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(W. Shakespeare)

 

 

 

 

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"L'amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. E' curativo. E' creativo." (Z. Gale)

2012. De Masi Reloaded!

 

 

Di Francisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

26/04/2010 

 

Egregi sig.ri      IVAN DE MASI, Sindaco di Casarano

PARIDE DE MASI, A.D. Italgest

                       

Egregi e illustri signori,

scrivo a Voi perchè sento, da interessato emigrato casaranese, l'esigenza di chiederVi di interrompere quella che oggi rischia di diventare una sfida personale tra la Italgest Energia e la cittadinanza casaranese. Non è questo il modo con cui bisogna continuare il confronto per cercare la soluzione più ottimale. Voi rappresentate, quando più, quando meno, responsabilmente, uno dei due schieramenti che oggi si confrontano sul tema delle biomasse nella nostra città. Non voglio entrare in merito alle Vostre ragioni nè indagare sulla loro bontà, ma chiedo ad entrambe di fornire pubblicamente alla gente la giusta e corretta informazione per poter compiere la scelta più idonea e lungimirante.

 

Personalmente sono favorevole ad una centrale, ma che sia di modeste proporzioni e che segua i criteri della filiera corta. Sono invece contrario  al vostro progetto, che questi requisiti non li ha. Stessa opinione Nichi Vendola.

 

Noi uomini ci siamo creati da soli i nostri problemi, e sono pienamente convinto che grazie ad una urgente rivoluzione individuale, culturale e sopratutto umana, sarem(m)o in grado di risolverceli. I desideri sono stati la forza propulsiva dello sviluppo della civiltà moderna, tant'è che abbiamo cercato di trasformare e modificare la natura e la vita stessa, (riuscendoci nella maggior parte dei casi) in mezzi in vista di determinati scopi, incoraggiati soprattutto dal sistema economico tradizionale. Ma oggi, all'alba del XXI secolo, la misura è già colma! Il cieco progresso ha imbarbarito la ricerca egoistica della felicità a tutti i costi e come un boomerang ha provocato complessi problemi biotecnologici, etici e soprattutto ambientali, oltre che grandi sofferenze, enormi ingiustizie e dannose guerre. Per trovare soluzioni globali e durature alle sfide poste da tali questioni dobbiamo imparare a riconoscere la propria relazione con il nostro ambiente, nel rispetto della felicità reciproca, nostra e altrui.

 

Un forte senso di responsabilità ha un'estrema importanza in materia d'ambiente, soprattutto in virtù di quel rispetto fra le diverse generazioni. Non dobbiamo danneggiare l'ambiente modificandolo a nostro vantaggio se ciò significa infliggere pesanti conseguenze a chi verrà dopo di noi.

Negli ultimi anni siamo diventati sempre più consapevoli della natura distruttiva di un certo tipo di progresso industriale e tecnologico. Piuttosto che rinunciare o modificare il nostro stile di vita e per questo i metodi produttivi e le tecnologie poco ortodosse, il capitalismo dilagante promuove degli scambi poco sostenibili eticamente tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo: talvolta capita di depauperare territori vergini e ricchi di materia prima, in cambio di scorie radioattive di prima scelta. Le foreste pluviali vengono distrutte in paesi esportatori di legname come l'Asia sud orientale per rispondere alla frenetica liberalizzazione delle importazioni e per lasciare spazio sufficente alle legittima conversione in coltivazioni meno sostenibili.

 

Oggi l'incoscienza ambientale non rimane purtroppo circoscritta entro i confini nazionali, ma si diffonde come una metastasi in ogni parte del mondo, e non sempre i responsabili delle tragedie sono quelli che poi ne soffriranno le conseguenze, sia in termini territoriali che in termini generazionali. C'è da dire che molti sono i Paesi che si sforzano e collaborano per mantenere sotto controllo la situazione, ma è chiaro anche che questi sforzi presto non saranno più sufficienti per risolvere il problema planetario, se coloro che continuano a comportarsi in maniera scellerata in virtù del profitto e del benessere di pochi.

 

Questa consapevolezza verde aumenta poco a poco (purtroppo in maniera non proporzionale al danneggiamento dell'ecosistema):  le persone si preoccupano soprattutto degli effetti nocivi delle emissioni chimiche provocati dagli inceneritori, delle emissioni di clorofluorocarburi che danneggiano lo strato dell'ozono, delle installazioni delle ormai obsolete e sconvenienti centrali nucleari; si inizia a scoprire un interesse della collettività verso forme di sviluppo ecocompatibile non più basato sull'estrazione del petrolio, ma su una oculata distribuzione degli investimenti in altre forme di produzione di energia come quella fotovoltaica, quella termodinamica, quella eolica, quella geotermica, quella idroelettrica.

I funzionari dell'ONU, come del resto tutte le menti migliori del nostro tempo ( Lester Brown, Micheal Pollan, Jeremy Rifkin, Wolfgang Sachs, Josefh Stiglitz, Mathis Wackermagel), personalità alle quali stanno a cuore i temi ambientalisti e la salute dei nostri figli e nipoti a venire, ripetono instancabilmente il mantra dello "sviluppo sostenibile", non contemplando tra le loro soluzioni migliori le centrali a biomasse come la intendete Voi.

 

L'umanità non ha futuro se non riuscirà a conciliare le esigenze dello sviluppo con la tutela della qualità dell'ambiente. Fra le altre condizioni preliminari tale dinamica esige la Pace, la Giustizia, il Rispetto per i diritti di tutti e la Solidarietà fra le nazioni e le generazioni. Dobbiamo abbandonare questo nostro capriccioso stile di vita dominato dalla cupidigia delle nazioni industrializzate e adottarne uno che tenga sotto controllo i nostri desideri e i nostri sprechi, cambiando così mentalità e comportamenti. Dobbiamo imparare a ragionare in termini di sistemi invece che di comportamenti separati come siamo abituati a fare, praticando la solidarietà, rispettando le differenti responsabilità e i diversi compiti dei singoli, accantonando bieche strumentalizzazioni finalizzate erroneamente alla collettività e al suo discutibile benessere, abbandonando soprattutto la logica del profitto. "Ambientalismo" del resto, non coincide certo con "certificato verde", e questo Voi lo sapete benissimo!

 

Finora ragionare per compartimenti stagni ha permesso lo sviluppo della conoscenza scientifica, ma adesso, per andare avanti e oltre, la scienza e la coscienza devono prendere in considerazione le interazioni all'interno di un complesso gioco di interdipendenze; è strettamente necessario acquisire il senso della moderazione, imposta dai limiti delle nostre risorse e dalle esigenze di una sana ecologia, dal coesistere non solo "umano", già molto difficile, ma relativo a tutti gli esseri viventi.

 

Mettiamo da parte i rancori scatenati da campagne politiche, le strumentalizzazioni a fini personali, abbandoniamo la logica del proprio orticello e non perdiamo occasione di sederci pubblicamente tutti ad un tavolo comune a discutere apertamente delle reali conseguenze che la centrale avrà sulla città ed il suo futuro, senza paura di sacrificare i nostri obiettivi. Cari signori, promuovete INSIEME ai Vostri oppositori la giusta informazione, il confronto tra le diverse opinioni, i dibattiti, le conferenze, alla ricerca della trasparenza e della verità.

 

NOI ascolteremo contestualmente le vostre tesi e quelle per esempio del dott. Serravezza, quelle del "SI" e quelle del "NO", al fine di formare correttamente la nostra opinione personale nel rispetto di quella collettiva: ma la prego sig. Paride De Masi, non utilizzi questi toni arroganti e intimidatori verso i suoi concittadini. Quand'anche la Sua posizione fosse meritoria di approvazione, Lei sta dimenticando l'umiltà e il rispetto verso l'opinione pubblica e verso chi non la pensa alla sua maniera, e soprattutto sta facendo finta di non capire un aspetto importante della faccenda: l’interesse economico della Sua azienda non può né deve essere identificato come il giusto contrappeso alla risoluzione del problema disoccupazione. Né parimenti l’interesse degli eventuali lavoratori della Sua centrale o della fabbrica di pannelli fotovoltaici può essere minimamente controbilanciato dall’interesse per la tutela del NOSTRO ambiente.

 

Se a questo aggiungiamo che la nostra salute può venire fortemente danneggiata da un probabile inquinamento, credo che Lei capirà da solo l’esigenza e l’urgenza di chiarimenti approfonditi a tal proposito.  Le Sue argomentazioni non fanno altro che offendere la Sua dignità personale in quanto Uomo. Ciò che Lei può e deve fare, come "persona che propone", non è sbattere i piedi in terra e i pugni sul tavolo, ma un dialogo formativo fra tutte le parti in causa in maniera da convincere con argomentazioni valide. Invece il dibattito sta assumendo quei tratti poco democratici e poco concreti ai fini di quella corretta informazione di cui parlavo precedentemente. Cari fratelli De Masi, Casarano vuole ascoltare le ragioni tese a supportare la sostenibilità del Vostro progetto piuttosto che l'interesse specifico di determinate persone. Spero che non me ne vogliate se non allego il mio curriculum vitae, ma che accogliate il mio pensiero nell'ottica di quella virtuosa dialettica, propria del convivere civico.

RicordandoVi che accanto alla critica della ragion fossile c'è anche la critica della ragion pratica,

Vi saluto cordialmente

 

Francisco La Manna

 


 

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