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Andate a... votare

 

 

 

 

Di  Marco Rocco Cavalera

maca2007@libero.it 

Roma - 19/03/2010

 

D’Azeglio diceva: “L’Italia è fatta. Ora bisogna fare gli italiani”.

Era il 1861 circa, se non ricordo male. Non che io ero presente, ma dai vari esami di storia ripetuti all’università questo è quanto mi sovviene.

Gli italiani divisi tra Cavour o Rattazzi, tra Mazzola o Rivera, tra Baggio o Del Piero, tra comunisti e fasc..e gli altri, tra guelfi o ghibellini, tra monarchia o repubblica, tra Vittorio Emanuele o Garibaldi. Gli italiani divisi  dalle invasioni dei barbari, dei musulmani, divisa dagli americani e dai filo-sovietici, divisa dai partigiani e dalle camice nere. Gli italiani, rinchiusi nelle loro regioni, alcune a statuto speciale, alcune speciali solo per il nome; riparati nel loro provincialismo, nel loro brigantaggio che ancora oggi permane come mentalità in noi del sud rendendoci fieri poiché l’unico prodotto esportato che abbiamo avuto verso nord è proprio questo. Gli italiani divisi soprattutto oggi, in assenza di una classe politica degna, o quantomeno meritevole, in assenza di ideali, in assenza di libertà psicologica, rinchiusi in questo regime inculcatoci dalla tv e dai suoi mostri che non smette mai di partorire.

Quando penso al futuro mi si accappona la pelle e sento un senso di sbandamento e confusione enorme. Siamo passati dalle lotte di classe, attraverso il ’68, o gli anni di piombo con le Brigate Rosse, fino ad arrivare agli inutili anni 80 caratterizzati dal boom dell’eroina e droghe varie, passando poi negli anni del lusso sfrenato e del benessere esasperato degli anni 90.

E oggi? Oggi ,purtroppo, viviamo tempi in cui non ci rendiamo conto di nulla.

È vero! Non c’è crisi! Lo dicono le banche, lo dice lo Stato. Hanno ragione.

Perché se crisi significa non sopportare più la spesa di uno stipendio agli operai ma comunque avere due telefoni, due case, due macchine, fare le vacanze all’estero, comprarsi vestiti firmati e oggetti superflui, abbiamo dei parametri di comprensione diversi.

Il lavoro non c’è o nessuno sa fare più nulla oltre a raccomandarsi? Ci è piaciuto, in tutti questi anni, mettere aziende, istituzioni, organi decisionali vari nelle mani di gente incompetente ma comunque adatta perché ruffiana?

Non ci sono soldi? Con tutte quelle carte di credito, post-pay, master card…su cui i guadagni di “signoraggio” delle banche sono del 100%, con tutti quei bollettini che facciamo anche per comprare la tazza del ces…(omissis) dando interessi a chi li sa gestire molto furbescamente, per forza che oggi a trovare 1 euro a terra devi essere un rabdomante o avere la vista di superman.

Inoltre la rabbia che ho e che spinge fuori per uscire come una dannata è che non ci accorgiamo più che tutti ci prendono per il sedere sbattendoci a terra dopo un lungo salto.

Il Presidente che abbiamo è un martire come san Lorenzo o san Sebastiano, per il quale tutti si impegnano parte della loro vita a preparargli complotti, intercettazioni (“siamo l’unica nazione in cui il presidente del consiglio è intercettato”) e guarda caso sono tutti comunisti, dei quali non esiste nemmeno più lo stampo che l’hanno buttato.

Dobbiamo dire grazie al bipolarismo e grazie a tutti coloro che lo hanno voluto per vincere le elezioni, ci ha dato le creature che abbiamo oggi, ossia un’orgia, un coacervo di ideatori politici che si rifanno a questo, piuttosto che quell’ideale, che appartengono più a sinistra o più al centro, più a destra o più…dopo l’incrocio al semaforo in fondo. La legge elettorale, che il suo autore, Calderoli, la definì, dopo averla inventata, “una porcata”, permette di fare parlamentari  gente che nessuno ha votato ma solo per fare maggioranza (il famoso premio)…solo numero, regalando stipendi a gente inutile.

I decreti per presentare le liste, gli scandali sessuali, l’abruzzo, i magistrati…

Ma quando ci svegliamo e diventiamo i politici di noi stessi mandando a lavorare, o meglio, a cercare lavoro tutta questa gente, piena di soldi ( circa 19.000 ˆ al mese e dopo 35 mesi la pensione), di vizi, pieni di “escort” e di droga.

Non l’abbiamo capito che nessuno se ne FOTTE di noi e che ci dobbiamo salvare da soli e non a spese dell’altro come stiamo facendo adesso.

Smettiamola con questa “mors tua, vita mea” che stiamo perdendo il senso della civiltà e del rispetto. Nessuno più ha il valore “dell’altro”, il rispetto della persona, l’onestà intellettuale.

Ci rosicchia la rabbia e il disgusto, la vendetta e il rancore, l’egoismo e il disprezzo.

Ora andate a votare per appartenenza politica senza guardare se si è candidato un uomo responsabile o un cammello.

 

 

 

 

INDRO MONTANELLI-LA STORIA D'ITALIA- LA P2 -PARTE 1/4

 

 

 

 

               

 

 

 

 

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