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Il progetto di Heliantos 2

Centrale a biomasse "Heliantos 2", c'è tra i cittadini un colpevole vuoto di attenzione?

 

 

Di Marco De Paola

marcodepaola77@gmail.com

Casarano, 05/03/2010

 

Vorrei dire la mia sulla questione della "accelerata" che da regione e comune starebbe avvenendo sulla centrale a bio-masse, nel territorio di Casarano.
Leggo una lettera aperta che il mio amico e compaesano Federico  Ruberto lasciava diversi giorni fa, e non posso che associarmi al suo grido d'allarme. In pratica si profilerebbe la possibilità di un aggiramento del referendum, che negli accordi precedentemente presi, dovrebbe lasciare l'ultima decisione ai cittadini.
Su questa centrale sembra che sia calato il silenzio, o sbaglio?
Chi, tra i cittadini,  vuole la centrale a bio-masse? Non  si è  capito. Voglio dire, sarebbe più che legittimo un parere favorevole, qualora lo si vedesse emergere in modo chiaro in seno all'opinione pubblica. Ma esiste questa benedetta opinione pubblica? I sostenitori di Ivan De Masi, mi pare, lo hanno eletto in funzione del sogno di rinnovamento che la sua immagine fresca portava in dote, e la cosa ci può stare. Ma questo consenso (su cui si riverberano anche le passioni sportive...) siamo sicuri che sarebbe rimasto intatto di fronte alla promessa di una bella centrale, con tanto di canne fumarie? Non mi sento di dubitare "a priori" dell'onestà o della bontà del sindaco De Masi, ma il punto del mio ragionamento è - per l'appunto - il corpo 
elettorale, ovvero la collettività di cui ciascuno di noi fa parte. In  pratica, quanto sappiamo?
Chi scrive sente innanzitutto su se stesso il vuoto di conoscenze che trasforma anche il sospetto più lieve in paura. Dall'altro lato ho il  sospetto che anche l'eventuale consenso all'ipotesi-centrale si tinge di una rassegnazione ignorante. Credo che i tempi siano maturi per ritrovare un vero e proprio protagonismo popolare su una questione di questo tipo, come su tante altre similari.Il popolo non è una figura retorica, non è una poesia romantica di Nichi Vendola, il popolo è una collettività di individui che si  appropriano della propria prerogativa essenziale:il pensiero, la  critica, la decisione sulla cosa pubblica.
Concordo con Federico Ruberto quando dice che dalla regione dovrebbe  venire un monito al sindaco a rispettare la volontà popolare  lasciandola esprimere in un referendum. Ma c'è tra i cittadini un colpevole vuoto di attenzione, o no? Mi sembra giunto il momento di animarsi, cercare di promuovere momenti di discussione pubblica sull'argomento, magari proponendo questo tema al bel gruppo di discussione che proprio su questo sito ha visto la luce sotto l'insegna del "Caffè alle Venti".

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08/03/2010 Mi fa molto piacere prendere parte a questa "discussione". Sia per i temi trattati che per la forma attraverso la quale viene condotta.

Chiaramente ci sono diverse fonti di energia rinnovabile e una sola non può essere adottata come la migliore o la più produttiva in assoluto.

Dipende naturalmente dalle condizioni del luogo in cui l'energia deve essere prodotta:

-ad esempio, in un luogo molto ventoso e BRUTTO (ovvero laddove non si può compromettere oltremodo il paesaggio piazzando delle torri eoliche, penso alle zone industriali delle nostre città ad esempio) può essere utilizzato l'eolico.

-a sud che è la terra del sole, il fotovoltaico sui tetti delle case e in generale di tutti gli edifici dovrebbe essere un must (in effetti le normative si stanno orientando in questo senso), altra cosa è fare le megadistese di fotovoltaico nelle campagne che deturpano certamente il paesaggio (che è un bene comune ed è tutelato) ed impoveriscono il terreno. 

- le tanto vituperate biomasse: l'energia prodotta da biomasse può essere la miglior forma di riciclo. Mi spiego meglio: l'energia prodotta da biomassa può essere considerata rinnovabile e quindi sostenibile se, e solo se, la biomassa utilizzata è lo scarto di un'altro processo produttivo. In altre parole: i rifiuti organici (le bucce della frutta, scarti di verdura etc.) sono uno scarto di un processo produttivo, possono essere utilizzati per produrre energia.attraverso un processo di fermentazione controllata questi producono un gas da cui si può estrarre il metano ed attraverso la combustione di quest'ultimo si ottiene energia elettrica e, volendo e potendo, anche termica. Diverso è quando il "combustibile" che dovrà essere utilizzato per produrre energia, viene a sua volta prodotto, creato, ex novo. E questo è il caso delle centrali come Heliantos II che bruciano oli vegetali, che come ben sapete non sono uno scarto (tranne per l'olio esausto di frittura) ma sono dei veri e propri prodotti che per essere creati richiedono l'utilizzo di una certa quantità di energia e di risorse naturali (suolo, acqua, etc.). 

Tra gli oli usati come combustibili, l'olio di palma ha delle caratteristiche chimico-fisiche che conferiscono una resa migliore rispetto ad altri oli.Vorrei indicare un dato molto significativo a questo proposito: sapete quali sono i 3 paesi che emettono più CO2 al mondo? Facile: 1° gli USA, 2° la Cina e 3°... l'Indonesia. Strano, l'Indonesia non è un paese iperindustrializzato come USA e Cina...da dove verrà tutta sta CO2? Dalle foreste torbiere che vengono incendiate e distrutte, per far posto alle alle coltivazioni di palme da cui estrarre l'olio! Vi sembra sostenibile tutto questo?

Ecco qui il rapporto di Greenpeace che ne parla in maniera dettagliata: https://docs.google.com/viewer?url=http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/olio-di-palma.pdf

-geotermico: so che la regione puglia sta facendo qualcosa sul geotermico (non ricordo bene cosa, perdonate...mancanza di tempo, riemdierò quanto prima). Marco De Paola si chiedeva, giustamente, se la geotermia è fattibilie in puglia. Certamente! L'energia geotermica non  è rappresentata solo dai gayser etc. La geotermia è una proprietà del sottosuolo: a profondità che superano i 100-200 metri il suolo ha una temperatura costante intorno ai 15° C. Sfruttando questa proprietà, attraverso un sistema di scambi termici si possono riscaldare gli edifici. Laddove si può applicare, la geotermia rappresenta credo la fonte meno inquinante in assoluto  per il riscaldamento. Il problema sta nel fatto che bisogna trivellare il suolo sino a 100 metri almeno di profondità e capite bene che in un'area carsica come è il salento la cosa diventa improponibile, ma laddove il suolo sia adatto si può fare senza problemi.

Un saluto a tutti 

Alessandra Isernia
alex-is@libero.it 

 

 

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