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Il dott. Guglielmo Paradies

Chirugia pediatrica perde il suo primario

«Quanto è stato fatto non va disperso»
«Pronto a collaborare con i miei ex assistenti»

Di Alberto Nutricati

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29/07/09

 

Il dottor Guglielmo Paradies, primario di Chirurgia pediatrica al «Ferrari» di Casarano, dal primo agosto prenderà servizio a Bari. Una grande perdita per il nosocomio casaranese e, più in generale, per il servizio sanitario pubblico salentino. 
Paradies era giunto a Casarano nel 2004, assumendo la direzione del reparto nel luglio del 2006 come successore del dottor Sergio Rini. 
Fu proprio nel 2006 che Paradies operò un neonato di 700 grammi con un’atresia all’esofa - go. Il bambino, nato a Brindisi, in virtù della collaborazione con il dottor Presta, terapista intensivo neonatale del «Panico», fu trasferito a Tricase per la preparazione all’operazione. L’intervento venne eseguito a Casarano, grazie alla disponibilità degli anestesisti, il primario Libetta ed il dottor Martella. Casi del genere, per la loro complessità, non vengono accettati né a Bari né a Foggia, che pure dispongono di centri universitari specializzati. La notizia dell’intervento ebbe una vasta eco, portando la Chirurgia pediatrica di Casarano a divenire un punto di riferimento per l’intera regione. 
Da lì nacque la collaborazione con Tricase e con il dottor Longo, all’epoca primario dell’Unità di terapia intensiva neonatale

(Utin) di Lecce, che mise Paradies nelle condizioni di andare ad operare anche al «Fazzi», grazie alla disponibilità degli anestesisti, il primario Raffele Caione e il dottor Metrangolo. 
Per altro Paradies è chiamato ad operare in regime di convenzione anche a Brindisi, coadiuvato da colleghi di Casarano. Si può dire quindi che tutto il Salento, a sud di Bari, è stato gestito dalla Chirurgia pediatrica di Casarano. 
Tutto ciò è stato una straordinaria occasione di crescita per i collaboratori del primario. La speranza è che la direzione generale della Asl decida di attivare una convenzione con il primario per consentire ai suoi collaboratori di concludere il loro percorso formativo, rendendoli in grado di operare anche i neonati. 
Dottor Paradies, perché ha deciso di lasciare Casarano? 
«Vado via perché ho vinto il concorso nella mia città, in un grosso centro di chirurgia pediatrica, ma parto con il dispiacere di lasciare dei colleghi che mi hanno dato l’anima. Né ho mai trovato ostruzionismo da parte dell’Azienda. Tuttavia, andare in un posto dove ci sono 11 aiuti chirurghi pediatri ed anestesisti dedicati è una prospettiva allettante dal punto di vista professionale». 
Se invece del «Ferrari» fosse stato al «Fazzi», dove è attiva un’Utin, sarebbe cambiato qualcosa? 
«Non avendo radici nel Salento, non credo sarebbe cambiato molto. Certo avrei subìto meno stress, perché avrei operato in loco. Magari avrei avuto a disposizione strumenti di un certo tipo che mancano in altri presìdi, ma non credo che stare al Vito Fazzi mi avrebbe cambiato la vita». 
Può tracciare un bilancio di questi anni di attività? 
«Abbiamo aumentato gli indici di Drg grazie anche all’approccio laparoscopico, ridotto i ricoveri impropri ed attivato la day surgery. Abbiamo una media di 1100 interventi l’anno, con un numero di ricoveri inferiore a quello degli interventi, perché abbiamo l’abitudine di trattare le patologie bilaterali in un unico intervento. Abbiamo avuto il 69 per cento di interventi di chirurgia pediatrica ed il 31 di chirurgia urologica. Dal 2006 ad oggi sono stati eseguiti circa venti interventi di chirurgia neonatale, con 6 atresie dell’esofago in un anno e mezzo, cosa che non ha fatto Bari, né tanto meno Foggia». 
Che realtà ha trovato quando è arrivato e che realtà lascia? 
«Ho trovato una chirurgia pediatrica, voluta dal dottor Rini, che ha mantenuto decoro per 24 anni. Il boom, però, si è avuto dal 2006, quando sono state messe a frutto tutte le occasioni formative che proprio grazie a Rini io e i miei colleghi abbiamo potuto frequentare. 
Mi consola il fatto che non stia lasciando dietro di me il vuoto. È da circa 40 giorni che mi sono allontanato dalla sala operatoria eppure il reparto va avanti e le soddisfazioni continuano. Ormai, anche in virtù dello strumentario che l’azienda ci ha messo a disposizione, il reparto è autonomo. Per altro in questi anni, ho insegnato ai miei collaboratori tecniche nuove, altre le hanno apprese nei master. Adesso resta la questione dei neonati. Purtroppo tre anni di addestramento sono pochi». 
Che messaggio si sente di lasciare ai suoi colleghi che resteranno qui ad operare? 
«Non abbassare la guardia. La chirurgia pediatrica non può essere mutuata da nessun’altra chirurgia. Questa peculiarità deve rimanere. Purtroppo mi rendo conto che la direzione potrebbe iniziare a dire: “manca il primario, avete diminuito l’attività, siete in periferia, accorpiamo i reparti e facciamo di chirurgia pediatrica una sezione del reparto donne come si faceva una volta”. Questo non deve succedere. Ma, affinché non succeda c'è bisogno di un primario e sarà compito mio andare in giro in Italia per chiedere agli altri primari se c'è un aiuto di buona volontà disposto a venire qua ad investire in questa realtà come ho fatto io all’età di 53 anni. Ma è necessario anche che i miei colleghi completino il loro addestramento. Magari con una mia consulenza di un paio d’anni, in modo che possano operare anche loro i neonati e mantenere viva una realtà che sarebbe un peccato far svanire».

 

Gugliemo Paradies se ne va al «Giovanni XXIII» di Bari
Di Giovanni Delle Donne
 

Un duro colpo per la Asl di Lecce che perde uno dei suoi uomini migliori. Se ne va il professionista che, forse più di ogni altro, è riuscito in questi anni a dare spessore alla malandata sanità della provincia di Lecce. 
Il dottore Guglielmo Paradies primario di Chirurgia pediatrica dell’ospedale di Casarano lascia il «Ferrari» e dal primo agosto va a dirigere l’unità operativa di Chirurgia pediatrica del «Giovanni XXIII» di Bari, l’ospedale pediatrico più importante del mezzogiorno. Un ospedale dedicato esclusivamente ai piccoli malati, come il «Bambin Gesù» di Roma o il «Gaslini» di Genova. 
Una struttura, il «Giovanni XXII», altamente specializzata, dunque, che cerca di riunire al proprio interno il meglio della pediatria, sia clinica che chirurgica. 
Per il dottor Paradies, dunque, un riconoscimento professionale che rende merito all’attività svolta dal chirurgo barese, prima nella sua città natale e poi nel Salento. Un riconoscimento ottenuto tramite un concorso pubblico ma che era già insito nei giudizi della comunità scientifica nazionale e dei pazienti che con lui hanno avuto a che fare. 
La notizia dell’abbandono del dottore Paradies non può sorprendere. Un fuoriclasse non può giocare a lungo in una squadra di serie A senza ambizioni, figuriamoci in una di serie B (ovviamente, non ci riferiamo alla sua equipe). E nel Salento la Sanità continua a barcamenarsi nei campionati minori. E’ ovvio che quando arriva una offerta da una squadra da Champion (ed il «Giovanni XXIII» vuole esserlo) è impossibile resistere. E così è stato per il dottore Guglielmo Paradies che ora avrà a disposizione gli strumenti idonei (basti pensare che nella sua nuova squadra ci saranno ben 13 aiuti chirurghi pediatri) per poter esprimere al massimo le sue potenzialità. Per di più nella sua città natale. 
Resta l’amarezza di non essere riusciti a trattenere un chirurgo di grande valore che era riuscito in pochi anni a far diventare Casarano punto di riferimento nazionale per una branca così delicata della chirurgia. Ma era oggettivamente molto difficile trattenerlo. E la Gazzetta aveva lanciato l’allarme scatenando la reazione dei soliti politici di scarse vedute che avevano tuonato «Paradies non si muove da Casarano». Lo abbiamo visto. 
Ma resta un’altra amarezza, ancora più grande. Quella di non essere riusciti a sfruttare al meglio la presenza di Paradies nel Salento. 
Una Chirurgia pediatrica a Casarano non ha più senso; a meno che non la si vuole lasciare vivacchiare nell’anonimato, con una mission di basso livello, a prescindere dai professionisti che vi operano. 
Il posto giusto di una Chirurgia pediatrica è in un ospedale di riferimento, accanto alla terapia intensiva neonatale ed alla rianimazione. Lo ha confermato proprio la presenza al «Ferrari» del dottore Paradies il quale ha portato la sua equipe su livelli talmente alti da dover ricorrere a vari espedienti per eseguire gli interventi sempre più complessi che venivano richiesti. Ecco, dunque, la convenzione con il «Cardinale 
Panico» di Tricase dove esiste una terapia intensiva neonatale. Ecco, ancora di più, gli accordi per operare al «Vito Fazzi» di Lecce ed al «Perrino» di Brindisi. L’equipe di Casarano diventa itinerante per eseguire interventi chirurgici di estrema complessità. 
La soluzione più ovvia sarebbe stata quella di spostare al «Fazzi» la Chirurgia pediatrica di Casarano lasciando al «Ferrari» una «succursale». Ciò non avrebbe trattenuto Paradies ma, forse, avrebbe convinto qualche altro pezzo grosso a scendere nel Salento. 
Ed è quello che la direzione generale della Asl stava studiando. Apriti cielo. A Casarano si preparavano le barricate sulle quali erano pronti a salire in molti. 
La presenza nel Salento di Guglielmo Paradies stava aiutando ad ottimizzare sia il ruolo della Chirurgia pediatrica, sia la sua collocazione logistica. La sua partenza, probabilmente, bloccherà tutto. 
Rimane una grande avventura che dimostra come anche la bistrattata e malandata Sanità meridionale può raggiungere livelli di eccellenza se si punta sugli uomini, sostenendo quelli che valgono e mettendo in un angolo i tanti che preferiscono vivacchiare nella mediocrità. Eccellenza che vuol dire grande capacità operatorie ma anche una gestione complessiva della degenza capace di accompagnare per mano il malato in tutto il percorso terapeutico. Perchè i miracoli in sala operatoria spesso vengono vanificati da una eccessiva superficialità in corsia. Basta recarsi nel reparto di Chirurgia pediatrica del «Ferrari» di Copertino per capire cosa significa unire eccellenza tecnica ad eccellenza clinica. 
Grazie dottore Paradies per questi anni dedicati al Salento, e torni a trovarci. Magari anche solo per incoraggiare chi ha il difficile compito di dare concretezza ad una pesantissima ma affascinante eredità. Si parla di una possibile consulenza per i prossimi due anni, sarebbe già qualcosa.


La storia.

Quella grande intuizione del dottore Rini

La Chirurgia pediatrica del «Francesco Ferrari» di Casarano è il fiore all’occhiello della Asl di Lecce. Ha spiccato il volo con l’arrivo di Guglielmo Paradies nel 2006 quando la tipologia di interventi eseguiti ha raggiunto livelli altissimi. 
Ma il reparto era nato vent’anni prima e si era convolidato grazie all’intuizione, all’impegno, alla professionalità del dottore Sergio Rini che l’aveva fondata e diretta fino al 2007 quando è andato in pensione. Una figura straordinaria, il dottore Rini, che ha saputo tenere alto il livello del reparto, unico punto di riferimento nel Salento per molti anni. 
Il dottore Rini non è stato solo un ottimo chirurgo ma anche un eccellente gestore di uomini. Quando ha avuto la possibilità di tenere nel suo reparto un fuoriclasse come Guglielmo Paradies non ha avuto paura di vedere sminuito il proprio ruolo. Anzi, come un ottimo allenatore, ha sfruttato al massimo le potenzialità del suo collaboratore rendendogli la vita facile. E’ questo quello che i primari devono fare e quasi mai fanno. Ma Sergio Rini era un uomo che pensava ai pazienti e per i pazienti sceglieva il meglio. Questo suo modo di fare lo ha fatto amare da tutti, in vita e dopo la prematura scomparsa avvenuto appena un anno dopo aver appeso il bisturi al chiodo. Ora tutto questo patrimonio deve continuare a vivere. E non importa se a Casarano o, magari, a Lecce. Perchè il territorio ha bisogno di una Chirurgia pediatrica di alto livello. 
Ad onor di cronaca, a Lecce, più precisamente, alla Petrucciani, è attiva una ottima chirurgia pediatrica.  


«L’etica dei principi e della responsabilità»

«Diamo ai medici le armi per migliorarsi»
 
L’opinione di Antonio Luperto 
Coordinatore provinciale Cgil medici

Le recenti inchieste della magistratura sul sistema delle forniture ospedaliere che hanno portato il presidente Vendola a parlare di struttura permeabile ad infiltrazioni esterne ed un successivo richiamo all'etica rivolto ai medici dall'assessore alla sanità, mi offrono lo spunto per alcune considerazioni. Ho conosciuto il professore Fiore (nella sua qualità di assessore alla sanità) lo scorso mese di giugno a Bari, durante un incontro presso la sede regionale della Cgil. Tema, un quadro impietoso, una disamina realistica, una esposizione cocente e coerente della gestione della sanità in Puglia. 
Dalla persona competente in materia qual'è ho ascoltato, apprezzandone i tratti distintivi, una elencazione lucida degli anacronismi di una gestione della sanità in Puglia (soprattutto nel rapporto pubblico-privato) che, partendo dalla dura presa d'atto della scarsità dei fondi messi a disposizione dal governo centrale, passando attraverso l'attuale gestione che vede ancora l'ospedale centro primario di erogatore di cure a dispetto di una prevista assistenza sanitaria di tipo distrettuale rivoluzionaria, alla fine auspica l'attuazione di quello che, per ora, rimane solo un ottimo progetto su carta. Orbene, preso atto della bontà progettuale, qual è la difficoltà o, per meglio dire, la sfida più grande che ha oggi avanti a sè la sanità pugliese perchè diventi pratica quanto previsto? 
Momento imprescindibile perchè un sistema funzioni è quello della sua sostenibilità. Qualsiasi sistema, e quello sanitario in modo particolare, per essere sostenibile deve fondare le proprie radici sull'appropriatezza dei propri interventi. Ma l'appropriatezza la si raggiunge soltanto attraverso la: a) formazione; b) autonomia dei professionisti. Un esempio a tal proposito potrebbe essere il controllo della spesa. L'obiettivo del controllo della spesa si può realizzare in due modi: o tramite emanazione di direttive che prevedano un controllo burocratico sui professionisti, oppure chiamando gli stessi alla responsabilità generale della spesa secondo principi che essi stessi possano condividere. E i principi che i professionisti possono condividere non saranno mai il razionamento scientifico delle cure o la coercizione di una prescrizione di Stato, quanto piuttosto l'idea che al centro della prestazione vi sia l'interesse del paziente abbinato ad un utilizzo appropriato delle risorse. Oggi deve essere nostra l'idea che le risorse sprecate sono da intendere come risorse sottratte sciaguratamente ad altri interventi utili. E quante prestazioni inutili (con allungamento dei tempi delle liste di attesa) noi medici tutti , dal medico di base allo specialista ospedaliero, non creiamo ogni giorno artatamente, spinti anche da una (pertinente?) idea di medicina difensiva che ci protegga da rivalse giudiziarie generalizzate se non, a volta, strumentali? E sarebbe sufficiente sanzionare comportamenti inappropriati per risolvere il problema? Certamente no, perchè basterebbe un sistema di orientamenti di chiara, comprovata affidabilità e autorevolezza a cui il professionista potrebbe rifarsi nelle proprie scelte. Più che ad un regime sanzionatorio, si dovrebbe pensare ad un sistema incentivante: il medico dovrebbe avere a disposizione strumenti e procedure che lo aiutino a scegliere meglio, a migliorarsi, e questo miglioramento dovrebbe essergli una volta per tutte riconosciuto. Allora sì che sarebbe una svolta dettata, ovviamente, dalla politica. Solo a quel punto, e con quelle premesse, sarebbero poi legittimi i richiami all' "etica". Perchè è indubbio che ogni vera svolta deve trovare fondamento e legittimazione in un comportamento etico che discenda, come detto prima, da una scelta politica concreta. 
Si potrebbe allora intendere " Medicina" come una scienza sociale, immune da pervasività e permeabilità sistemica? A me pare di sì. Anzi, penso che professare la Medicina dovrebbe tradursi costantemente in deontologia etica, senza bisogno di richiami. Perchè esistono due tipi di etica: l'etica dei principi e della responsabilità. L’obiettivo è fonderli.

 

 

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