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Il ricordo della moglie Leda Schirinzi
Cinque anni fa
l'«addio» a William

di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/02/04

 

 

Cinque anni fa alle ore 20 circa si consumava l'incidente che due ore dopo avrebbe segnato la fine immatura di William Ingrosso. La città lo aveva rieletto sindaco per il secondo mandato amministrativo appena due mesi prima. Un uomo che la professione medica e la famiglia avevano «prestato» alla politica tenuto conto che, escludendo delle simpatie socialiste giovanili, non era un cosiddetto «uomo di partito». Proprio questa novità, che segnava un cambio di guardia anche a Casarano, era stata la molla che lo aveva portato a vincere al secondo turno le elezioni amministrative del novembre 1994 (con voti 6.043) sull'onorevole e sindaco per più di un mandato Luigi Memmi (voti 5.290). Quattro anni dopo Ingrosso bissò il successo sullo stesso avversario conseguendo quasi 4.000 voti di differenza (8.629 contro 4.698) e 30 punti percentuale in più (64,75 contro il 30,75).
A chi, come la moglie Leda Schirinzi (medico anche lei e dirigente del servizio Igiene del Distretto di Casarano) lo ha avuto vicino durante gli anni di studio universitario e da marito abbiamo chiesto cosa non conosce la città di William Ingrosso. «La forza della sua personalità - risponde - che col tempo sta emergendo attraverso i ricordi di tante persone. Una forza che definirei misteriosa ed impalpabile. E' come se la sua anima è su di noi e ci protegge. Una forza che a me ed a quanti ha voluto bene lascia scivolare un senso di continuità, di appartenenza senza alcun peso come spesso può accadere con i ricordi. Ha lasciato impressa in quanti lo hanno conosciuto da vicino la dolcezza, una dolcezza difficile da trovare». C'è un ricordo personale che più spesso torna in mente? «In due persone che si sono conosciute - commenta - c'è una sorta di complicità che si esterna senza il bisogno di parlare. La cosa straordinaria di William era quel suo modo di riflettere, di non esplodere mai. Quel saper attendere. William sapeva far decantare ogni episodio. Mi ha insegnato a saper aspettare, valutare, meditare. Era un maestro nell'utilizzare questa tecnica tanto da non riuscire a vedere mai cattiveria sia nei nemici che negli amici. Per questo lasciava sempre perdere preferendo non agire subito. Amava molto i bambini in generale. Era una persona affascinante. Poi, sin dai tempi dello studio era sempre impegnato nel mondo del volontariato. Mi manca molto».
Oggi alle ore 18, nella chiesa di San Domenico, su iniziativa della moglie verrà celebrata una messa in suffragio alla quale parteciperanno amici e conoscenti. A pregare e ricordare nel silenzio ci sarà gran parte della città.
 

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