TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

 

 

Il diritto alla libertà di stampa non è un bene assoluto... (Silvio Berlusconi)

 

  Home page

   La vita Politica

  Lo sport

  Cultura

  Tutto città

   Informazioni turistiche

    scrivici

Usura: maledetto quel giorno che…

 

 

 

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it

da “il Gallo” 10 / 23 luglio 2010

 

Accendi il televisore e senti spesso parlare di fatti di cronaca che, in molti casi, sono legati all’usura. Li si guarda un po’ così, come se fossero dei problemi lontani da noi, cose da telegiornale. Poi invece, a Casarano, sul centralissimo Corso XX settembre, scorgi un’insegna “Associazione O.N.L.U.S. per i diritti del cittadino - Antiusura” e pensi: se c’è un’Associazione, ci saranno degli iscritti e soprattutto se ci si pone l’obiettivo di combattere un problema, il problema quindi c’è.

 

Quando entri, ad accoglierti trovi un ufficio normale e, dietro una scrivania, un uomo robusto sulla cinquantina che, dopo aver calato i suoi occhiali, ti saluta con cordialità ma nel contempo scruta ogni tuo piccolo atteggiamento quasi a voler intuire il tipo di problema che stai per sottoporgli. Si chiama Attilio Serravezza e solo sino a qualche anno fa era il titolare di un’azienda con oltre 100 dipendenti.

 

Inizia a lavorare quando aveva appena 17 anni e, con orgoglio, racconta di quando, durante il servizio militare, a differenza dei suoi coetanei spensierati, lui aveva già quattro dipendenti che riusciva a coordinare da lontano (e senza telefonino!). Una vita di lavoro e sacrifici quindi che però portano i propri frutti quando ad esempio realizza il primo impianto italiano di verniciatura dell’alluminio o quando, il 1° aprile del 1996, brevetta e realizza ovviamente per primo, la tecnica dell’effetto legno sull’alluminio che oggi è applicata su milioni di serramenti nel mondo. Lavoro, lavoro e ancora lavoro, come quella volta che si occupò di installare tutti gli infissi della presidenza della FIAT a Torino e lo fece di notte, cominciando a lavorare quando tutti andavano via. Uno stabilimento di produzione a Casarano e poi un altro a Specchia.

 

Tutto sembrava andare per il meglio, sino al giorno in cui decide di fare un nuovo investimento; un investimento da 4 miliardi e mezzo delle vecchie lire di cui (fate attenzione) 3 e mezzo propri ed uno proveniente da mutuo con una Banca del luogo. Con la rassegnazione di chi ha subito una madornale ingiustizia e l’ha raccontata centinaia di volte, Attilio ci fa capire il meccanismo collaudato che ha portato anche lui alla rovina; un meccanismo che, e sono parole sue: “è un vero massacro, che ti fa perdere azienda, la casa, la famiglia e… anche la dignità”.

 

Per ottenere un miliardo di lire, Attilio impegna le sue due aziende, la propria casa ed anche quella del fratello. Un totale di svariati miliardi a fronte dell’unico chiesto come mutuo. Attilio commette però un unico ma fatale errore: si impegna tutto, precludendosi quindi la possibilità di poter eventualmente accendere ulteriori mutui. Parte il progetto e la banca, dopo avergli accordato il mutuo per intero, versa sul conto del Serravezza 250 milioni. Saranno gli unici! Per tutta una serie di inspiegabili motivi infatti, la banca non darà più i soldi promessi spiazzando l’imprenditore che, a quel punto, è a corto di liquidità e, non potendo come detto accedere ad altri finanziamenti, è costretto a rivolgersi ad una finanziaria che dà le somme necessarie ma su esse applica un interesse del 180%.

 

È testardo Attilio e non molla, continua a lavorare anche di notte fino al momento in cui si rende conto che non sta più lavorando per se e per le sue aziende ma solo ed esclusivamente per arricchire la Finanziaria. E’ testardo ma non un ingenuo e capisce che è finita ma anche qui, da lavoratore temprato dalla gavetta, non se la sente di tirare il classico bidone ai suoi fornitori e dichiara il fallimento, limitando il più possibile i danni e dedicando poi tutte le proprie energie alla conduzione di una lotta contro i responsabili di questa sciagura.

 

 

Fa i nomi Attilio, tutti: nomi di banche, direttori, avvocati ed addirittura giudici compiacenti. È in attesa di un ulteriore giudizio nella controversia che lo vede opporsi alla banca ma nel frattempo tutte le sue energie ora le dedica ad aiutare tutti coloro (e sono tanti) che hanno commesso l’imperdonabile errore di affidarsi agli sciacalli in giacca e cravatta, quelli che per soldi, rovinano la vita degli altri. Una precisazione ed una promessa: torneremo sull’argomento e, ovviamente dopo aver effettuato tutte le dovute verifiche, lo faremo con i nomi ed i cognomi affinché qualcun altro possa magari salvarsi.   

 

Antonio Memmi

 

 

 

"Non credere a nulla, semplicemente per sentito dire, non importa dove l'hai letta o chi l'ha detto, neppure se l'ho detto io, a meno che non sia affine alla tua ragione e al tuo buon senso.
Non credere nelle tradizioni, perché sono state tramandate per molte generazioni.
Non credere in niente, solo perché se ne parla tanto, o è sostenuto dalla stragrande maggioranza degli uomini.
Non credere semplicemente perché è scritto nei tuoi libri religiosi.
Non credere solo per l’autorità dei tuoi insegnanti e degli anziani.
Ma se dopo l’osservazione e l’analisi personale, scopri che è d’accordo con la ragione, ed è favorevole al bene e beneficio di tutti, allora accettala e vivi per essa.

(Buddha)

 

 

Siamo sotto regime dittatoriale

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

 

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

 

 

 

2000 - 2010 www.tuttocasarano.it All rights reserved.