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Centrale a biomasse: nota del Gruppo Consiliare del Centro Democratico Cristiano

 

 

 

Gruppo consiliare - Centro Democratico Cristiano

Casarano, 10/04/2010

 

Il direttivo ed il gruppo consiliare del CENTRO DEMOCRATICO CRISTIANO, ritengono doveroso intervenire con serietà e serenità nel dibattito che si sta sviluppando in questi giorni nella nostra città.

Premesso che su iniziative dei gruppi di minoranza CDC e PDL, consiglieri Casciaro, Marrella,Gatto, Bartolomeo, Fracasso, lo scorso 19 Marzo è stata inoltrata la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione del regolamento, propedeutico all’indizione del Referendum Consultivo  sulla costruzione di una centrale a Biomasse, ex art. 46 dello Statuto comunale e così come deliberato nella seduta del Consiglio Comunale del 15\01\2009. E’ solo dopo questa richiesta  che l’amministrazione comunale si è in qualche modo attivata perché nella Commissione Affari Istituzionali fosse elaborata la bozza di regolamento.

Una piccola curiosità: la prima riunione della commissione è stata convocata il 14 Aprile, esattamente dopo un giorno dalla convocazione della Conferenza dei Servizi da parte della Regione Puglia.

Il nostro movimento ritiene che, pur nel rispetto delle istituzioni  e delle procedure (conferenze dei servizi, pareri, autorizzazioni), dinanzi a problematiche così importanti, resta in assoluto il valore del Referendum e della volontà dei cittadini sull’impianto che in particolare non riguarda solo la città di Casarano ma va ad interessare anche gli altri comuni del comprensorio.

Al di là delle assicurazioni che l’azienda Italgest ed i suoi vertici  distribuiscono ormai da tempo a piene mani, coinvolgendo “luminari ad ore”( per Italgest infatti, tutto ciò che non è dimostrabile scientificamente è soltanto “ingiustificato allarme sociale”), noi del Centro Democratico Cristiano, dissentiamo fortemente da questa unilaterale visione del problema e rammentiamo  che anche il D.D.T., ampiamente usato per lungo tempo,è stato visto essere fortemente nocivo.

Il bene “salute” non vive di pseudo-emozioni e rassicurazioni ma di prove scientifiche inconfutabili.

Il funzionamento di una Centrale a Biomasse produce nanoparticelle (polveri sottili ed ultrasottili che nessun filtro può fermare). Questo particolato ultrafine purtroppo ha effetti devastanti ed irreversibili sulla salute umana. Queste polveri interferiscono sul DNA cellulare, sullo sviluppo fetale, sulle coagulazioni sanguigne, con rischi reali di varie mutazioni genetiche che possono sfociare nelle gravissime patologie del cancro da nanopolveri.

Il nostro movimento chiede all’intera città una seria e forte mobilitazione per affrontare il problema dal punto di vista scientifico, per gli aspetti legali e, non ultimo, la responsabilità politica delle scelte amministrative.

Facciamo appello a tutte le forze politiche ed alle intelligenze della nostra città, perché al di là delle appartenenze e degli steccati ideologici si avvii un sano e costruttivo confronto, perché prevalgano gli interessi generali della città, il suo sviluppo, la salvaguardia dell’ambiente, la tutela della salute pubblica, alla luce anche dei dettami sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, dove è stabilito che nessuno può fare profitto arrecando danno alla salute dei cittadini.

Alla luce della totale disponibilità  manifestata dal Sindaco e dall’azienda in questione, sarebbe auspicabile l’organizzazione di un pullman di Casaranesi scettici per recarsi nei luoghi in cui tanti impianti sono già stati realizzati per verificare l’indice di gradimento e i problemi affrontati dalle popolazioni residenti!

Forse si potrebbe attingere ai dati ufficiali dell’ISTAT sull’incidenza delle diverse patologie preimpianto e post impianto da Biomasse per quelle popolazioni.

Un’ultima considerazione sul tipo di sviluppo che vogliamo per la nostra città e per l’intero territorio regionale: certamente non l’industrializzazione inquinante ma la promozione e la valorizzazione della naturale vocazione dei nostri territori che vanno dal turismo ai beni ambientali, paesaggistici ed architettonici, ai servizi dell’agricoltura e dell’ occupazione.

Infine a chi parteciperà alla Conferenza dei Servizi vogliamo ricordare la dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale n.31 del 2008  che liberalizzava l’attivazione degli impianti  di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili della REGIONE PUGLIA.

 

 

 

 

 

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