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(W. Shakespeare)

 

 

 

 

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"L'amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. E' curativo. E' creativo." (Z. Gale)

Quel demonio chiamato sviluppo

 

 

Di Simone TOTARO

slug_lot@hotmail.com

Casarano, 29/04/2010

 

Ho vivamente sperato di non dover intervenire sulla questione, ma purtroppo si è reso necessario anche questa volta. Sia chiaro, non perché il mio sia un grande eminente parere da prendere in considerazione ad ogni costo, ma perché fa parte della mia natura cercare dal mio piccolo di fare chiarezza quando questa manca, in questioni di rilevante portata.

Non volevo scrivere sulle biomasse perché assolutamente disinformato. Ma mi sono messo a studiare, ho fatto i compiti a casa e adesso sono pronto per l’interrogazione.

Inizio con delle considerazioni POLITICHE, visto che la faccenda è diventata tale.

Naturalmente prendo in esame il comportamento del PRESUNTO primo partito Casaranese, che però senza presunzione alcuna è sempre all’opposizione: innanzitutto vincere le tornate cittadine quando si vota alla Regione, e poi perdere la Regione ed ogni volta il Comune, oltre ad essere inutile, non vuol dire che siate il primo partito. Vuol dire forse che quelli del PDL a Casarano sono tanti, ma non li rappresentate voi, che ogni qual volta il loro voto serva a voi, il ruolo assegnatovi è quello di MINORANZA!

Seconda cosa, visto l’enormità della campagna pubblicitaria fatta per il candidato Stefàno, ci aspettavamo credo tutti qualcosa in più di 3300 voti (pur con rispetto di tutti quelli) e non certo di vedere schede ROBERTO MARTI e compagnia bella uscire da un paese che aveva un suo legittimo e stimato candidato.

Oltre a questo, inquieta vedere questo partito dedito a raccogliere firme per chicchessia al fianco di formazioni politiche con il nome di ITALIA DEI VALORI e SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA’, sigle diametralmente opposte a quelle del Pdl.

Fa sorridere inoltre questa ferrea grintosa opposizione all’impianto a biomasse progettato da Italgest, quando (come ormai risaputo) a Cavallino la maggioranza dello stesso colore e partito politico ne ha approvata una analoga, anzi più potente di Heliantos 2, e quando il Presidente Berlusconi annuncia l’accordo con Francia e Russia per avviare i lavori per la prima centrale nucleare in Italia, che senza bisogno di alcun titolo posso affermare essere potenzialmente molto più grossa e pericolosa di quella prevista a Casarano.

Agli amici di SEL non posso rimproverare nessun comportamento prettamente legato alla vicenda, visto che non perdono occasione di dimostrare la loro coerenza ad opporsi a tutto e tutti, però mi permetto di prendere con più leggerezza rispetto alla campagna elettorale, il tema del conflitto d’interessi del Sindaco De Masi perché credo che dopo la vostra giusta ed ampia propaganda sulla questione, se i cittadini hanno scelto in questo modo vuol dire che forse erano già predisposti all’accoglimento del progetto della centrale, o che non condividono solo quello e lo dimostreranno nel referendum consultivo. Sicuramente hanno già dimostrato con il loro voto di non interessarsi di questo problema, o di non ritenerlo rilevante.

Mi sembra pretestuoso e controproducente continuare a sbandierare questo conflitto, perché un conto era farlo appunto durante la campagna elettorale per le comunali, un conto ad un anno di distanza con un sindaco eletto democraticamente. Se riterranno di darvi ragione e non approveranno questo duplice interesse del sindaco, i cittadini glielo faranno sapere con il prossimo voto che li vedrà coinvolti. L’importante però, è che non vi lamentiate pure in caso di vittoria del SI a quella consultazione, qualora dovesse essere questo il responso.

Ora parlo un po’ più tecnicamente, visto che la discussione dovrebbe avvenire su questi argomenti e non dovrebbe toccare le corde della politica.

La centrale a biomasse è un impianto che realizza un’autentica COMBUSTIONE, ovvero ciò che avviene diciamo migliaia di volte al giorno in ogni paese d’Italia.

Perché è combustione anche accendere una sigaretta, o il motore dell’automobile, o un piccolo rogo per bruciare l’erba essiccata nei campi, o qualunque cosa del genere.

Il nodo dell’impianto sta nello scarico dei fumi e nel materiale da convertire: durante il processo, infatti, vengono immessi nell’aria ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato.

Per ogni motore (sono due nel caso di Heliantos 2) c’è un’apposita linea di trattamento dei suddetti fumi, mirata a ridurre l’emissione delle sopraelencate sostanze nocive, da convertire poi in anidride carbonica.

Come per le automobili con le marmitte, anche la centrale possiede i filtri catalitici in grado di permettere questa conversione, credo fra le cose più contestate del processo che però arriverà sempre ad una soluzione di equilibrio assoluto (vedesi riassorbimento da parte delle piante). Non c’è alcun problema per il filtraggio dei raggi solari costituito dalla presunta emissione eccessiva di anidride carbonica perché, ripeto, il ciclo è NEUTRALE quindi arriverà sempre a bilanciare le quantità immesse nell’ambiente.

Mi soffermo ora sulla FILIERA. La centrale è a filiera corta quando i semi prelevati provengono dal territorio circostante all’impianto (fino a 70km). Altrimenti si parla di filiera lunga. Il fronte(perché si tratta di una vera e propria guerra e non mi sovviene altro termine) del no sostiene che sarebbe eccessivo l’inquinamento provocato dai mezzi adibiti al prelievo ed al trasporto fino all’impianto, dei semi utili alla combustione, se questi dovessero essere prelevati da territori lontani come l’Africa.

Inoltre si sostiene che ciò causerebbe il depauperamento di piantagioni e terreni appartenenti a popolazioni già di per sé disagiate.

Ora faccio alcune mie considerazioni personali prima di entrare nella parte a me più cara, quella normativa.

Dunque, chi brandisce la pericolosità della combustione dovrebbe ogni giorno evitare di fumare e prendere l’auto per andare in giro, così come di accendere il gas per il riscaldamento o per la cucina, e via discorrendo. Dubito che avvenga.

Chi teme l’immissione di copertoni (perché si è sentita anche questa castroneria) o qualunque altro materiale da bruciare nell’impianto sappia che questo provocherebbe la rottura dei motori, non adibiti alla combustione di materiale solido.

Chi teme l’eccessiva emissione di sostanze nocive ha invece ragione e deve pretendere che la manutenzione dei filtri avvenga come previsto DALLA LEGGE. Perché in base al tipo di filtri, l’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), stabilisce gli intervalli temporali in cui deve avvenire tale manutenzione. Se questi tempi vengono rispettati, le sostanze nocive non possono creare problemi perché subiscono la già menzionata conversione in CO2.

Chi lamenta il problema dell’inquinamento in caso di filiera lunga invece è il solito eccessivo ipocrita. Perché non sono una nave o dei camion in più al giorno IN TUTTO IL MONDO a causare chissà quale grave danno all’ambiente, sol perché trasportano i semi dall’Africa a Casarano. Come se nel mondo ci fossero solo 10 mezzi al giorno che fanno lunghi tragitti, per cui aggiungerne due o tre sarebbe devastante. Ma fatemi il piacere.

Altresì eccessivo è il moralismo dovuto al presunto sfruttamento dei terreni e delle popolazioni africane per l’eventuale prelievo dei semi: il progetto prevede la ricerca e l’individuazione di terreni marginali, da rendere fertili con la coltivazione di piante adibite unicamente a questo scopo (come la jatropha, che non ha altro motivo d’esistere), in modo da qualificare un terreno e trovare possibilità di occupazione.

Nessuno va ad estirpare piantagioni fondamentali alle popolazioni africane.

Ora mi permetto invece di dare alcune nozioni normative e le mie conseguenti considerazioni.

Innanzitutto tutti DEVONO capire che NESSUNA legge di NESSUN codice italiano o europeo vieta in alcun modo l’installazione di impianti come quello denominato Heliantos 2.

Esiste solo una normativa che prevede l’obbligo della filiera corta SE e solo SE un simile impianto viene installato in zona agricola (NON È il nostro caso).

Inoltre ricordo che nel 2008 a Lecce l’impianto Heliantos 1 aveva superato ogni passaggio dell’iter procedurale previsto, fino all’ultimo, quello del Consiglio Comunale, dove il progetto contava sull’appoggio della minoranza ed ANCHE del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale (quindi aveva i numeri per essere approvato). Il consiglio bloccò il progetto sol perché al Barone di Maglie venne il ciclo mestruale mentale che lo attanaglia da un decennio a questa parte ogni qual volta che deve decidere su qualcosa di importante per la gente pugliese, e decise di bloccare il progetto facendo pressioni sul Sindaco Perrone (che dimostrò di essere uomo piccolo,e forse nemmeno un vero sindaco) e sul gruppo di FI.

Ora questo può non contare nulla per noi, ma io credo che costituisca una sorta di precedente. Già una volta quindi, la Centrale a biomasse dell’Italgest è stata ritenuta idonea alla costruzione ed al funzionamento   (differiva dalla seconda in quanto a filiera mista perché a Lecce era prevista in zona agricola).

Poi va aggiunto che l’iter procedurale di questo tipo di progetti, prima di arrivare al Consiglio Comunale, passa da una Conferenza di Servizi dove intervengono una dozzina (forse anche più) di enti interessati. Per ottenere l’autorizzazione a procedere, il progetto deve riscuotere parere favorevole UNANIME.

Perciò vi chiedo:  DOVESSE ARRIVARE , PER LA SECONDA VOLTA , un parere UNANIME favorevole all’avvio del progetto, di una somma CONSIDEREVOLE di enti interessati, mi dite a cosa vi attaccherete dopo? Da come state combattendo e demonizzando l’iniziativa, sembra quasi che o non esistano organi preposti a fare valutazioni CERTAMENTE più competenti delle vostre, o che questi siano poco attendibili. Il che vi conferisce una certa dose di presunzione.

I cittadini di Casarano hanno la garanzia del REFERENDUM, che già è un LUSSO su questioni che competono, in nome della città, IL CONSIGLIO COMUNALE che, ricordo, è ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA E DEL VOTO DEI CITTADINI STESSI e dunque è SOVRANO. Che cosa volete di più?

Volete informare i cittadini per vincere la GUERRA (perché ripeto si tratta di questo) del referendum? Fatelo!! Citando dati e numeri, meccanismi e materiali. NON parlando di conflitto d’interessi di Ivan, che “non ce ne può frega’ de meno” (prestito dalla Capitale), o di Paride De Masi che è arrogante, o che vuole fare i soldi. Già, perché ora l’imprenditore è pure un ladro! Un arrogante imprenditore che vuole il suo profitto!! Che spreco dell’umanità!! Se sparissero tutti quelli come lui vivremmo in un mondo migliore!!! Non è così? Fosse per voi saremmo tutti nudi con la foglia di fico sulle parti intime a dividerci le banane e le mele degli alberi. Anzi, per alcuni di voi le mele no! Altrimenti è peccato!!

E ricordate che con il regime di terrore che volete instaurare per la Centrale, Stalin ha costruito l’U.R.S.S. e l’uccisione di 60 milioni di persone, Hitler la Germania nazista (e tutto ciò che n’è conseguito), Mussolini il regime fascista, Mao Tse-Tung la Repubblica Cinese e Pinochet prese il potere in Cile. Giusto per ricordarvi che infondere la paura è sempre deleterio.

Se volete vincere il referendum diteci a cosa è legato il rischio (presunto) di tumori e tutte le tesi che volete addurre. Ma non la mistificazione politica, perché non la vogliamo e perché NON SERVE AD UNA MAZZA. Il caso sinistra vs. Berlusconi vi dice niente??????

Non ho concluso: c’era qualcuno che faceva il raffronto con una fabbrica di Maglie che a distanza di tanti anni si era rivelata nociva. Si chiama Co…Co….mmm….Coper…..Coper…..ah si! C.O.P.E.R.S.A.L.E.N.T.O.!

Ieri, mercoledì 28 aprile, il Quotidiano di Puglia all’articolo di Maglie scrive testualmente :

“COPERSALENTO, ECCO IL VERDETTO: NESSUN INQUINAMENTO

Resi noti i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa sui terreni circostanti l’azienda circa cinque mesi fa. I valori riscontrati sono tutti nella norma.

In ultimo voglio anche ricordarvi che sempre per il NO APRIORISTICO (e mi dispiace per chi mi vuole smentire ma ancora una volta si dimostra che di questo si tratta) dei presunti ambientalisti a Bari hanno demolito gli appartamenti di Vincenzo Matarrese, la famosa PUNTA PEROTTI, perché “deturpava il panorama e la vista del lungo mare”. Lo stesso mare assolutamente impraticabile a causa dell’amianto. Un provvedimento che LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA ha condannato PER CINQUECENTO MILIONI DI EURO da rimborsare all’imprenditore.

Quando poi se andate a Miami vedrete grattaceli IMMENSI a 20 METRI DAL MARE!!!

Pensateci bene prima di sparare sentenze e demonizzare ogni cosa rappresenti il progresso e lo sviluppo. Perché, non so se ve ne siete accorti, siamo nel 2010 e ne abbiamo TERRIBILMENTE bisogno, avendo finito le foglie di fico!

Cordialmente,

Simone Totaro.

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30/04/2010 Salve a tutti, innanzi tutto volevo presentarmi, essendo la prima volta che scrivo su questo sito. Mi chiamo Francesco Scorrano e, pur essendo Casaranese sono fuori da qualche anno per motivi di studio. Nonostante non abbia mai partecipato attivamente alle discussioni presenti sul sito, “TuttoCasarano” è una presenza pressoché costante nella mia vita di studente universitario, risultando il ponte più credibile con la mia comunità (colgo l’occasione in questo senso di ringraziare vivamente Eugenio Memmi).

Tralasciando i convenevoli che interesseranno molto poco i più (a ragione), volevo rispondere alla lettera di Simone (lo chiamo per nome in virtù dell’amicizia che ci lega).

Innanzi tutto volevo sottolineare come la questione assuma inevitabilmente anche carattere politico in virtù di quel “conflitto d’interessi” su cui tu vuoi sorvolare. A prescindere dal fatto che la centrale possa o meno costituire dei benefici per la comunità (come giustamente dici questo non sta né a me né a te dirlo, ma ci sarà chi di dovere), io credo che sia più che lecito porsi perlomeno il dubbio se un sindaco agisca negli interessi della comunità o seguendo uno scopo profittevole personale, essendo coinvolto un suo strettissimo parente. Potrebbe anche agire nel modo più limpido possibile, ma non credo che si possa imputare una colpa a coloro cui sorga il sospetto suddetto. Forse il problema allora è alla base, è da ricercarsi nella situazione stessa. E qui ritorna il conflitto d’interessi. Io capisco che si viva in uno Stato in cui ciò non desti scalpore, dato gli esempi fornitici, ma oltre le alpi non è così che funziona, quindi forse sarebbe il caso di porci il dubbio se siamo noi ad esser troppo avanti, o se è il restante mondo occidentale ad essere “normale”.

In seconda battuta, non sono d’accordo sul discorso “se lo fanno tutti, facciamolo anche noi”, “un camion in più non cambia nulla”. A mio avviso questo discorso non porta da nessuna parte, piuttosto va fatta un’accurata e serena indagine ambientale in primis, e in termini di beneficio sociale in secundis, in modo da poterle pesare per valutare qualsiasi decisione in merito alla centrale stessa. Se ogni piccola cittadina nel mondo ragionasse nei termini che tu hai espresso probabilmente i camion in più ogni giorno diventerebbero milioni e non due o tre.

Riguardo il fatto che un imprenditore debba perseguire il suo profitto, non ti si può ovviamente dar torto, però nel momento in cui questo tocca un aspetto che invece riguarda il benessere sociale, non vedo il minimo motivo per cui non ci si possa confrontare, anche con toni accesi, invece di accettare passivamente ciò che una persona vuole imporre in virtù di una conclamata carriera imprenditoriale. Io penso che il confronto, purchè sorretto da basi scientifiche o comunque provate, senza cadere nella demagogia, possa solo portare a dei risultati migliori.

Allo stesso modo, il fatto di usare l’auto per fare 10metri non deve essere una giustificante, poiché la direzione in cui bisogna andare è precisamente quella opposta. Il modello verso cui dobbiamo dirigerci non è il caos infernale delle nostre metropoli, ma sono i paesi Scandinavi, è la Gran Bretagna, dove l’ex sindaco di Londra Livingstone raggiungeva il suo posto di lavoro in metrò. Mi rendo conto che questo ragionamento può sembrare che vada in direzione dell’utopia, ma il problema ambientale è la sfida cui il mondo va incontro, e non a caso l’uomo più potente del mondo pone uno dei fondamenti della sua dottrina politica su un nuovo tipo di Economia, di tipo sostenibile a livello ambientale.

Infine volevo rettificare Simone sull’esempio di “Punta Perotti”. Non credo che il tuo esempio sia molto felice, perché è vero che la Comunità Europea ha condannato lo Stato Italiano ad un’ammenda, ma non riguardo il più che giustificato abbattimento di uno dei simboli maggiori dell’abuso edilizio Italiano, ma bensì a causa della procedura circa la confisca del terreno. Che non toglie come quell’ecomostro fosse costruito senza minimamente tener conto delle più elementari regole di costruzione edilizia del comune interessato (anche qui mi rendo conto che gli esempi fornitici dalle nostre figure politiche siano sintetizzabili nel condono, quindi…).  Così come mi sembra fuori luogo l’esempio di Miami, poiché quella Americana in termini edilizi è una realtà che storicamente ha radici profondamente diverse dalle nostre.

In conclusione, volevo esprimere un mio parere personale circa il concetto di sviluppo. Come Simone sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia stupido, ancor prima che controproducente, dir no ad ogni cosa. Viviamo in un periodo storico nel quale siamo chiamati a due sfide enormi che sono strettamente correlate: assicurare il fabbisogno energetico anche alle generazioni future, pur senza continuare a deturpare in modo ingiustificato il nostro pianeta. Io credo che il modo migliore per agire sia quello di fare delle valutazioni in termini di benessere sociale e di impatto ambientale, completamente svincolate da faziose opinioni politiche, meri interessi personali e demagogia dettata da ignoranza sulla materia da esaminare.

Con immutata stima e affetto,

Francesco Scorrano

francesco.scorrano@yahoo.it

 

 

 

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