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DON CIOTTI CITTADINO ONORARIO DI CASARANO.

"Non basta essere buoni, siamo chiamati ad essere giusti" (Don Ciotti)

di Eugenio Memmi, Casarano 31/05/04

 

La giornata di oggi rimarrà nella storia della nostra città per aver conferito a don Luigi Ciotti fondatore dell’associazione LIBERA e del Gruppo Abele, la cittadinanza onoraria. E’ sempre una grande occasione di crescita morale poter ascoltare questo straordinario sacerdote di frontiera impegnato a riaccendere  le coscienze frustrate dalla rassegnazione o addormentate dall’apparente benessere che ci circonda. Don Ciotti è una voce autorevole, credibile, che grida forte alla nostra anima, con il suo esempio e non con parole vuote, ci esorta ad impegnarci in prima persona a pretendere una società migliore di cui dobbiamo essere attori protagonisti, operando con coerenza, lealtà, già nel nostro piccolo mondo e pretenderlo conseguentemente dalla società. Non possiamo chiedere alla società di essere migliore se prima non lo siamo noi. Don Ciotti, un profeta del nostro tempo che dal niente è riuscito a mettere insieme migliaia di enti, pubblici, privati, singole persone, nella lotta contro la mafia. Con la sua associazione LIBERA, nata immediatamente dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio ha cercato di creare un modo nuovo di combattere la mafia, con azioni che non fossero le solite manifestazioni di circostanza, ma intraprendendo un percorso concreto che ha portato il parlamento dopo la raccolta di un milione di firme a introdurre la legge per la confisca dei beni sequestrati ai mafiosi e di riconsegnarli allo stato, e di affidarli alla società civile, creando con gli immobili sequestrati nuove opportunità di lavoro. Per non dimenticare i morti ed i martiri per la lotta contro la mafia, LIBERA organizza ogni anno la giornata della memoria delle vittime della mafia, tutti noi ricordiamo e l’ha ricordato anche don Ciotti quando il 21 marzo 2000 quella manifestazione nazionale fu celebrata a Casarano, una scelta dettata dal contesto storico di quel periodo poichè la Puglia era oggetto di una fortissima recrudescenza criminale ad opera della Sacra Corona Unita, degli sbarchi clandestini dei trafficanti  di droga albanesi, e la sua associazione con la scelta di Casarano volle dare un segno tangibile a tutta l’Italia di ciò che avveniva e che doveva essere contrastato. L’anno successivo don Ciotti ritornò a Casarano a ribadire il suo impegno ed il sostegno alla nostra realtà. Oggi si sigilla ulteriormente questo legame fra Casarano e don Ciotti conferendogli questa cittadinanza onoraria, cittadinanza che don Ciotti nel suo discorso tenuto all’interno del Comune ha dedicato agli uomini della sua scorta, per il 60% pugliesi, agli uomini della scorta di Falcone e Borsellino, alla sua associazione LIBERA. Insieme, si può migliorare questa società, a prescindere dalle appartenenze, non si può pensare di contrastare l’illegalità o la mafia senza la voglia di stare tutti insieme dalla stessa parte, stato e associazioni, cittadini e chiesa, pubblico e privato, tutti insieme, questo ha chiesto don Ciotti oggi in sul comune.

Don Ciotti nella palestra del liceo scientifico Vanini incontra gli studenti casaranesi
         
         
         
Nell'aula del consiglio comunale viene conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria