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Un'emorragia cerebrale stronca in servizio un autista delle ambulanze dell'ospedale "Ferrari".

I familiari donano gli organi

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 11/11//2005

 

 

A volte neanche la morte ferma la capacità di soccorrere il prossimo; se si può trarre una morale dalla donazione di organi avvenuta ieri notte presso il «Ferrari», probabilmente è questa. Il donatore, infatti, era un uomo di 62 anni che nella vita era addetto alla guida delle autoambulanze: salvava la vita alle persone per mestiere, ma anche, probabilmente, per un'innata predisposizione del cuore. Ieri, sul posto di lavoro, l'emorragia cerebrale che l'ha stroncato: neanche il personale medico del Reparto di Rianimazione, dove l'uomo è stato subito ricoverato, è riuscito a strapparlo dal coma, che si è presto trasformato in morte cerebrale. Una prova difficilissima e dolorosa per la famiglia dell'uomo, che però non ha avuto alcun dubbio: ha subito dato, infatti, la disponibilità al trapianto, facendo sì che l'uomo, che per anni aveva prestato soccorso ai malati e a chi era in difficoltà, lo facesse ancora un'ultima volta. Nella notte, quindi, l'equipe di chirurgia di Bari ha provveduto all'espianto del fegato, mentre i reni sono stati prelevati dai medici del «Vito Fazzi» di Lecce; quest'anno si tratta del primo espianto di organi destinati al trapianto per l'ospedale cittadino (uno all'anno è in effetti la media che si verifica nel «Ferrari»), un'operazione preziosa per la vita di tanti malati in lista d'attesa, come di certo l'autista morto ieri non ignorava.