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Lavoratori in mobilità, da mesi attendono le indennità spettanti.

Comunicato stampa della Federazione di partiti del centrosinistra di Casarano.
Casarano, 26/06//2006

  

Tra le tante conseguenze della crisi del TAC, l’ultima in ordine cronologico delle beffe subite dai lavoratori del settore è la mancata corresponsione della proroga dell’indennità di mobilità giusto art. 4 D.M. del Lavoro e Politiche Sociali dell’8-06-05.

Infatti, in questi giorni agli operai, al posto del sospirato bonifico postale per far fronte alle necessità di sostentamento, è giunta una missiva con la quale il Ministero del Lavoro li informa di aver inoltrato all’INPS l’elenco dei lavoratori aventi diritto, necessario per l’erogazione del contributo. Tale missiva ha indubbiamente carattere dilatorio, tenendo conto del fatto che ci sono lavoratori che non percepiscono alcun sussidio dal gennaio 2005 ad oggi. Lavoratori che ancora oggi non sono riusciti ad inserirsi nel ciclo produttivo, ai quali ormai è rimasta solo la dignità di non chiedere l’elemosina o l’unica soluzione d’inserirsi, alle soglie del 2010, nel ciclo del lavoro nero. A chi per principio non percorre quest’ultima strada rimane ovviamente la strada e l’elemosina.

Il rischio è che oggi, non essendoci a breve scadenze elettorali, il problema non lo si affronti con lo stesso spirito della campagna elettorale anche con le necessarie interrogazioni parlamentari. Non si parla più infatti, oltre che degli indennizzi una tantum, delle vere alternative che bisogna offrire ai lavoratori esclusi dal ciclo produttivo ed a quest’ultimi non è data ancor oggi la possibilità di qualificarsi in settori alternativi. Tornando al discorso della mancata attenzione della classe politica ai reali problemi dei lavoratori è scandaloso pensare che Enti come il Ministero o l’INPS abbiano necessità di tempi così lunghi per liquidare somme che hanno già in deposito; immaginiamo oggi con l’approsimarsi del periodo delle ferie.

Cerchiamo la solidarietà di tutte le forze politiche, specie quelle di sinistra, nel condurre questa battaglia volta ai bisogni della gente e che specie a Casarano sono più evidenti per la ormai tristemente nota crisi del TAC.-

 

Stop al recupero Inps degli sgravi totali triennali previsti dalla legge 448/98, collegati alle trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine (compresi Cfl e apprendistato) e part-time. Con messaggio 17614 del 20 giugno 2006, l'Istituto invita le sedi a soprassedere sulle azioni di recupero per i possibili effetti che potrebbero crearsi, in attesa di nuove determinazioni del Ministero del Lavoro.

Con la
legge 488, articolo 3, commi 5 e 6, è stato introdotto uno sgravio contributivo a favore dei datori di lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. In sostanza, per i nuovi assunti negli anni 1999, 2000 e 2001, a incremento dei dipendenti occupati al 31 dicembre 1998, i datori di lavoro e pubblici economici, operanti in Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, avevano diritto allo sgravio di tutti i contributi Inps per tre anni dalla data di assunzione del lavoratore. Già in prima battuta, sono emersi dubbi sull'operatività dell'incentivo nei casi di incremento occupazionale derivante dalla trasformazione di contratti di formazione e lavoro e di apprendistato nonché di rapporti part-time. L'Inps, con la circolare 189/00, aveva rilevato l'inapplicabilità dello sgravio, fornendo le istruzioni per il recupero delle somme indebitamente percepite.In seguito, prendendo atto delle indicazioni ministeriali, con messaggio 45/01 l'Istituto ha invitato le sedi ad astenersi dal recupero coattivo, a eccezione degli atti interruttivi della prescrizione, poiché il Ministero era ritornato su tali problematiche riservandosi di effettuare ulteriori approfondimenti. Con il messaggio 14760/06 l'Inps ha sottolineato che, durante l'ampio arco temporale trascorso, non sono arrivate indicazioni favorevoli all'applicabilità dello sgravio ma si è consolidato l'orientamento comunitario contrario all'operatività del beneficio: le trasformazioni di rapporti di lavoro sono state considerate come stabilizzazioni della forza occupazionale esistente, risultando così non idonee alla creazione di nuova occupazione, che è condizione vincolante per l'accesso all'incentivo. In tale occasione l'Inps ha quindi invitato le sedi ad attivarsi per il recupero, che ora viene sospeso.

Fonte:
www.inps.it  e http://www.pugliaimpiego.it/sirfi/homenew.php?sid=5510

 
Francesco De Vita
"Salento Liberale"