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Centrale a biomasse Heliantos 1: Paride De Masi risponde al sindaco di Lecce Perrone
 

 

Ufficio Stampa - Italgest

Casarano, 20/06/2010

 

Ho letto le dichiarazioni del Sindaco Perrone rilasciate il 19/06/2010 su alcuni organi di stampa. Rimango esterrefatto da come si esprime rispetto alla centrale che a suo dire emetterebbe fumi nocivi. Quali sono gli studi scientifici che sarebbero alla base di tale affermazione? Quale consulente ha potuto suggerire questo al Sindaco?

Ribadisco ancora una volta che l’advisor tecnologico di Italgest è l’ENEA che ha inequivocabilmente scritto che questo impianto, così come quello gemello di Casarano, tratta semplici oli vegetali e non può emettere fumi nocivi, né dannosi per la salute dei cittadini.

E mi chiedo come ci si può permettere di entrare nella qualità dei progetti di un’azienda senza conoscerne le caratteristiche, infangando il qualificato lavoro di tante persone e di tante professionalità, dimenticando che agli stessi impianti vengono riconosciuti i certificati verdi e il bollino di pubblica utilità.

Ha ragione Marchionne: la schizofrenia di questo Paese sta ammazzando l’industria.

Con riferimento poi alla filiera corta, ricordo ancora una volta che Italgest ha sottoscritto un accordo con Coldiretti già nel 2006 assoggettandosi all’utilizzo, almeno per il 40% (cosi come previsto dall’ apposita legge regionale), di oli prodotti nel Salento. Pur non avendone l’obbligo, lo feci anche per togliere dall’imbarazzo il Consiglio comunale che già l’anno scorso avrebbe dovuto decidere sulla centrale.

Sa benissimo anche il Sindaco Perrone che non sono tecnici i motivi che lo spingono a decidere diversamente rispetto a quanto con me concordato e sottoscritto già nel gennaio 2008 alla presenza dell’allora Direttore Generale ing. Solombrino e della responsabile dell’ufficio legale del Comune di Lecce rispetto all’ubicazione dell’impianto e alle royalties che la stessa azienda avrebbe dovuto pagare al Comune di Lecce. Fu il Ministro Fitto ad invitare i consiglieri ed il Sindaco ad esprimersi contro l’impianto con una missiva i cui toni non abbiamo dimenticato! I motivi della diatriba a Lecce, così come a Casarano, pertanto non si ricerchino nelle qualità progettuali ma si individuino nel tatticismo politico che nulla ha a che fare con l’iniziativa imprenditoriale.

Il Sindaco di New York, per dare il proprio contributo a Kyoto, ha deciso di ospitare all’interno del territorio della municipalità, impianti a biomasse capaci di produrre entro il 2015 il 30% del fabbisogno complessivo di energia elettrica della città.

Ma quello è un altro mondo……

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20/06/2010 Caro Paride, ma non è stata l'Italgest a dire fin dal primo momento che l'inquinamento da fumi di Heliantos 2 è paragonabile a quello di 400 auto continuamente accese 24 su 24 ore?

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

21/06/2010 Mi sembra evidente lo stato d’insofferenza dell’Ad di Italgest sulla questione Biomasse; non si spiegano diversamente tali scivoloni.

Le motivazioni politiche di cui fa cenno l’Ad le lascio a chi ne sa sicuramente più di me, su quelle tecniche, poiché tira in ballo l’ENEA,

vorrei solo ricordare che era la stessa Agenzia che all’epoca di Cerano era schierata a fianco di ENEL, sostenendo la totale affidabilità…..

Il risultato è sotto gli occhi è la salute di tutti.

Per quanto riguarda “l’altro mondo”, beh, forse bisognava aggiungere che il Sindaco di New York - http://www.informazioneambiente.it/biomasse_energie_newyork,2,613.html -

  ha dato il via ad un progetto che coinvolge una centrale di 530 MW alimentata interamente a Carbone di cui solo 15 MW saranno a biomasse e stiamo parlando dello stato di New York,  praticamente grande quanto tutto il Sud Italia.

Nel nostro caso non mi è sembrato di sentire che Heliantos 1, 2 Cavalllino e gli altri progetti presentati per la costruzione di centrali in Salento abbiano l’obiettivo di chiudere Cerano. O sbaglio?

Un ultima considerazione, la schizofrenia di cui parla Marchionni riguarda la salvaguardia di MIGLIAIA di posti di lavoro, qui invece se di schizofrenia si tratta riguarda la SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DELLE PROSSIME GENERAZIONI. Diversamente……… fidiamoci di quello che dice l’ENEA, poi tra 20 anni ne riparleremo. Naturalmente chi ci sarà!

Con rispetto!

Antonio Fracasso

antonio.fracass@gmail.com

 

 

 

21/06/2010 La presa di posizione del Comune di Lecce, puramente politica, offre un'idea chiara di tutti i limiti del nostro sud. Ma è mai possibile che in Italia l'interesse della politica riesca sempre a vincere, anche di fronte alle aziende, anche di fronte allo sviluppo? Lo sviluppo non è, anzi, specie al sud, non dovrebbe essere solo interesse di qualcuno (degli imprenditori). Abbiamo imparato sulla nostra pelle, almeno lo spero, che proprio dalla crescita delle aziende, si aprono nuove ere, occupazionali, culturali, economiche. La crescita degli imprenditori e delle aziende viaggia su un binario parallelo a quella del territorio e dei cittadini, basti pensare alle fortune del progetto Filanto che hanno trasformato Casarano, in pochi decenni, in una città importante, ricca ed industriale; poi con la crisi sappiamo che tutto si è ridimensionato. Stare accanto alle aziende con un atteggiamento propositivo e di dialogo dovrebbe essere dovere delle istituzioni, interesse dei cittadini, purtroppo si constata che è il contrario. Gli imprenditori sono costretti a piegarsi alla volontà della politica che strumentalizza il pensiero libero dei cittadini di volta in volta, a piacimento. Una cosa è certa: comunque vada non sarà un successo. Il  motivo è semplice, ed è da ricercarsi nelle modalità con le quali sono state condotte le operazioni di ostruzionismo politico, con le quali si sono portate avanti le campagne informative del terrore, con le quali si schiaccia sistematicamente tutto ciò che non si pieghi alle ferree logiche di partito. Molti politici dovranno riflettere su questo, il centro destra dovrà riflettere
attentamente. Il ministro Fitto ricopre oggi un incarico che gli conferisce maggiori responsabilità anche e soprattutto nei confronti del territorio. Sarebbe un momento di storica crescita politica e culturale se decidesse di sotterrare l'ascia di guerra pensando esclusivamente al bene della sua gente. Il suo territorio gliene sarebbe grato. Se è davvero portavoce di una politica nuova, fatta di GIOVANI SCELTE, manifesti senza paura segnali reali di distensione. Sarebbe un gesto inaspettato di giovanile, innovativa, nuova politica. Cio' non vorrebbe essere una promozione di un progetto specifico, vorrebbe essere semplicemente un'apertura al dialogo che è impensabile manchi tra istituzioni ed imprenditori. Se tutto ciò auspicato non avvenisse, al di là delle biomasse, dei disoccupati, dell'ambiente, sarebbe questa la più grande sconfitta per la nostra terra.

Paolo Memmi

paolomemmi@libero.it 

 

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