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ABBIAMO PERSO LA CAPACITA' DI INDIGNARCI?

di Eugenio Memmi, 24/07/03

IL DOVERE DI INDIGNARSI

Il mondo in cui viviamo, così apparentemente informato, con un’elevata istruzione della popolazione generale, dovrebbe avere una grande capacità critica, una spiccata capacità di osservazione di tutto quello che avviene, comprenderne le dimensioni, le problematiche; ci si aspetterebbe un forte contrasto ideologico o almeno la disapprovazione di tutto quello che non va. Ed invece tutto questo se avviene, interessa una piccolissima parte della società. La gente è troppo presa dal cambiare il cellulare con l’ultimo modello che oltre alle foto prepara il caffè, oppure ad acquistare gli ultimi perizoma da grido che si rischia di scambiare per il filo interdentale. Poi ci sono le veline, le velone, le porcelline e le porcellone.

Il cervello continuamente bombardato da milioni di informazioni, sembra non essere o non avere il tempo di elaborarne delle sue su ciò che ci succede intorno. Siamo così super impegnati a rincorrere i tanti avvenimenti quotidiani, che non abbiamo il tempo di fermarci un attimo per capire come stiamo vivendo, dove stiamo vivendo.

Poi c’è sicuramente qualcuno che si interessa di farci vivere secondo modelli precostituiti conditi da sonniferi psicologici, da menù a base di hamburger appiatti cervello, mais modificato geneticamente che ci fa rincoglionire senza farcene accorgere. Dico questo perché sono avvenuti e continuano ad accadere tanti fatti che sembra riescano solamente a solleticare le meningi cerebrali del cittadino medio per poi farlo ritornare allo stadio larvale del pantofolaio.

A Casarano,

in Italia

e nel mondo vengono giornalmente calpestati i diritti elementari civili, politici o sociali ma tranne pochissime fasce di popolazione rappresentate generalmente dai movimenti no global, associazioni ambientaliste, neonati gruppi spontanei politici come i girotondini, gli stessi uomini della Lega Nord, e qualche giornalista controcorrente come Travaglio uno scrittore come Maggiani e qualche raro personaggio politico,  il resto sembra assorbire come una cozza marina tutta la melma che ci piove addosso, la filtra e continua a vivere come se niente fosse, come se la merda che ormai ci è arrivata alla gola non esistesse.

Abbiamo perso la capacità di indignarci, le nostre idee non sono più nostre ma le prendiamo in affitto dai telegiornali o dai giornali. Ho scritto Lega Nord? L’ho presa in considerazione come a qualcosa di positivo? Si, miei cari, per me loro rappresentano qualcosa di positivo, perché pur non convivendo nulla del loro disegno politico, del loro stile,  riconosco in loro almeno  un disegno politico, un ideale, che per sbagliato che sia è sempre un ideale. Vivono e lottano per qualcosa, preferisco loro, la loro chiarezza, al nulla, al nulla di ciò che vogliono propinarci la stragrande maggioranza dei partiti politici. Per questo ammiro anche i Radicali, Rifondazione Comunista, Antonio Di Pietro, che non smettono di lottare e di proporre qualcosa di nuovo. Cosa dire degli altri, niente, li manderei tutti sull’isola degli stitici e li nutrirei di Verecolene. Corruzione, concorsi truccati, leggi fatte su misura per tutelare i propri interessi, leggi per imbavagliare la giustizia, appalti fatti vincere a colpi di mazzette, Prg modificati per trasformare terreni agricoli in suoli edificatori alla faccia di tanti studi idrogeologici contrari. C'è ne abbastanza per dire basta?! C'è ne abbastanza per arrabbiarsi?! Mandiamoli tutti a casa questi personaggi, basta con il governo oppressore cinese, basta con i governi oppressori mussulmani, basta con Bush, basta con Berlusconi, basta con Fini, basta con Buttiglione, basta con Mastella, basta con D’Alema, basta con Venuti.

Vogliamo un mondo migliore, un’Italia migliore, una Casarano migliore.

Vogliamo gente pulita, sincera, leale, che abbia un ideale da proporci e per cui valga la pena dire OK sto con te e non dobbiamo avere paura a dire tutto questo, quello che sentiamo dentro, è la sola nostra ricchezza, è l'espressione della nostra libertà, della voglia di cambiare un mondo che non ci piace, è un nostro diritto ma anche un dovere.

 

 
 
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