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Ospedale "F.Ferrari" - Casarano

Invece di uno sperato aiuto spunta l'arroganza dietro il camice bianco

 

 

Di Enzo Schiavano

Dal Nuovo Quotidiano di Puglia del 25/02/2010

 

«Che me ne fotto se muore!». L’espressione, detta in modo adirato e poco civile, è stata rivolta più volte da un medico del pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” di Casarano alla presenza della paziente, in gravi condizioni ma cosciente, che, presentandosi presso la struttura pubblica, aveva riposto nelle mani di questo camice bianco la sua vita. Il gravissimo episodio è stato denunciato dal marito della donna, Anselmo Ciuffoletti, ex consigliere comunale di Casarano, scrivendo una lettera al sito internet locale “Tuttocasarano”. Il fatto è accaduto la notte tra lunedì 22 e martedì 23 febbraio intorno alle ore tre.

La signora Ciuffoletti, 79 anni, costretta da alcuni anni a quotidiana ossigeno-terapia, era stata portata al nosocomio casaranese, accompagnata dal marito e dalla figlia, perché era stata colta da un improvviso attacco cardio-respiratorio. «Uno degli infermieri, cortesi e solerti – scrive il marito della donna – le applica la mascherina dell'ossigeno e si rimane in attesa del medico di turno. Dopo una decina di minuti, che alla paziente visibilmente in sofferenza saranno sembrati interminabili ore, arriva finalmente un dottore insonnolito e un po' nervosetto; forse non aveva gradito la sveglia datagli da non so chi». Secondo la testimonianza del marito, il medico avrebbe «ignorato completamente la paziente», comunicava che non c'erano posti disponibili e di conseguenza il ricovero della paziente poteva avvenire solo presso l'ospedale di Gagliano.

Ciuffoletti a quel punto ha chiesto, «molto gentilmente», ciò che qualsiasi medico doveva fare in quella situazione: un elettrocardiogramma e adeguate terapie che avrebbero consentito alla donna di superare tranquillamente le ore notturne nella propria abitazione per poi, il giorno dopo, essere ricoverata all'ospedale di Gagliano evitando, così, il disagio di un trasferimento notturno. La richiesta, però, avrebbe fatto andare su tutte le furie il camice bianco. «Urla, grida, frasi sconnesse – racconta Ciuffoletti – che squarciavano il silenzio di un luogo di dolore e dove ognuno ha il diritto di essere trattato con quella umanità che il medico di che trattasi ha dimostrato di non possedere».

«Ma ha dimostrato anche l'infima moralità cui si ispira la propria cultura – accusa l’ex consigliere comunale – quando con la bava alla bocca stritola fra i denti una espressione canagliesca: "che me ne fotto se muore". E prima ancora – aggiunge Ciuffoletti con lo stile che lo ha sempre contraddistinto – da vero gran signore aveva sguaiatamente cacciato il marito della paziente la quale, trepidante, assisteva alle incivili manifestazioni di colui al quale la sorte l'aveva condannata ad affidare la sua vita».

Forse per lo scrupolo dopo l’inqualificabile comportamento, forse per la reazione veemente del marito della paziente che gli ha risposto a muso duro, fatto sta che il medico autorizza l’ettrocardiogramma. « E ci son voluti cinque E.C.G. (elettrocardiogramma) per ottenerne uno decente – conclude Ciuffoletti – perché la povera donna era veramente sconvolta, avvilita, umiliata. Tutto questo è accaduto nel nostro ospedale dove chi ci lavora, a qualsiasi livello, ha dato sempre prova di civiltà e spirito di abnegazione». La difficile notte dei coniugi Ciuffoletti termina tra le quattro mura della propria casa. Ieri la signora è stata ricoverata all’ospedale di Gagliano. Le sue condizioni sono, per fortuna, buone.

Dura la reazione del vice direttore sanitario dott. Giovanni De Marco

«Se è vero quello che ha detto, questo collega non può più fare il medico». Il dott. Giovanni De Marco, vice direttore sanitario dell’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano, è netto e durissimo nel giudicare il medico del pronto soccorso che si è “macchiato” di un comportamento a dir poco incivile nei confronti di un’anziana paziente. Il vice direttore del nosocomio casaranese, che sostituisce in questi giorni la dott.sa Gabriella Cretì, in ferie, durante il colloquio con il cronista puntualizza ripetutamente “se è vero quello che il signor Ciuffoletti ha scritto”, ma è deciso nel definire tutti i contorni della faccenda.

E infatti ha avviato immediatamente un’indagine interna per verificare i fatti accaduti la notte tra lunedì e martedì scorsi. «Voglio precisare che la notizia l’ho appresa leggendo l’intervento del signor Ciuffoletti su “Tuttocasarano” – premette il dirigente sanitario – nessuno ci ha investito ufficialmente dell’accaduto. Tuttavia, ho convocato immediatamente tutti quelli che lavoravano al pronto soccorso quella notte. L’ospedale – continua De Marco – deve avere il tempo per fare le indagini e sono in attesa di sentire tutti quelli che c’erano». La frase avrebbe rivolto il medico verso la paziente, riferita dal marito, è scioccante e il vice direttore sanitario è consapevole della sua gravità.

«Se è vero che ha detto questo è gravissimo – commenta il dirigente – non dovrebbe fare il medico uno che dice frasi del genere ai pazienti. Ma anche tutto il comportamento che ha avuto è altrettanto grave, sempre se si verificherà che risponde al vero. Faremo le nostre indagini – conclude il dott. De Marco – sono seriamente intenzionato a portare la faccenda fino in fondo». Da segnalare, inoltre, che il grave fatto denunciato sul sito internet “Tuttocasarano” è finito su Facebook, il principale social network della rete.

 

 

 

 

 

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