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Un impianto per lavorare le pelli con sette camini alti nove metri. Il sindaco: «Tanta paura per Heliantos mentre di questo nessuno parla»

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 01 maggio 2010

 

 

C A S A R A N O. Biomasse sì, biomasse no. E intanto lo scorso giovedì si è riunita, a Lecce, la conferenza di servizi per il via libera alla costruzione di un nuovo impianto industriale per il trattamento delle pelli, dotato di sette camini dell’altezza di nove metri.

L’impianto, che aveva ricevuto il certificato di agibilità già il 13 dicembre del 2007, dovrebbe sorgere in uno dei capannoni del gruppo Filanto, ceduto alla società «Italiana Pellami» di Antonia Montedoro che dovrebbe realizzare l’opificio; più precisamente nel lotto 16 della zona industriale. La conferenza dei servizi era stata convocata per verificare il rispetto delle prescrizioni in merito all’emissione in atmosfera, ai sensi del decreto legislativo 152/06.

 

Alla conferenza, presieduta da Salvatore Francioso del Servizio risorse ambientali della Provincia, ha partecipato, in rappresentanza del comune di Casarano, il dirigente del settore Lavori pubblici Francesco Longo. Pare che lo scorso 22 settembre la Procura abbia chiesto copia della documentazione relativa all’impianto in questione, assieme a quella su altre aziende casaranesi, tutte ubicate nella zona industriale. Anche la guardia di finanza si sarebbe occupata dell’opificio, avendo già estratto copia dei documenti ad esso relativi.

Lo scorso 15 marzo, l’azienda in questione, rispondendo alle prescrizioni ricevute dalla Provincia, ha inviato al Servizio ambiente, al Comune di Casarano, all’Arpa ed al Servizio igiene Ausl Lecce sud, una serie di documenti integrativi, tra i quali una tabella che illustra i sette punti di emissione in atmosfera, divisi tra cabine di verniciatura, tunnel di essiccazione e stesura cere. Nella tabella in questione, alla voce «sostanze emesse» si legge: «polveri, xilene, formaldeide, alcol isopropilico, di-iso-butilchetone e sov».

 

«Quando in sede di conferenza abbiamo sentito parlare di pareri ambientali - commenta il sindaco Ivan De Masi - abbiamo preso tempo per cercare di capirne di più. Devo dire, però, che mi sembra strano come mai ci sia tanta attenzione verso un impianto per la produzione di energia da biomasse, che tanto allarmismo sta creando in città anche grazie alla distribuzione di volantini apocalittici, mentre per un impianto per la lavorazione di pellami con sette camini alti nove metri si decida di non spendere neppure una parola. Tutto questo, francamente, mi pare molto strano.

Come è strano che alcuni medici firmatari di una lettera dai toni catastrofici nei confronti delle biomasse non erano a conoscenza di quanto sottoscritto. Da primo cittadino di questa città, vedendo quella lettera mi sono allarmato ed ho contattato alcuni dei medici firmatari, chiedendo loro se avessero contezza di quanto avevano avallato con la loro firma. Con grande sorpresa ho appurato che alcuni di loro non avevano firmata proprio nulla, altri, invece, erano stati contattati telefonicamente. Si continua, in questo modo, a mistificare la realtà»

 

Ecco come funziona

Emissioni distribuite nei vari settori

 

CASARANO. I punti di emissione sono distribuiti nei vari settori dell’impianto. Due di essi servono le cabine di verniciatura della linea di rifinitura, uno la cabina di verniciatura dei campioni, uno il tunnel di essiccazione della linea di rifinitura ed altri due le cosiddette macchine “Gemada” per la linea della spalmatura della cera.

In un primo momento i camini previsti dal progetto erano tre e solo in un secondo momento ne sono stati aggiunti altri quattro, rispettivamente  sui tunnel di essiccazione della linea di rifinitura e sulle macchine “Gema - da”, tutti con sistema di filtraggio a carbone attivo. Un filtro analogo è stato inserito, con una variante progettuale, anche sulla linea di verniciatura campioni, secondo quanto richiesto dalla conferenza dei servizi.

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03/05/2010 Su "Il tacco d'Italia" leggo...

 

il caso dell'impianto di pellami pare sia stato scoperto per puro caso. Non sapeva nulla Ivan De Masi, sindaco di Casarano; non ne era a conoscenza nemmeno il dirigente di settore, l'architetto Francesco Longo. Ne era naturalmente a conoscenza la precedente amministrazione, visto che il 13 dicembre 2007 era stata certificata l'agibilità dell'immobile dove dovrà sorgere l'impianto.

 

su "La Gazzetta" la versione e' un tantino diversa... Ora la domanda (sorge spontanea) e' a chi credere? 

Sembra una roba da poco, ma potrebbe essere una risposta alla domanda di De Masi sul come mai tanta attenzione sul tema biomasse e poca su altri fronti... forse perche', a dare ragione al "Tacco", non lo sapeva nemmeno il sindaco...

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

 

 

 

I video del sit-in di protesta contro la centrale a biomasse del 1 maggio 2001

 

Parte 1

 

Parte 2

 

 

 

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Lunedi 3 maggio 2010 - ore 18.00 -  Presso la Libreria Dante Alighieri 

 

 

 

 

 

               

 

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