"Come arrivano lontano i raggi di quella piccola candela: così splende una buona azione in un mondo malvagio."
(W. Shakespeare)

 

 

 

 

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"L'amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. E' curativo. E' creativo." (Z. Gale)

Enrico Giuranno

Sui cattolici disobbedienti

 

Di Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

Casarano, 12/04/2010

 

Non sono un missionario in Congo e non raccolgo i  poveri nelle strade di Calcutta, sono spesso egoista e pochissime volte aiuto chi ha bisogno.

Nonostante questi miei enormi limiti ho il dono della Fede, non credo solo che Dio esista, ma credo in Lui, mi fido di Lui e credo che anche Lui abbia fede in me...che conti su di me!

Sono cristiano e sicuramente non faccio parte della chiesa che conta!

Mi ha incuriosito molto l'intervento del prof. Primiceri, anche perchè questa volta ci ha risparmiato il solito "panegirico" farcito di improbabili citazioni storiche tese a intorpidire anche i lettori più volenterosi.

Il pensiero del nostro professore questa volta è stato: i leghisti sono razzisti, alcuni preti sono pedofili, l'aborto è bello, quindi i cristiani sono pecoroni.

Come dicevo prima, io non faccio parte della Chiesa che conta, della curia (come la chiama impropriamente lui!) ma si da il caso che io consideri l'aborto un dramma e lo ritengo uno dei mali principali, il cancro della nostra società.

Quando vado a votare, prima ancora che parli Bagnasco, cerco di individuare i candidati che su questo particolare punto hanno le idee chiare, intendiamoci, non penso che la giustizia sociale, la sicurezza sul lavoro, le riforme e l'economia non siano importanti, ma reputo tutti i diritti secondari rispetto al diritto di vivere.

Quello che io penso sulla 194, o sulla ru486 centra con la mia fede, ma fino a un certo punto...se domani mattina avessi la certezza che Dio non esiste e che fin ora mi sono sbagliato, continuerei a considerare l'aborto più un delitto che un diritto, sempre perchè sul mio libro di biologia delle superiori c'è scritto che dalla fusione dei 2 gameti si ottiene una cellula che ha un dna differente da quello del padre e della madre!...che l'aborto sia la soppressione di una vita è una evidenza, sia scientifica che filosofica e anche gli ultimi trent'anni di bugie in proposito non ne hanno modificato l'essenza.

Anche se la penso così, mi incuriosisce l'idea di uno sciopero dei cattolici, di una sorta di sindacato dei cattolici di base...(SCB? suona pure bene!)

L'unica perplessità sarebbe contro cosa protestare: contro il Papa che proteggerebbe i pedofili o contro le montature dei giornali e delle lobby dell'informazione? Contro i preti pedofili o contro i pedofili? Contro la lega che difende la vita nascente o contro chi considera l'embrione o il feto come una cisti da eliminare? Contro il Papa che dice no alla guerra o contro chi considera la guerra risolutiva? Per cosa dovremmo protestare?

Un saluto a tutti, specialmente al prof. Primiceri.

 ps. Continui a scrivere, nonostante tutto la leggo sempre con molta curiosità!

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12/04/2010 Caro Enrico, apprezzo molto e condivido il tuo entusiasmo nel vivere la tua fede che deve per forza incarnarsi nella nostra vita. Le nostre scelte devono/dovrebbero essere dettate dal messaggio evangelico di Gesù, che plasmando il nostro cuore dovrebbe essere il punto di riferimento e di ispirazione nella nostra vita. Credo che ognuno di noi viva la sua esperienza di fede in rapporto alla sua esperienza di vita, e le priorità sono molto soggettive in rapporto alle nostre sensibilità, che dipendono da diversi fattori. Ora, se a te sta tanto a cuore la vita embrionale, a me sta più a cuore la vita dal momento del parto in poi, che ne pensi di questo articolo, sotto riportato, frutto della cultura della paura, alimentata dalla Lega e dal PDL, che tu tanto stimi...

 

12/04/2010 Cure negate senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana

 

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

 

12/04/2010 Enrico, ma quando la gravidanza è frutto di una violenza sessuale? Chi ha già subito la violenza dovrebbe anche tenersi il bambino?
E chi porta in grembo una creatura che è malata e soffrirà per tutta la vita? 
Tu sei forte e sano e nonostante la tua sensibilità e i tuoi studi, non puoi e non potrai mai capire cosa si prova a vivere una vita così...e non so se la tua fede che tanto decanti e di cui tanto vai parlando sarebbe altrettanto forte.
E' facile parlare da uomini, voialtri non  subite violenze, non convivete con un coniuge che vi riempie di botte magari senza poter denunciare la cosa, non dovete crescere  materialmente (ci sono delle eccezioni, lo so) i bambini che mettete al mondo e parlo solo di cose che succedono nella nostra Italia, perchè se poi dobbiamo andare a vedere la situazione delle donne in alcune parti del mondo, allora il discorso si fa ancora più ampio.
Bisognerebbe essere donna prima di discutere di decisioni che spettano a noi  soprattutto.
Un argomento così delicato, poi, dovrebbe essere trattato con la dovuta cautela, sono arcistufa di sentire parole su parole da una parte e dall'altra, come se tutti i casi fossero uguali, come se non ci fossero distinzioni fra una gravidanza desiderata, una indesiderata, una frutto di violenza ecc. Allora, caro Enrico, se tanto ti turba il fatto che i giornali ora diano addosso a tutti i preti e gli ecclesiastici per quella minoranza di preti pedofili di cui si è (finalmente) venuti a conoscenza, prova a pensare che anche per quanto  riguarda l'aborto non è il caso di fare di tutta l'erba un fascio. Per  quanto mi riguarda, se fossi rimasta incinta da ragazzina (come spesso accade tra i giovani no?), per come sono fatta, avrei deciso di tenere il bambino, perchè preferisco prendermi le mie responsabilità, nel bene e nel male, ma sarebbe stata comunque una mia libera scelta. E così è giusto che sia per tutti quanti, che la gravidanza sia voluta o no, che sia frutto di violenza o di un'unione consolidata (o benedetta, nel caso del matrimonio). Scegliere è un diritto delle donne e perdonami, ma anche questo è rispetto della vita a parer mio.
Sara Paradisi

paradisisara@tiscali.it 

 

 

 

 

13/04/2010 Ah, ci risiamo.

Appena qualcuno cerca di esprimere un parere diverso da Santa Romana Chiesa, Il Sig.Giuranno della situazione prende sempre e subito le difese della combriccola del Vaticano.

E vaneggia, il Sig. Giuranno, di fede, di doni, di vita… Come se veramente fosse in grado di personificare le parole di un ipotetico Dio! Ma quanta supponenza… A differenza mia, crede di avere ragione, crede di conoscere la verità… Crede, in definitiva, di sapere cosa sia giusto o sbagliato nei confronti dell’umanità; crede che trincerarsi dietro favole religiose gli permetta di pontificare su qualunque cosa. Io mi preoccuperei più di me stesso, fossi in lui. Ah, dimenticavo: il dono della fede gli permetterebbe (usiamo il condizionale…) di fare qualunque fesseria… Tanto Dio si fida di lui, e lo perdonerà sicuramente.

Ma a parte questo facile umorismo, vorrei fare una domanda un po’ più seria al Sig. Giuranno ed a quelli che come lui pensano che la vita non sia nostra ma di questo fantomatico Dio: se considerate assassinio l’aborto, mi spiegate come considerate le cure che si prestano ad un malato?Mi spiego meglio: se è Dio che ha deciso il concepimento della creatura (mettiamola così, per non urtare la sensibilità di nessuno…), non è poi lo stesso Dio che, che ne so, 40 anni dopo gli fa venire un bel male incurabile e lo chiama a se? Dovremmo lasciare allora che tutto si compia; non dovremmo assistere nessuno per una malattia. Visto che la nostra vita non ci appartiene, dovremmo lasciare che tutto accada. O no? Dovremmo, in definitiva, affidarci alle vostra superstizioni, ed eventualmente guarire da soli o morire. Perché se non è nostra la vita quando nasciamo, chi siamo noi per decidere se salvarla o meno? Se la vita appartiene a Dio, che sia lui a farci guarire, senza l’intervento umano. Mah… Capisco che la coerenza proprio non sia il vostro forte, ma mi piacerebbe capirci qualcosa in più…

Un po’ mi sono stancato di sentire tutte queste fesserie su Dio, la Chiesa, la vita e la morte; ma capisco che di qualche cosa dobbiate pur vivere. Della vostra supponenza, certo, ma anche del vostro voler sempre intervenire nella vita di tutti, quali portatori di verità. Ma se vi guardaste meglio dentro, scoprireste che la vostra è solo paura, niente di più. La paura dello sconosciuto che vi fa credere alle favolette. Comunque, contenti voi…

Aspetto con ansia eventuali rimostranze: ma stavolta, non dal pulpito di un’altare. Così sarebbe troppo facile…

Cordialmente,

Daniele Morelli

hidetoshi74@libero.it 

 

 

 

 

13/04/2010 Non riesco proprio a crederci che il sign. Giuranno si sia espresso in questo modo.
Lo ritenevo un po' al di sopra di certe riflessioni populiste e disumane (e di basso rango aggiungerei!). Spero che le sue conclusioni non siano realmente un out out; mi riferisco a quando esprime chiaramente sullo schierarsi:
"Contro i preti pedofili o contro i pedofili?". Mi chiedo in quale Dio crede se ha dubbi simili. Mi chiedo se ritiene usare due pesi e due misure nei confronti di preti pedofili e pedofili in genere (bisogna farla la distinzione???).
E poi ancora un confronto:
"Contro la lega che difende la vita nascente o contro chi considera l'embrione o il feto come una cisti da eliminare?". Forse il sign. Giuranno dimentica che se la Lega "difende" la vita nascente (anche se non si può ridurre il discorso ad una frase così striminsita e "referendaria" perché occorre guardare caso per caso, situazione per situazione e soprattutto la volontà della donna), poi la stessa Lega è arteficie del rimpatrio di tanti "clandestini" che cercano condizioni migliori della terra da cui provengono! Al sign. Giuranno non piace notare questo secondo aspetto, non piace evidenziare quello che non gli conviene e nasconde il fatto che il Cristo stesso (esistito o meno) professava con fermezza l'accoglienza.

Ma il sign. Giuranno non aveva detto di essere cristiano?
Ma come al solito, da umile cercatore della verità quale che sono, anche su quest'ultima sua affermazione ho molti dubbi... pure troppi...

Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

13/04/2010 Anonimo benefattore paga la mensa ai bambini di Adro e attacca la politica, polemiche

 

 

 

 

14/04/2010 Cari amici,

sono un Cristiano, non sopporto la lega né qualunque altra forza politica che sfrutta l'amore o l'odio religioso per portare lo stipendio ai propri dirigenti di partito (e con questo credo di aver incluso dal primo deputato di destra all'ultimo senatore comunista). Questa breve riflessione trova il fondamento nel fatto che non credo che i cristiani siano pecoroni, ma gli italiani sono pecoroni.  Facciamo un esempio: la pillola RU486.  Riassumendo le fasi infinite che hanno portato alla sperimentazione in Italia del mifepristone (principio attivo della RU486), scopriamo che era già conosciuta negli anni '60. Durante la sperimentazione si registrò anche il decesso  di una donna. Secondo studi indipendenti, nel 50% dei casi osservati si erano registrate complicazioni fino ai 40 giorni successivi la somministrazione, dalla nausea alla emorragia. Per evitare i danni economici derivanti dalle possibili cause legali dei consumatori, la Roussel-Uclaf (che ufficialmente parlava di un 2% di effetti collaterali) nel 1988 decise di non procedere alla commercializzazione.  Dopo la solita e lunga sperimentazione nei paesi in via di sviluppo, dietro la spinta del Population Council, potente associazione fondata nel 1952 da John Rockefeller III per promuovere il controllo delle nascite nei Paesi in via di sviluppo (della serie è meglio non far nascere troppe bocche da sfamare), viene ammessa la commercializzazione della molecola negli USA. Il problema diventa un altro: dopo gli studi clinici non esiste un'azienda in tutti gli Stati Uniti che si assume il rischio di produrre la RU486. Sarà quindi il primo farmaco di produzione cinese (la Hua Lian Pharmaceutical Co.) ad essere commercializzato negli USA.   Alla Fda -Federal and Drug Administration, l'organismo preposto negli USA alla sorveglianza sui farmaci-  vengono denunciati numerosi casi di infezioni, emorragie e anche una morte. La reazione è quantomeno curiosa: nel novembre 2004 la Fda ordina alla Danco (società detentrice del brevetto sulla molecola) di cambiare il "bugiardino"foglio con le avvertenze, ndr) che accompagna le pillole, inserendo tra gli effetti indesiderati «gravi infezioni batteriche, sepsi, emorragie, morte». Così l’informazione dei consumatori è garantita e il Population Council può continuare il suo «lavoro» nei Paesi in via di sviluppo. Ad oggi il dato clinico definitivo è che la RU486 ha un indice del 10% di complicazioni ed un indice di mortalità di 10 volte maggiore rispetto all'intervento chirurgico.

Fatto il doveroso punto sulla questione chi è il pecorone della situazione: Enrico che con forza difende con ardimento le proprie idee o quanti ripetono in modo meccanico ciò che ascoltano nelle sedi di partito o ancor peggio dalla televisione.

Visto che poi qualcuno ha ritenuto di supportare il suo favore alla RU486 con i casi di pedofilia riscontrati all'interno della Chiesa (non si comprende il senso) mi premerebbe ricordare che Giuda era seduto, nell'ultima cena, allo stesso tavolo di Jesù e ciononostante nessuno si permetterebbe di giudicare Cristo dalle nefandezze compiute dal suo apostolo traditore.

In ultimo vorrei rivolgere un breve saluto all'amica Sara e lasciarla con una semplica domanda. I casi che tu citi sono sicuramente di una gravità eccezionale ed hai ragione nel porti queste domande, ma su 200.000 aborti praticati in Italia dal 2005 ad oggi (una città come Bergamo rasa al suolo) e 2.863.649 aborti praticati e censiti ogni anno in Europa , quanti sono quelli frutto di violenze sessuali o effettuati perchè il feto aveva malformazioni? Bene amica mia, dai un'occhiata a questo forum e scoprirai quale è la preoccupazione di queste donne dopo il loro drammatico evento.(http://webcache.googleusercontent.com/searchq=cache:K06fenb7aC8J:

www.cercounbimbo.net/forum/lofiversion/index.php/t85380.

html+aborti+estate&cd=6&hl=it&ct=clnk&gl=it )

Fraternamente.

Bartolo Longo

blbartololongo@gmail.com

 

Fonti: New England Journal of Medicine ,The Annals of Pharmacotherapy, Boston Globe ,www.europaoggi.it

 

 

 

 

15/04/2010 Caro sign. Longo,
ma di cosa state parlando lei e il sign. Giuranno? L'uno parla della pericolosità fisica della RU486 (e se ne può discutere scientificamente dati alla mano); l'altro di quello che dice la fede.
Non è buona cosa mischiare capre e cavoli. E' inutile che dica che Enrico combatta per le sue idee perché queste ultime si basano su di un piano puramente ideologico e di fede, lei, invece, parla di test scientifici che mi sembra si trovino su di un piano opposto.
Sign. Longo, anche lei pone la questione dello "stai con uno o con l'altro?" che mi sembra più una commedia da "Porta a Porta" o da talk show moderni. Qui non si tratta di schierarsi, si tratta, invece, di discutere di libertà di scelta.
Ci porti link su dati scientifici, file da leggere e allora se ne potrà meglio parlare e prenderne visione. Anche io posso parlare di donne che con la pillola si sentono in pace con se stesse e senza alcun problema. Ma una cosa è parlare di avere la libertà di scegliere (anche se qualcuno è contrario -> vedi Chiesa Cattolica) un'altra è capire fisicamente cosa comporta questa pillola.
Le dico questo perché potrei farle un esempio a me tanto caro: la Chiesa non è d'accordo sui rapporti prematrimoniali. Se mischia il discorso scientifico a questo punto di vista, come lei ha fatto, lei dovrebbe essere d'accordo sul contrario a quanto affermato dalla Chiesa; la scienza, infatti, ci dice che un matrimonio vissuto anche dal punto di vista sessuale porta beneficio fisico e psicologico.
In amicizia,
Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

 

 

16/04/2010 Caro Remo,

faccio immediatamente mie le tue rimostranze e mi assumo la responsabilità del tuo disappunto, ma permettimi ugualmente di evidenziare una questione non di secondaria importanza. Per un Cristiano (la C maiuscola non è a caso) la vita e la fede non sono mai distinte. Un uomo maturo nella propria fede, infatti, è sempre prima o poi chiamato a decidere se è o non è in grado di vivere ciò in cui crede. Ti potrà certo sembrare un discorso assurdo e non condivisibile, ma se chiedi che qualcuno sia “libero di scegliere”, non puoi scandalizzarti se qualcuno ha deciso di scegliere in modo differente da ciò in cui tu credi.  

In tema di aborto l'assioma è semplice: se è vietato uccidere e tu non sei in grado di dimostrarmi scientificamente e teologicamente che un ovulo appena fecondato è privo di quella scintilla che i cristiani chiamano anima, eliminare anche un ovulo appena fecondato per me è uccidere. Se poi , secondo il tuo giudizio, non esiste né anima né Dio né ciò che il cristianesimo professa né ciò che il tuo istinto ti suggerisce (naturale sentimento religioso), allora discutiamo su un piano prettamente scientifico e giungiamo alla conclusione che l'RU486 non è altro che l'ennesima speculazione delle case farmaceutiche a danno, prima, delle cavie del terzo mondo, poi delle cavie italiane e a loro esclusivo beneficio.  Se detto anche questo tu ritieni si possa ancora trattare di una scelta plausibile, IO RISPETTO LA TUA VOLONTA' PERCHE' SONO CRISTIANO, ma non priviamoci di un sano confronto, perchè solo chi è pronto a confrontarsi trova un interlocutore.

Fraternamente

Bartolo Longo

blbartololongo@gmail.com

 

 

 

 

16/04/2010 Dagli scritti di don Tonino Bello

“Nel basso Salento ogni tre o quattro paesini, lungo la strada provinciale, si notano delle costruzioni, dei torrioni che si trovano sulla parte più alta del paese: raccolgono le acque che vengono dal Sinni che poi si diramano, attraverso canalizzazioni appropriate, verso tutta la città. Quando io penso al Calvario come fontana della speranza penso proprio a questi acquedotti, a queste torri da cui si diparte l'ondata, il flusso della gioia, della luce, della speranza.

Che cosa è la Speranza?

Speranza significa forza di rinnovare il mondo.

Forza di cambiare le cose. Nonostante tutto. Nonostante la malattia, nonostante la sofferenza, nonostante il pianto di chi, come Corrado che è stato inutilmente operato al cervello o di Angela, di Giovinazzo, che alcuni anni fa ha avuto la prima Comunione da me in casa sua il giorno di Pasqua perché con le altre compagne in chiesa non ci sarebbe andata mai più. Nonostante le sofferenze di Nicola e di Annalisa che, dopo tre anni di matrimonio, dopo aver messo al mondo una creatura poi se ne sono andati ognuno per la sua strada perché non hanno più nulla da dirsi.

Quante sofferenze ci sono!

Però è proprio dal Calvario che si diparte la speranza. Il mondo può cambiare. E noi che siamo ammalati o che pure siamo vittime di tante sofferenze morali, noi possiamo contribuire a cambiare il mondo. Con grande fiducia, appoggiando il nostro capo sul capo di Gesù che rantola sulla croce.

(…)

Riconciliamoci con la speranza. Arriva la Pasqua: frantumi il nostro peccato, frantumi le nostre disperazioni. Ci faccia vedere le tristezze, le malattie, la nostra confusione, il nostro fallimento, il nostro smacco, il nostro buco (perché potrebbe sembrare che abbiamo bucato nella vita)... ci faccia vedere perfino la morte dal versante giusto, dal versante della risurrezione, che è il versante della speranza”.
 

Anche se qualcuno è ateo, penso che quello che ci dice don Tonino, riguarda tutti! A tutti appartiene il desiderio, la speranza della felicità, anche se non li chiamiamo "Gesù Cristo", e il dolore, la sofferenza li sperimentiamo tutti anche se non li chiamiamo "Croce". Tutti incappiamo nell'errore e abbiamo i nostri punti di vista, anche se differenti, ogni giorno possiamo contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo e lo spazio di confronto offerto su questo sito è una possibilità per farlo crescere assieme..

Tania Toma

tomatania@gmail.com

 

 

 

 

17/04/2010 Io mi chiedo perché il sign. Logno afferma questo: "...non priviamoci di un sano confronto, perchè solo chi è pronto a confrontarsi trova un interlocutore."

Non mi sembra che qualcuno abbia tentato di privare il sano confronto. A me non risulta. A me risulta invece che lo stiamo già facendo il confronto. Anzi, ho chiesto dei dati scientifici al sign. Longo perché in questo modo si può discutere ancor di più con dati alla mano.

Non nego l'esistenza di cristiani che danno il tutto e per tutto per gli altri o che si dedicano in opere mirabili per i sofferenti o per chi sta peggio. Ma non posso dire che i cristiani lo facciano meglio. Ammiro quelle tante persone che pur non credendo in un dio, in un Cristo si dedicano allo stesso modo ai bisognosi.

Non c'è la necessità di "credere" in qualcuno o qualcosa, occorre, invece, prendere coscienza che viviamo tutti su questa Terra, tutti diversi e forti del fatto che per esserci dobbiamo collaborare e crescere.

Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com


 

 

 

 

 

 

 

Processione Venerdì Santo - Casarano

 

 

 

 

               

 

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Il Dr. ANTONIO INGROIA

(Procuratore antimafia di Palermo)

il 22 aprile sarà a Casarano

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

 

 

 

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