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Un rapporto nascosto dell’Unione Europea rivela i danni causati dal biodiesel

 

 

 

di Pete Harrison*

Casarano, 26/04/2010

 

BRUSSELS, 21 aprile (Reuters) – Secondo un documento pubblicato dall’Unione Europea, i biocarburanti, come il biodiesel derivato dai semi di soia, possono creare emissioni dannose per il clima sino a quattro volte superiori a quelle del diesel standard o del petrolio.

L’Unione Europea si è posto l'obiettivo di ottenere il 10% dei suoi carburanti da fonti rinnovabili, principalmente biocarburanti, entro la fine del prossimo decennio, ma adesso si preoccupa degli impatti ambientali indesiderati.

La principale preoccupazione è che la produzione di biocarburante sottrae il grano dai mercati globali, innalzando i prezzi del cibo e incoraggiando i coltivatori alla ricerca di nuove terre a disboscare le foreste tropicali.

Le foreste che bruciano rilasciano enormi quantità di biossido di carbonio e spesso annullano molti dei benefici per il clima che si cerca di ottenere dai biocarburanti.

Il biodiesel prodotto dai semi di soia del Nord America ha un impronta al carbonio indiretta di 339.9 kg di CO2 per gigajoule di energia - quattro volte superiore a quella del diesel standard- dice il documento dell’Unione Europea, un allegato che fu eliminato in maniera controversa da un report pubblicato a dicembre.

A causa della modifica del report, una delle società di consulenza, la tedesca Fraunhofer, ha rigettato in parte il documento declinando ogni responsabilità.

Ma adesso il rapporto completo è stato reso pubblico dopo che Reuters si è appellata alla normativa sulla libertà d'informazione per ottenerne una copia.

La Commissione Europea, l’esecutivo dell’Unione, sostiene che ha alterato il report non per nascondere le prove, ma per consentire un’analisi più approfondita prima della pubblicazione.

“Considerata la divergenza di vedute e il livello di complessità della questione…si è ritenuto che fosse meglio lasciare fuori dal report la controversa analisi" - afferma la Commissione in una dichiarazione – “ L’analisi predisposta nel corso di questo studio ha utilizzato una metodologia che è considerata da molti inappropriata."

IMPARZIALITA’ SCIENTIFICA

L’allegato aggiunge peso ad un sempre più corposo dossier che lascia intendere che i biocarburanti non siano così verdi come si pensava un tempo, persino i più avanzati biocarburanti di seconda generazione ricavati dal cippato.

“Per la terza volta in sei settimane la Commissione (Europea) è costretta a pubblicare studi circa gli effetti sul clima dei biocarburanti” – dice Nusa Urbancic del T&E, un gruppo di sostegno per il trasporto verde.

“E per la terza volta questi studi dimostrano che l'uso del suolo è il fattore più importante per stabilire se i biocarburanti abbiano un senso oppure no” ha affermato Urbancic.

Il biodiesel prodotto dai semi di colza europei ha un’impronta al carbonio indiretta di 150.3 kg di CO2 per gigajoule di energia, mentre per il bioetanolo prodotto dalla barbabietola da zucchero europea sono stati calcolati 100.3 kg, entrambi molto più alti del diesel convenzionale e della benzina che si attestano intorno agli 85 kg.

Invece dallo studio, l’importazione dall’America Latina di bioetanolo prodotto da canna da zucchero e di olio di palma dal sud-est asiatico risulta relativamente pulita con valori che si attestano rispettivamente su 82.3 kg e 73.6 kg.

Ma uno degli scienziati coinvolti nello studio ha messo in guardia sul fatto che rimane ancora molto lavoro da fare prima che la questione sia completamente chiara, e che non dovrebbe essere tirata alcuna conclusione definitiva riguardo ai relativi meriti delle diverse fonti di biocarburanti.

“Il punto più importante è che dobbiamo lavorare maggiormente in questa direzione, sviluppare nuovi criteri di sostenibilità e prestare molta attenzione alla provenienza dei biocarburanti”, sostiene Wolfgang Eichhammer di Fraunhofer.

“Dobbiamo trovare anche un modo per escludere i biocarburanti inefficienti”, ha aggiunto.

Eichhammer ha affermato che con la sua presa di posizione ha inteso proteggere l’imparzialità della scienza, rimarcando il valore degli studi in corso da parte della Commissione riguardo al problema.




*traduzione di Alessandra Isernia

http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLDE63J1FP

 

Il Dr. Antonio Ingroia a Casarano (Le) 22/04/2010

 

 

 

 

               

 

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Il Dr. ANTONIO INGROIA

(Procuratore antimafia di Palermo)

il 22 aprile sarà a Casarano

 

 

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