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PUO' SEMBRARE SEMPLICE TERRA, MA NON LO E'

 

Eugenio Memmi, 10/03/03

 

La semplice ricerca condotta dal sottoscritto insieme ai miei figli, compagni ed ispiratori di questa mia passione per i minerali, ed i fossili, vuole farvi partecipi di questa esperienza, perchè anche voi quando guardate un sasso, non lo vediate come semplice pietra, ma come un oggetto che arriva dal passato, capace di raccontarci il suo viaggio compiuto per milioni di anni a giunto davanti a noi e che non merita solamente di essere preso a calci, ma osservato per capirne tutti i segreti che conserva. Osservando lo scavo che si sta facendo in questi giorni in via Vecchia per Lecce, mi è venuto spontaneo andarci, per vedere da vicino le caratteristiche del terreno. In questa perlustrazione, mi sono fatto accompagnare da un amico geologo, per

   
 
  Lo scavo il terreno

foto 3

(Madonna della Campana)

strati del terreno
   

poter capirne di più ed avere qualche nozione scientifica più esatta. Osservando lo scavo,  risalta per prima cosa  la composizione prevalentemente tufacea del terreno, segno che tale terreno è relativamente recente (parliamo comunque sempre di milioni di anni) rispetto ad esempio alla cava che possiamo vedere nella foto 3, dalle caratteristiche diverse, perchè costituita da una roccia molto più dura, segno che tale terreno ha origini più antiche perchè sottoposto ad un processo di sedimentazione per un numero di milioni di anni maggiore rispetto all'altro permettendogli così di avere questo aspetto roccioso. In entrambi i terreni, osserviamo che hanno in comune un sottile primo strato di terra rossa, all'incirca di 20, 30 cm, a cui segue nel caso dello scavo, un spesso strato tufaceo alto circa 4 metri, e poi osserviamo lo strato calcare. In quest'ultima porzione, si trovano di solito i reperti fossili più importanti, infatti quì abbiamo potuto osservare un bel reperto di calcite (minerale a base di calcio, utile come materia prima per la produzione di calci e cementi. La calcite è il componente principale di numerose rocce sedimentarie è il costituente essenziale dei calcari, di origine chimica, travertino, alabastro, è il costituente di marmi e calcescisti ed è presente anche in alcune rocce magmatiche come carbonatiti e foiatiti. , è presente inoltre nel marmo). Abbiamo trovato, qualche fossile marino (conchiglie) e conformazioni particolari delle pietre, lavorate dall'acqua nel corso dei secoli.

 
Il reperto di calcite la calcite nelle mani dei miei figli. un reperto fossile lo strato calcareo con una conchiglia in vista
 

Passiamo ora a vedere più da vicino la cava abbandonata situata sulla sinistra salendo sulla collina della Madonna della Campana. Alcune differenze le abbiamo già sottolineate, vediamo adesso più da vicino queste rocce. Osservando nel suo insieme questa cava, si notano subito le varie sedimentazioni susseguitesi nel tempo, che hanno dato origine alla sovrapposizione di diversi strati rocciosi, ben visibili nella foto 1 e 2. Anche qui notiamo il sottile strato di terra rossa iniziale, segno che questa terra non era certamente terreno adatto alla coltivazione di ortaggi, frumento, grano o viti, infatti in questa zona collinare crescono prevalentemente olivi

 
  foto 1 foto 2    
 

a differenza delle terre più fertili e profonde della zona bassa di Casarano. Anche quì è presente la calcite, in abbondante quantità e molto ben visibile nei diversi strati che compongono le pareti rocciose. Nelle sue pieghe, queste rocce conservano tanti segreti che aspettano solo di essere letti ed interpretati,

   
  foto 3 foto 4 foto 5  
 

A vederle da lontano, queste rocce sembrano compatte, durissime, ma se le osserviamo da vicino, notiamo che anch'esse hanno il loro tallone d'Achille e che se qui sono innocue, ingrandendo lo scenario e spostato in ambienti dove il clima è più rigido possiamo spiegarci come le montagne siano dei corpi in movimento, perchè gli sbalzi termici, le infiltrazioni d'acqua possono rompere pareti rocciose più o meno grandi causano frane e danni. Se ingrandite la foto 3 e 4 potete osservare come questa pareti siano costituite da lamine di rocce e strati sovrapposti con importanti intercapedini in cui l'acqua trova facile accesso e deposito. Ora immaginate se qui ci trovassimo a 2000 metri, in inverno quell'acqua ghiaccerebbe, aumenterebbe di volume staccando dalla parete queste lamine di roccia. Per fortuna nel nostro Salento, queste escursioni termiche non ci sono, le colline sono basse, per cui non corriamo questi pericoli, ma ecco come si spiegano i disastri idrogeoligici delle altre regioni se queste montagne non vengono monitorate, se si costruiscono le case in zone a rischio idrogeologico. Se si riesce a rimuovere qualche strato orizzontale di roccia, è facile trovare qualche reperto fossile animale o vegetale, oggi noi non è andata molto bene, perchè abbiamo trovato solo un "geco", nascosto sotto uno strato di roccia.

 

 

 
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