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Per il futuro più agricoltura

"Carta di Matera"

 

 

 

Confederazione Italiana Agricoltori - Casarano

le.casarano@cia.it

Casarano, 06/10/2010

 

 

La Carta di Matera

Bozza del 6.10.2010 (escluso capitolo 5)

 

1

L'agricoltura in Italia: una straordinaria risorsa

L'agricoltura rappresenta una risorsa inestimabile, per le implicazioni economiche, sociali, ambientali e territoriali che ha nel nostro Paese.

 

In tutta Europa l'agricoltura vive perché consente un approvvigionamento alimentare sicuro, stabile e di qualità che si affianca a metodi di produzione rispettosi dello spazio rurale, della salvaguardia delle risorse idriche, dell'ambiente, della biodiversità, del benessere animale.

 

L’agricoltura sta contribuendo, in diversi modi, alla riduzione delle emissioni inquinanti.

 

L’agricoltura offre opportunità occupazionali nelle aree rurali e favorisce il mantenimento di un tessuto sociale nelle aree marginali.

 

L’agricoltura e gli agricoltori hanno, nei secoli, disegnato il paesaggio agrario: dalle cascine alle reti irrigue delle pianure del Nord Italia, dalle colline ai centri storici dell’Italia Centrale, dalle masserie al giardino mediterranei del Mezzogiorno. Il paesaggio delle aree rurali è un patrimonio di arte, di tradizioni alimentate, di architettura rurale di presenza attiva dell’uomo, di storia, di identità locale e territoriale, che fanno del nostro paese un caso unico al mondo.

 

A differenza degli altri Paesi europei, in Italia, tuttavia, i giovani non vedono nell’agricoltura valide prospettive economiche. Questo perché sussistono molte difficoltà legate all’ insediamento giovanile. Tra queste, la scarsa mobilità fondiaria e l’accesso al bene terra, gli alti costi di avviamento, l’incertezza delle prospettive economiche, la scarsità di formazione e servizi di consulenza adeguati, la volatilità dei prezzi, la fragilità del nostro modello economico, in particolare gli scompensi della filiera agroalimentare. Ostacoli ai quali si aggiungono gli oneri amministrativi connessi all’esercizio dell’attività agricola, gli elevati prezzi di affitto e di acquisto dei terreni, gli alti costi dei macchinari e, in generale, degli investimenti. Noi Amministratori locali apprezziamo e sosteniamo le indicazioni contenute nel progetto “Agricoltura futuro giovane”. Posto alla nostra attenzione dalla Confederazione italiana Agricoltori, quale strumento per generare nuove imprese e un effettivo ricambio generazionale.

Nel nostro Paese occorre confermare questi valori e rinnovare la consapevolezza delle funzioni essenziali dell’agricoltura a partire dal rapporto con l’ambiente ed il territorio.

 

Si tratta di dare attuazione ad un vero e proprio 'Patto con la società' che abbia a riferimento le funzioni produttive e sociali, di tutela ambientale e salutistiche che il settore agricolo svolge.

 

Sono gli agricoltori che, oltre a garantire I' approvvigionamento alimentare, offrono un’ampia gamma di beni e servizi pubblici apportando, attraverso la loro attività produttiva ed imprenditoriale ed anche mediante le risorse garantite dall’Europa tramite i fondi per lo sviluppo rurale, benefici ai consumatori e dirette utilità alle Comunità locali e alle Amministrazioni che operano sul territorio.

 

Ecco perché l'agricoltura e le sue diversità, con tutto il suo bagaglio di particolarità di sistemi produttivi, di territorio e di paesaggio, va conosciuta di più, va tutelata con azioni e politiche appropriate, a tutti i livelli istituzionali, con particolare riferimento alle Amministrazioni locali, va inserita nel contesto dello sviluppo del Paese.

 

2

Gli agricoltori.

Gli agricoltori vivono la loro cittadinanza come registi del proprio territorio. Con la loro organizzazione aziendale e sociale danno vita al territorio rurale rendendolo vincente per tutti essi sono protagonisti attivi, custodi ed attori garanti dei beni di natura pubblica, di recente anche codificati dal Parlamento Europeo.

 

Molte sono le opportunità che si offrono e importanti le occasioni da cogliere. In via prioritaria vogliamo costruire positive relazioni tra le Amministrazioni locali e gli agricoltori; le prime che governano, in forme e con poteri propri, tutto il territorio nazionale, i secondi che, con il loro impegno, sapere e creatività, fanno di quel territorio la condizione della propria attività imprenditoriale e rispondono, attraverso la gestione del suolo agrario e delle risorse naturali, alla domanda dei cittadini.

 

Con essi vogliamo stabilire rapporti, stipulare accordi, definire indirizzi di lavoro, concordare programmi di attività, lavorare insieme per l’attuazione delle politiche economiche e sociali, la PAC e le politiche di coesione dell’Unione europea, le politiche nazionali e regionali.

 

3

Le difficoltà e la Conferenza nazionale dell'agricoltura italiana

L'attività agricola in questi anni si svolge in un contesto particolarmente difficile che si presenta con peculiare complessità nel nostro Paese.

 

Sono principalmente i redditi agricoli ad essere colpiti, senza interventi  dello Stato che sospende anche i contributi nelle aree svantaggiate. Rimane lontano l’obiettivo della equiparazione dei redditi con quelli degli altri settori, uno degli obiettivi non raggiunti del Trattato di Roma. La sostenibilità ambientale non può essere disgiunta da quella economica.

 

A fronte di una domanda mondiale di beni alimentari in costante espansione che offre, nella prospettiva, ampie opportunità di produzione e redditi, sussistono specifiche difficoltà e vincoli strutturali mai risolti, interrogativi produttivi e tecnologici inediti, una emergenza ambientale e climatica globale che condiziona tutte le scelte produttive.

 

Continuano inoltre a mancare chiare regole internazionali per la gestione degli approvvigionamenti agricoli ed alimentari che, da un lato, permettano di garantire la sicurezza alimentare alle popolazioni mondiali, riducendo la volatilità dei prezzi legata prevalentemente alla speculazione, dall’altra permettano di creare anche per gli operatori agricoli condizioni di mercato più eque, evitando i rischi della concorrenza sleale, della contraffazione ed imitazione, ecc.

 

Anche per questo l’Unione europea, impegnata in una decisiva discussione sul bilancio e sulla Politica Agricola Comune che sarà introdotta a partire dal 2014, ha indicato nuove sfide a tutta l'agricoltura europea: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità. Gli elevati rischi naturali e di mercato ai quali è sottoposto il settore agricolo rendono necessari nuovi sistemi di gestione dei rischi atmosferici e di mercato.

 

L'insieme dei problemi ha bisogno di un' analisi coerente ed approfondita nel nostro Paese ed è per questo sosteniamo la richiesta al Governo ed al Parlamento della convocazione in tempi ravvicinati di una Conferenza nazionale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale attraverso la quale indicare gli obiettivi, le politiche e gli strumenti per aggredire le difficoltà di oggi ed indicare le strade da percorre per il futuro.

 

Una Conferenza, organizzata d’intesa con le Regioni che hanno primaria competenza in materia di agricoltura, che possa legarsi alla ricorrenza del 60° della Riforma fondiaria, da quelle motivazioni tragga motivo di nuovo impulso alla azione di oggi e degnamente inquadrarsi nell'ambito delle celebrazioni per il 150 Anniversario della Unità d'Italia.

 

Condividiamo la necessità di una politica agraria nazionale, di un progetto che si ponga l’obiettivo della modernizzazione della nostra agricoltura per aumentare la capacità delle imprese di creare reddito per il paese, per gli agricoltori e le loro famiglie. Ciò vuol dire: ricerca ed innovazione; ricambio generazionale e aggregazione fondiaria; efficienza dei mercati; sostegno della competitività e riduzione dei costi di produzione; semplificazione amministrativa.

Alcuni nodi possono e debbono essere affrontati nella loro dimensione generale da subito: modifica della normativa in materia di regolazione dei mercati per favorire lo sviluppo delle organizzazioni economiche degli agricoltori e di relazioni interprofessionali fra agricoltura ed industria alimentare che affrontino anche la predominanza della GDO nella intera filiera alimentare; salvaguardia nei confronti della speculazione sui prezzi agricoli che dia trasparenza sui meccanismi di formazione dei prezzi dei prodotti alimentari e stabilità ai mercati anche attraverso appropriate forme di assicurazione sui rischi di mercato; contrasto delle operazioni commerciali elusive della concorrenza a partire dalle importazioni in regime di dumping e l’uso improprio di denominazioni; valorizzazione della qualità agroalimentare nazionale e tutela della sua distintività nel mercato anche attraverso l’adozione di sistemi di etichettatura dell’origine e, nei rapporti commerciali con i Paesi terzi, dell’obbligo della reciprocità di trattamento delle regole applicate in materia igienico sanitaria e tutela delle indicazioni geografiche; servizi e risorse adeguate per una rinnovata competitività delle imprese; semplificazione amministrativa.

4

Gli impegni delle Amministrazioni locali

Se da un lato questi obiettivi rappresentano l'impegno delle Autorità nazionali e regionali e devono ritrovarsi anche nella riforma della P.A.C., esistono opportunità di diretta attribuzione dei poteri locali che possono concorrere alla tutela e valorizzazione della agricoltura italiana.

 

Nel Patto tra agricoltura e società la CIA pone alla rappresentanza dei luoghi e dei territori da sempre in mano alle Amministrazioni locali un nuovo ruolo fondamentale degli agricoltori e delle loro forme organizzate.

 

Noi, Amministratori locali, riconosciamo questo ruolo e ci impegniamo per:

 

 la valorizzazione dell’attività agricola in tutte le sue forme;

 la salvaguardia del terreno a disposizione della attività agricola;

 la diffusione dei servizi per le aziende ed i territori rurali e la semplificazione dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione;

 la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio.

 

4.1

La valorizzazione dell’attività agricola in tutte le sue forme

 

Ci impegniamo a valorizzare e difendere in tutte le sedi i benefici economici e sociali che l’agricoltura porta con sé. Essi rappresentano l’identità e lo sviluppo delle aree rurali. Noi Amministratori locali, valorizzando l’agricoltura valorizziamo il nostro ruolo. L’agricoltura ha bisogno dei cittadini e dell’azione degli Amministratori locali per essere tutelata e sostenuta.

 

4.2

La salvaguardia del terreno agricolo.

 

L’erosione della superficie agricola utilizzata, cioè del terreno destinato alle coltivazioni, è costante e non può non suscitare allarme e preoccupazione.

 

Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario.

 

I dati sono eloquenti 30 min. di ha è la superficie totale dell'Italia, di cui solo il 23% di pianura che già ospita il 48 % dei 60 mm n dei residenti.

 

Dal 1970 al 2000 sono stati tolti all' agricoltura 2,7 mln di ha.

 

Dal 2000 allo scorso anno la Superficie agricola è infine passata da poco meno di 15 mm. di ha. a 12,7 min. di ha.

 

Siamo ad una Superficie Agricola Utilizzata pari al 42,3 % della superficie totale del Paese e non è forse inutile segnalare come sia la terra più fertile, quella di pianura, che viene ad essere utilizzata a scopi di urbanizzazione civile ed industriale e per servizi.

 

Ci proponiamo di arrestare questo fenomeno, per quanto nei nostri poteri di Amministratori locali, con una gestione accorta degli insediamenti in particolare recuperando una enorme cubatura abitativa, industriale e per servizi da tempo inutilizzata.

 

Si tratta di dare dimensione stabile, condivisa ed universale ad una gestione programmata del territorio che pensi al futuro delle comunità, alla sostenibilità, al contributo degli agricoltori alla costruzione e conservazione del paesaggio agrario. Gli strumenti a disposizione delle comunità locali per la pianificazione territoriale sono importanti e devono riservare all’agricoltura un ruolo chiave nella fruizione del territorio.

 

4.3

La diffusione dei servizi per le aziende ed i territori rurali; la semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione

 

L'agricoltura è, per definizione, settore produttivo diffuso nello spazio rurale. Questa peculiarità obbliga ad una attenzione particolare per la erogazione di servizi alle persone ed alle imprese, in particolare per le imprese giovani e di nuovo insediamento e per quelle che operano nelle aree periferiche.

Noi sindaci dei comuni rurali chiediamo il rafforzamento delle infrastrutture civili, sociali e di servizio alle imprese per favorire un equilibrato sviluppo delle aree rurali: pensiamo al sistema del welfare locale, ai servizi civili e sanitari, alle infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. Non condividiamo la scelta di concentrare le risorse finanziarie su pochi grandi progetti infrastrutturali. I territori rurali debbono essere attrezzati per essere attrattivi, non devono semplicemente essere attraversati.

 

Ci impegniamo ad agire per la maggiore efficienza della macchina amministrativa per ottenere il duplice risultato: migliori servizi ai cittadini ed alle imprese, più equa e sostenibile gestione dei tributi, delle tariffe e della fiscalità che fa capo agli Enti locali.

 

Le imprese richiedono alla pubblica amministrazione efficienza di funzionamento e speditezza di relazione a tutti i livelli, non ultimi ai Comuni e alle loro Associazioni funzionali.

 

Se da un lato il tema della semplificazione riguarda l'insieme del funzionamento della amministrazione pubblica i Comuni possono operare con iniziative proprie a partire dalla messa in funzione dello Sportello Unico per le imprese e dalla valorizzazione delle realtà associative diffuse nel territorio dando concreta attuazione al principio di sussidiarietà.

 

Lo Sportello Unico per le imprese potrebbe rappresentare un solido passo in avanti verso la unificazione dei centri di referenza per le imprese a livello territoriale e la costituzione di una esperienza concreta di unificazione di archivi dati e loro utilizzo.

 

Infine le imprese agricole sono dotate di attrezzature e macchinari e dispongono di professionalità che bene possono essere impiegate dalle Amministrazioni in attività e servizi che, qualificate come attività connesse, possono essere messe a disposizione: manutenzione del verde pubblico, manutenzione e gestione di aree a demanio forestale, attività di emergenza nel verde ed in generale sul territorio comunale.

 

In questo contesto un ruolo importante può essere svolto dalle stesse imprese agricole multifunzionali che possono svolgere efficaci funzioni sociali mediante le fattorie sociali, gli `agriasili', le fattorie didattiche ed altre forme di accoglienza.

 

4.4

La valorizzazione del rapporto cibo e territorio

 

La distintività della produzione agroalimentare italiana ha pochi eguali nel mondo. La dieta alimentare mediterranea è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco.

 

Sono note le qualità, le tipicità ed i valori con quali i prodotti agroalimentari italiani si presentano ai consumatori al punto che il mercato dei prodotti simili e delle contraffazioni del 'Made in Italy' agroalimentare, è divenuto un affare di oltre 60 miliardi di euro l'anno.

 

Questo valore affonda le sue radici nella storia e nei territori dell'Italia.

 

Occorre salvaguardare questa tradizione, organizzarla con adeguate forme di tutela e farne strumento di sviluppo economico per le imprese e le comunità locali.

 

E’ importante il legame fra territorio, consuetudini alimentari e tradizioni enogastronomiche: tutto ciò offre identità e sviluppo alle comunità locali. Ci riferiamo ad iniziative quali la promozione della vendita diretta dei prodotti della azienda agricola, iniziative per la 'spesa in campagna', promozione delle 'strade enogastronomiche' collegate ai prodotti tipici ed ai vini di qualità, valorizzazione turistica attraverso le tipicità agroalimentari, i Musei del cibo e della tradizione contadina, una ristorazione che si richiama alle ricette e prodotti locali, la ospitalità turistica alberghiera che valorizza le tradizioni alimentari locali.

 

Le Amministrazioni locali possono fare molto in questo campo traendone diretto vantaggio. Noi sindaci garantiamo tutto il nostro impegno nell’interesse non solo degli agricoltori e delle loro famiglie, ma di tutta la comunità locale

 

5- Il riequilibrio

 

Nella ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia vogliamo affermare che l’agricoltura e gli agricoltori hanno svolto un ruolo fondamentale ed insostituibile garantendo ai cittadini alimenti sufficienti e sicuri e svolgendo servizi primari per la vivibilità delle aree interne e di montagna del nostro Paese, la manutenzione e valorizzazione dei beni ambientali e territoriali.

In Italia sono ancora presenti forti differenziazioni sociali, economiche, produttive e territoriali.

Il reddito in agricoltura è largamente inferiore a quello degli altri settori produttivi, i cittadini delle aree rurali godono di servizi sociali ed infrastrutturali certamente inferiore a quelli delle grandi aree urbane e, soprattutto, ancora forte ed irrisolto e lo squilibrio tra il Nord e il Sud del nostro Paese.

L’agricoltura ed il Mezzogiorno rappresentano due grandi risorse sulle quali investire e puntare per garantire lo sviluppo della nostra società e della nostra economia.

Le scelte di politica economica rivolte allo sviluppo complessivo del nostro Paese debbono saper cogliere le grandi potenzialità presenti nel nostro Mezzogiorno. L’agricoltura è certamente il settore sul quale puntare per garantire occasioni di sviluppo nelle regioni meridionali. Per valorizzare le grandi opportunità presenti nell’agricoltura del nostro Mezzogiorno è però necessario investire in infrastrutture e servizi e contrastare con grande efficacia scelte economiche e commerciali che fino ad oggi, in molti casi, hanno penalizzato le produzioni mediterranee nei rapporti con gli altri Paesi.

Il mediterraneo per molti secoli ha rappresentato una immensa piattaforma di scambi commerciali, di idee, culture, lingue e di sviluppo economico.

In un mondo che incomincia a guardare anche verso l’Oriente per garantirsi nuove occasioni di benessere, il Mediterraneo può tornare a recitare un ruolo strategico e primario.

L’ Italia è immersa nel Mediterraneo e, quindi, può e deve giocare un ruolo da protagonista traendone occasione di sviluppo. L’agricoltura meridionale, con le sue produzioni di qualità e fortemente diversificate, è il settore sul quale puntare per raggiungere l’obiettivo del riequilibrio territoriale e produttivo.

 

 

 

 

Margherita Hack 1/3, Che tempo che fa 2009/01/11

 

 

 

 

 

 

 

               

 

Il Dr. ANTONIO INGROIA

(Procuratore antimafia di Palermo)

il 22 aprile sarà a Casarano

 

 

Casarano

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

 

13/05/06 Grotta della Trinità trasformata in un ripostiglio. All'interno sono stati trovati sacchi di cemento, sedie e tavolini

 

 

Casarano

 

L'era Capozza

 

  Ritrovato un antichissimo palmento, in zona casaranello. dal sito www.pinodenuzzo.com

 

 

http://www.pieroricca.org/

 

 

 

 

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