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Sabato 7 agosto a Manoppello (PE)

Cerimonia e consegna del premio “Lampada del minatore 2010”

a Lucio Parrotto.

 

Domenica 8 agosto

Casarano commemora il 54° Anniversario della tragedia di Marcinelle (Belgio)

 

 

Fonte: Museo del Miniatore - Casarano

info@museodelminatore.it

Casarano, 06/08/2010

 

Sabato 7 luglio la UGL (Unione generale del Lavoro) assegnerà la “Lampada del minatore 2010”, riconoscimento istituito nel 2007 e che di anno in anno va a quelle Istituzioni ed a quegli uomini capaci, attraverso il loro impegno, di tenere accesa su Marcinelle la giusta attenzione.

Quest’anno tale riconoscimento andrà al Comune di Manoppello, che pagò il maggior tributo in vite umane in quella tragica giornata, ad Antonio Frazzi, regista del film tv “Marcinelle” e a Lucio Parrotto, che con la meritoria iniziativa di aver voluto e realizzato il prestigioso “Museo del Minatore” a Casarano, esaltando e rendendo giustizia ad uno dei mestieri più duri e difficili e che pure hanno consentito alle nuove generazioni di realizzarsi.

La manifestazione si svolgerà nella mattinata del 7 agosto a Manoppello (Pe), città gemellata con Casarano, presso la Sala “Antonio Sacco”, a partire dalle ore 10:00.

Domenica 8 agosto ricorre il 54° anniversario della tragedia di Marcinelle, e, come ogni anno, con la partecipazione delle autorità della città di Casarano, si terrà la cerimonia religiosa e civile di commemorazione che prevederà la santa Messa alle ore 19:00 presso la Cappella dell’Ospedale “F. Ferrari” e, a seguire, il corteo verso il vicino Monumento al “Minatore Salentino” per la deposizione della corona di alloro.

Quest’anno la sirena originale della miniera belga suonerà alle 08:05 del mattino (ora dell’esplosione di Marcinelle) al Vittoriano di Roma, nel “Museo dell’Emigrazione Italiana”, dove sono custoditi, oltre la sirena, alcuni reperti del “Museo del Minatore” di Casarano.

L’8 agosto 1956 a Marcinelle, presso la miniera di Bois du Cazier, persero la vita in un gravissimo incidente sul lavoro 262 minatori di cui 136 italiani e tra questi 15 salentini (Ruperto Cosimo di Alezio; Serrone Carmelo di Carpignano Salentino; Cuccinelli Salvatore di Gagliano del Capo; Perdicchia Cesario di Melissano; Bruno Pompeo, Corvaglia Roberto, Santantonio Donato, Venneri Vito, Vita Rocco di Racale; Capoccia Salvatore e Palazzo Francesco di Salice Salentino; Stifani Pasquale di Taurisano; Martignano Santo, Merenda Pasquale e Ventura Salvatore di Tuglie).

“L’ho visto il fumo di Marcinelle”, così racconta l’ex minatore Lucio Parrotto in una testimonianza su “Il Gallo” del 29/11/2003, “la miniera ha bruciato per quindici giorni e quindici notti. Il cancello fu subito chiuso. Solitamente dopo un incidente i responsabili dei lavori annunciavano ai familiari quanti minatori fossero morti, quanti feriti, quanti sopravvissuti; quella volta fu diverso, nessuno si pronunciava e capimmo subito che si trattava di qualcosa di grave. Per quindici giorni e quindici notti molti familiari delle vittime hanno vegliato fuori da quel cancello aspettando un conforto. Gli ultimi corpi sono stati recuperati solo il 17 dicembre. Un malinteso tra un italiano ed un belga ha portato ad una manovra sbagliata nelle operazioni di carico dei carrelli del carbone sugli ascensori che ha provocato un incendio. Dopo pochi minuti dal divampare delle fiamme, sotto c’erano circa 1200 gradi di temperatura. Quando i familiari delle vittime sono venuti a sapere chi avesse provocato la tragedia, e che entrambi gli uomini erano sopravvissuti, si faceva forte in loro il desiderio di vendetta, ma la Società delle miniere li ha muniti di un passaporto speciale e li ha spediti in Canada. Nessuno è mai stato condannato per quella strage”.

Era l’8 agosto del 1956 quando 272 uomini perirono in uno dei più gravi incidenti sul lavoro dell’epoca recente. Solo 6 i sopravvissuti e 7 i feriti, 136 furono i morti italiani.

Lucio Parrotto aveva solo 21 anni, per questo a Casarano, nella ricorrenza del 40° anniversario, il 7 dicembre 1996, volle inaugurare il monumento al “Minatore Salentino”.


 

 

Grande intervento di Oliviero Beha al "Viola Day"

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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