TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

 

Pensare e' molto difficile, per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, percio' chi riflette gia' per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi.
(Carl Jung)

  Home page

   La vita Politica

  Lo sport

  Cultura

  Tutto città

   Informazioni turistiche

    scrivici

L'Associazione Operaia di Mutuo Soccorso di Casarano del 1884

 

Di Giovanni Fracasso

fraxgio@yahoo.it

Parma, 20/06/2010 

 

…a Pinuccio De Nuzzo

E’ bene far uscire dall’oblio una straordinaria esperienza di solidarietà e fraternità che investì e pervase la nostra città tra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento: l’Associazione Operai di Mutuo Soccorso di Casarano.

Mi ero sempre chiesto come mai fossero sorte società di mutuo soccorso in vari comuni del Salento, come in gran parte d’Italia, e non invece a Casarano. Non avevo mai trovato alcuna fonte scritta, alcun documento che ne attestasse l’esistenza, né avevo avuto notizie da fonti orali, dalla "memoria" e dai racconti degli anziani.

Ma nel 2009, mentre stavo svolgendo una ricerca universitaria su un economista dell’Ottocento, in una Biblioteca pubblica romana, con grande stupore trovo, in un fondo miscellaneo, lo Statuto dell’Associazione casaranese. La mia la gioia fu enorme.

Si tratta dello Statuto del 1895 (edito "Pei tipi Luigi Carra"), approvato dall’Assemblea del 3 Gennaio di quell’anno. Era uno statuto riformato rispetto a quello iniziale e costitutivo dell’Associazione. Da questo Statuto si risale, tuttavia, alla sua fondazione: anno 1884, con una Assemblea Generale tenuta il 5 marzo. Associazione, quindi, tra le più antiche di quelle presenti nei comuni salentini.

Nell’Art.2 dello Statuto si sanciva: "Scopo della Società è il benessere, l’educazione e l’istruzione dei soci, nonché l’assicurare ai medesimi un sussidio nei casi di malattia, d’impotenza al lavoro o di vecchiaia; venire in aiuto delle loro famiglie come dello loro vedove e dei loro orfani". Erano, pertanto, a carico della Cassa Sociale dell’Associazione di Mutuo Soccorso solide forme di sostegno e assistenza in caso di malattia, infortunio, decesso, anche le spese per un degno funerale (Art.24).

"Se morto un socio resti la famiglia indigente, sarà dato agli orfani ed alla vedova per un solo anno un sussidio di centesimi quaranta per giorno. La società inoltre prederà cura particolare della vedova, e della buona educazione dello impiego degli orfani"(Art.28)

Ma l’Associazione non aveva solo finalità assistenziali: dallo Statuto traspare, infatti, l’orgoglio del fare, l’enfasi sulla dignità e sulle virtù del lavoro, vir faber.

Vi era all’epoca una netta contrapposizione tra chi lavorava (operai ma anche artigiani, fabbri, negozianti, persino gli artisti) e coloro che invece vivevano di rendita, i feudatari e i nobili. A questi ultimi era ovviamente esclusa la partecipazione all’Associazione: secondo l’Art.3 dello Statuto: "sono considerati operai tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso che esercitano qualunque mestiere o arte, non gli esclusi gli agricoltori, gli industriali, i piccoli negozianti, e coloro che esercitano le arti belle" e solo essi possono essere soci effettivi. Non potevano parteciparvi inoltre né "gli ubriachi" né i "condannati per reati di sangue, furto, baratteria frode, falsità, e attentato ai costumi" "quelli che per fatti ignominiosi sono notoriamente decaduti dalla pubblica stima"(Art.18).

Straordinaria, soprattutto se raffrontata ai tempi, risulta essere l’attenzione particolare allo studio e all’istruzione, alla promozione culturale. Bellissimo in merito l’articolo 23: "I soci analfabeti minori di anni cinquanta assumono l’obbligo di imparare a leggere e scrivere nel termine di mesi 18 dalla loro ammissione. Tutti i soci di qualunque età e condizione hanno l’obbligo impreteribile di mandare a scuola i loro figli". E non era solo una enunciazione o un principio sulla carta: i Soci di età inferiore a 50 anni che non avessero imparato a scrivere decadevano dai diritti sociali e venivano dichiarati espulsi dall’Associazione (Art. 34). Così pure coloro che, senza giustificato motivo, non mandavano i figli a scuola: e si badi bene dovevano mandare a scuola "i loro figliuoli dell’uno e dell’altro sesso". Erano precetti democratici e interventi di educazione civile veramente notevoli per l’epoca e per le difficili condizioni del Meridione.

Parità dei diritti, nessuna distinzione di sesso, di religione, di reddito e di origini; elogio e dignità del lavoro; lotta alla miseria attraverso l’istruzione e la scuola. Sono tematiche e principi fondamentali ripresi e sanciti, mezzo secolo dopo, nella nostra bellissima Costituzione repubblicana.

Le indicazioni fornite nello Statuto hanno consentito di trovare i primi atti notarili sulla costituzione dell’Associazione. Ma vi sono pochissime notizie sui Soci, la loro partecipazione e i mestieri che svolgevano. Dal documento statutario si rileva solo che, nel 1895, il Vice Presidente è un tale Rosmini e il Vice Segretario è C. Cartesiana. Di certo l’Associazione aveva una struttura articolata, e ad un primo confronto con altre Società italiane (delle quali ho consultato gli Statuti) emerge una governance complessa: i soci dovevano essere necessariamente numerosi. E la Cassa sociale doveva essere cospicua visto che garantiva forme di assistenza duratura.

Dopo ricerche infruttuose in varie Biblioteche pugliesi, per "allargare il campo d’indagine" parlo dell’Associazione di Mutuo Soccorso al prof. Cosimo Corvaglia, a Mario Turco e ad altri. Con grande sorpresa apprendo che Fernando Schiavano (a cui va un doveroso ringraziamento) è in possesso di una copia originale dello Statuto, nella versione del 1895, copia priva di alcune pagine ma con note autografe del Socio. In particolare, sono annotati a penna i componenti degli organi direttivi nel 1901:

Ufficio di Presidenza

Presidente: Rizzelli Salvatore

Vice-Pres.: Cocola Vincenzo

Segretario: Notarpietro Romolo

Vice-Segr.: Metafuni Adolfo

 

Ufficio di Amministrazione

Direttore: Rizzelli Salvatore

Membri: Cocola Vincenzo

Degiovanni Antonio

Pino Giovanni

Pacella Donato

Con questa ed altre note si riesce ad inquadrare meglio i membri della Società di Mutuo Soccorso: artigiani, operai (in particolare lavoratori dei frantoi), contadini, ma soprattutto cavamonti. Casarano a fine Ottocento aveva un grande numero di occupati nelle cave di pietra (di quel mondo sono rimaste alcune cave a cielo aperto in città, "le tagliate", ed è rimasta una splendida testimonianza nella forte e diffusa devozione alla loro protettrice, la Madonna della Campana). Il mestiere di cavamonte era un’Arte: l’arte di scavare e lavorare la pietra si tramandava di padre in figlio. Ma era un mestiere duro, col rischio di numerosi incidenti sul lavoro. Di fronte a queste difficoltà, a questi seri pericoli, la Società di Mutuo Soccorso forniva assistenza, sostegno e fratellanza.

Animatore e figura di spicco della Società era uno di quei lavoratori della pietra: Notarpietro Romolo, "marmista", entrato nell’Associazione nel 1897, appassionato di Napoleone Bonaparte. Figura sicuramente molto interessante il Notarpietro, di cui spero di trovare gli eredi e di avere notizie dettagliate.

Non ho ancora trovato invece una data precisa sulla fine dell’Associazione, la prova documentaria più recente è un versamento di una quota sociale del 1933, pertanto lo scioglimento fu successivo.

L’Associazione Operaia di Mutuo Soccorso rappresenta una splendida pagina di storia, di storia collettiva, che Casarano non può non ricordare e che dovrebbe valorizzare, con rinnovata attenzione e con partecipazione.

Giovanni Fracasso

 

 

Pavarotti "nessun dorma"

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

 

Casarano

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

 

 

 

2000 - 2010 www.tuttocasarano.it All rights reserved.