire in cattedra di vari personaggi che con termo-bollettini hanno, per così dire, voluto analizzare questo screditato settore con lunghi articoli dove davano l’impressione di sapere un sacco di cose. Dicendo a destra e a sinistra che il 118 stava andando così tanto a gonfie vele che tutti dovevano essere felici e contenti!

Balle !!

Con questo centodiciotto si continua a fare, né più né meno, il lavoro che in tutti questi decenni i bistrattati Pronto Soccorso ospedalieri, cenerentole di una sanità miope e inconcludente che non ha mai riconosciuto il duro lavoro di poche centinaia di operatori , che in tutta la Puglia, senza l’aiuto di nessuno, con poche attrezzature, con il solito numero di personale ridotto all’osso, con i pochi mezzi di soccorso, con le divise di cotone  per il personale e pochi camici bianchi ( ma ottimi medici ) ha comunque sempre risposto alle richieste di aiuto della popolazione. E senza mai un ringraziamento! Oggi invece, tra tecnologiche (!) centrali operative , briefing, de-briefing, auto e moto mediche ( mai viste da nessuno ), ambulanze a-b-c, cellulari dedicati, gps, nav-sat, divise arancio a più non posso con gadget ed accessori, si vuol far credere che con il sol schioccar delle dita, in Puglia siamo tutti diventati E.R. !! Niente di più falso. Nulla è cambiato:anzi , era molto meglio prima ! 

Le colpe ci sono, eccome !

Sono da addebitare

  • ad una grande insensibilità e ad uno scarso controllo da parte degli organismi rappresentativi e di tutela degli operatori sanitari pugliesi, sulle scelte programmatiche ed organizzative dei vari assessori alla sanità succedutesi nel corso degli anni;

  •  agli stessi operatori sanitari che, pur consci di ciò che veniva perpetrato, non hanno mai mosso un dito !

  • all’esasperato protagonismo politico-sindacale, fatto con incompetenza, e che ha visto la sanità pugliese oscurata della sua prerogativa di dare e tutelare salute ai Cittadini per essere, invece, territorio di conquista come serbatoio di voti e di tanti favoritismi.

  • alle Direzioni Generali AUSL che dall’epoca della loro istituzione di parole ne hanno dette tante ma fatti concreti per l’urgenza e l’emergenza, e per la vera sanità ne hanno conclusi ben pochi. Manager (!) della sanità ? I Direttori Generali assieme a quelli Sanitari e Amministrativi scelti e succedutesi in questi anni non hanno dimostrato purtroppo, di avere l’amore, la preparazione, la professionalità, l’esperienza e le conoscenze necessarie a gestire sia il sistema sanitario in generale che quello dell’urgenza e dell’emergenza in particolare molto complesso , che deve avere prima di ogni altra cosa, l’obiettivo della salvaguardia e della tutela della salute dei cittadini pugliesi, ed anche la valorizzazione delle figure sanitarie chiamate a svolgere tale compito.

Non a parole, bensì con fatti concreti: E la concretezza passa attraverso la valorizzazione reale sia delle strutture che dei professionisti chiamati a svolgere tale ruolo.

E’ assurdo ma, mentre da una parte abbiamo un  Ministro della Salute che a chiare lettere precisa sulla stampa che :”....è giunto il momento di ripensare il ruolo stesso della classe medica “; “....che è una necessità non più rinviabile aiutare i medici specializzandi che oggi ...non hanno la possibilità di diventare degli specialisti veri perché a loro è negato di fatto l’apprendimento “, chiedendo per questo agli Ordini dei Medici non una sterile difesa d’ufficio ma una vera tutela del loro futuro professionale, dall’altra abbiamo questa regione Puglia che attraverso l’Assessorato alla Sanità e la sua diretta emanazione ( Ares ), senza alcuna organizzazione degna di questo nome, ha fatto partire  un servizio di emergenza urgenza sul suo territorio assolutamente inadeguato e con personale medico, infermieristico e tecnico che nella stragrande maggioranza non ha i requisiti prescritti, che non ha mai messo piede in un Pronto Soccorso e non è mai salito su di una ambulanza, che non è stato preventivamente ed  adeguatamente preparato e motivato.

Ma ormai il tempo è quasi scaduto. Il Presidente Fitto, purtroppo, rischia di perdere la regione Puglia proprio per la sanità ! A nulla potranno valere i suoi “ blitz” nelle Ausl pugliesi. Se un assessore e tutto  l’assessorato alla sanità non funzionano, la massima carica istituzionale di una regione non ha necessità di fare, egli stesso, incursioni improvvise; se ne ha sentito la necessità evidentemente non si è fidato più e ha intelligentemente capito di avere intorno persone non proprio all’altezza della situazione. E, intelligentemente, ha percepito che la sua rielezione a Presidente della Puglia passa proprio attraverso la sanità !

Non bastano più i resoconti di bilancio o le dichiarazioni per dipingere una sanità forte e virtuosa. Essi si scontrano con una realtà diametralmente opposta.

 La popolazione è stanca delle promesse; è lontana anni luce dalla visione che i  politici vogliono dare della sanità; non si sente più sicura. E vuole cambiare.

E lo farà quasi sicuramente se non si  porranno in essere misure che non devono solo rendere al profitto, al far solo tagli, a ricercare l’efficienza fine a se stessa e a promettere solo il......... fumo!

Lo farà se non si punterà alla qualità vera, che significa attenzione ed accoglienza all’uomo ammalato, al quale si devono aprire prestazioni valide professionalmente e rese in tempi accettabili.

Solo in questo modo potrà misurarsi il grado di vera civiltà dell’essere vicino alle problematiche della salute dei cittadini pugliesi.

In varie occasioni mi sono permesso di delineare al Presidente Fitto quali potevano essere le misure da prendere. Alle sue promesse scritte, che continuo a reputare ancor oggi sincere, non ha corrisposto l’attuazione pratica . Si circonda ancora, purtroppo, di personaggi che nulla o poco hanno da spartire con l’urgenza e l’emergenza ma molto fanno per poter solo apparire. Molti validi professionisti di questo delicatissimo settore, sono stati messi in un angolo perché “ politicamente “ non graditi; a tutto vantaggio di molti perfetti sconosciuti comparsi come funghi e dal nulla e che ora imperversano nelle centrali operative e nei Pronto Soccorso! In questa parte così delicata della sanità non possono essere fatte tali scelte !

Un’ultima, piccola annotazione: a differenza di tanti “ buontemponi  della sanità “ posso dimostrare con dati alla mano di essere l’unico in Italia ad essersi veramente interessato,e a continuarlo a fare, sugli unici lavori riconosciuti “usuranti” in sanità( Pronto Soccorso, Rianimazione, Chirurgia d’Urgenza). La prima ed unica richiesta di proposta di Legge che prevede specifiche norme di salvaguardia e di incentivi economici per tutti coloro che operano nei servizi appena menzionati porta il mio nome. Quindi, finiamola di parlare  a sproposito: il Pronto Soccorso, l’urgenza, l’emergenza, il 118, sono argomenti che vanno trattati, da tutti, con serietà e competenza. Altrimenti è auspicabile non aprire bocca !

Non sarò mai disponibile con i “ portoghesi della sanità “ che tanto male continuano a fare per la loro inadeguatezza ed incompetenza alla sanità pugliese.

Vorrei anche lanciare al Presidente Fitto, giacchè nessuno  lo ha mai fatto, una sorta di sfida: ha il coraggio di darmi la delega sulla sanità ? Il mio curriculum lo può tranquillamente richiedere: non troverà nulla di artificiale ma tanti elementi che potranno dimostrare le mie specifcità. Mi onoro innanzitutto di essere un Infermiere abilitato anche alle funzione direttive dell’assistenza infermieristica.  

La storia e la realtà ci insegnano che per fare l’Assessore regionale alla sanità non sono richiesti specifici attestati accademici o titoli particolari. Anzi, molti di coloro che hanno rivestito tale carica non hanno mai lasciato al termine del loro mandato, nonostante titoli ed attestati, positivi riscontri del loro operato né tra i resoconti della Regione, nè tra gli operatori della sanità né nella popolazione pugliese; sono stati, come si suole dire solo meteore! Dalla mia ho titoli professionali e di esperienza lavorativa sul campo (24 anni di Pronto Soccorso)  che potrebbero, tranquillamente, bastare alla necessità., riuscendo in quest’ultimo scorcio di legislatura a far recuperare agli operatori della sanità almeno le motivazioni e l’orgoglio che una intera classe politica, poco accorta e  molto indifferente ( fino a che non sono stati toccati da problemi personali), ha in questi anni contribuito  a ridurre ormai ai minimi termini !

I rappresentanti politici che siedono al Consiglio Regionale pugliese, i Presidenti degli Ordini dei Medici di Puglia, dei Collegi degli Infermieri, i  Segretari di tutti i sindacati di categoria , i Primari di Pronto Soccorso degli ospedali pugliesi, così come indistintamente dicono tutti di nutrire grande interesse ed attenzione verso le problematiche menzionate dimostrino, finalmente e concretamente, a tutti i cittadini pugliesi tale prerogativa richiedendo al Presidente della Regione le immediate dimissioni dell’Assessore alla Sanità, dei vertici dell’Ares, dei Direttori Generali Ausl, del responsabile regionale e delle centrali operative provinciali 118, per manifesta incapacità a gestire questo importante servizio.

Avrete lo stesso coraggio civico da me dimostrato, e che continuerà con altre e più incisive iniziative, o vi farete piegare e condizionare dalla politica dei “ tarallucci e vino “ ?

I cittadini pugliesi attendono Vostre precise risposte.

 

 

Giovanni D’AMBRA

Componente Consiglio Nazionale

CISAL SANITA’