Appello: restituiamo l'epigrafe romana alla città.

Sottoscrivi l'iniziativa

 

 

 

 

 TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

  Home page

   La vita Politica

  Lo sport

  Cultura

  Tutto città

   Informazioni turistiche

    scrivici

Casarano ed il bluff dei pompieri.

 

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it

 da “il Gallo” del 4 settembre 2010

 

 

La Vora ha preso fuoco! Certo, per chi ha conosciuto questo poco invitante ma molto caratteristico luogo di Casarano, può sembrare una sorta di contraddizione in termini, un po’ come dire che ha preso fuoco il lago di Garda o quello di Bracciano. Per anni infatti questo luogo è stato caratterizzato da un certo numero di laghetti artificiali nella loro costituzione ma molto… naturali nel loro contenuto visto che accoglievano le putride acque delle fogne casaranesi. 

 

A molti però sarà sfuggito il fatto che, in pochi mesi di attività, il nuovo depuratore ha svuotato questi invasi prosciugandone la parte “liquida” ma lasciandone ahimé la ben più consistente parte “solida” alla quale, in un caldo pomeriggio di mezza estate, qualche buontempone ha provveduto a dar fuoco, movimentando così le noiose giornate d’agosto con aerei, elicotteri e pompieri.

 

A seguire, puntuali come le cambiali, le polemiche. Da quelle (legittime) sulla pericolosità dei fumi a quelle addirittura divertenti sui pompieri. Come spesso infatti accade un attimo dopo siano scappati i buoi, si cerca sempre di chiudere tempestivamente e bene tutti i cancelli.

 

Fumavano infatti ancora i mucchietti “organici” della Vora, che il Vicesindaco Francesca Fersino concordava (vivaddio) con l’Ing. Angelo Miglietta dei Vigili del Fuoco “sulla necessità di ripristinare il distaccamento di Casarano”. Neanche il tempo di concordare una cosa piuttosto ovvia come l’avere almeno un misero distaccamento che dovrebbe poi coprire ben quattro comuni per un totale di 50mila abitanti, che il CONAPO (il sindacato dei pompieri) interviene in maniera anche abbastanza dura affermando che Casarano non ha bisogno di una squadra di volontari che sarebbero inattivi, dispendiosi e destinati ad un’altra chiusura ma di un vero e proprio distaccamento di professionisti integrati magari dal supporto dei volontari.

 

Sempre molto diplomatica e politically correct la risposta del Sindaco De Masi che rinvia ad un bel tavolo di concertazione con la Regione ed il Ministero ed anche questa volta… è andata.

 

Sì, perché l’impressione che si ha è che, passata l’agitazione per l’incendio, non si abbia la concreta voglia di risolvere l’annosa questione dei Vigili del Fuoco a Casarano e per farlo ci si nasconda dietro una serie di motivazioni condivisibili sì, ma fino ad un certo punto. Per spiegare facciamo un passo indietro.

 

Alcuni anni fa (Amministrazione Venuti) si fa un bando di gara per individuare un locale idoneo e far tornare, dopo 30 anni di assenza, i pompieri a Casarano. Le aziende che hanno i requisiti sono 2 e tra esse si procede all’apertura delle buste. La ditta Pefranflex fa l’offerta migliore con un non irrisorio scarto rispetto alla concorrente, di quasi 20mila euro. Ora, il fatto che l’ex assessore (solo omonimo di chi scrive) sia un parente molto prossimo dei titolari della Pefranflex, fece già discutere non poco ma a ben vedere, se si fosse trattato di un qualcosa di “pilotato” lo scarto sarebbe stato certamente ben più esiguo, garantendo di conseguenza guadagni migliori.

 

Ma tant’è; La ditta si impegna a rendere idonei ed a norma i propri locali ed il Comune di contro si impegna con la ditta in un contratto di locazione della durata di nove anni per l’annuale canone d’affitto di 32mila euro circa.

 

I lavori vengono seguiti passo passo dall’allora Comandante dei Vigili del Fuoco provinciale, tal Ing. Antonio Tuzzolo, ora Comandante ad Avellino, e fanno dei locali della Pefranflex un vero e proprio gioiello come neanche a Lecce i pompieri hanno: ambienti interamente climatizzati, dieci camere con bagno in camera, sala lettura, sala relax, mensa, cucine ecc.; il tutto per la modica cifra di 200mila euro per ottenere i quali la Pefranflex accende un mutuo veicolando poi direttamente in banca il canone per estinguerlo.

 

Come spesso accade, dopo l’inaugurazione in pompa magna, il distaccamento, composto solo da volontari, stenta a decollare (forse anche per mancanza di serie pressioni politiche per renderlo effettivamente operativo) e, come tutti sanno, chiude mestamente i battenti.

 

Cambia l’inquilino a Palazzo dei Domenicani e, dovendo limitare le emorragie di spesa, si decide di eliminare i fitti passivi e quindi, come se nulla fosse, si decide di non pagare più l’affitto alla Pefranflex decidendo (di conseguenza) che i pompieri a Casarano non servono più. Una nota di colore: la decisione è presa anche in considerazione del fatto che, lo stesso Ing. Tuzzolo, 15 giorni prima di esser trasferito, in un documento a sorpresa giudica “sovradimensionata” la struttura da lui stesso voluta.

 

Ora, tralasciando il fatto che c’è un’azienda con oltre 50 anni di attività che, per far fronte alla sua esposizione verso tutte le banche (che nel frattempo hanno chiesto di rientrare) per un non onorato contratto da parte dell’Amministrazione, dovrà lasciare a casa 7 o 8 operai, tralasciando anche che difficilmente i giudici sorvoleranno sull’annullamento unilaterale del contratto (costringendo quindi comunque, prima o poi, al pagamento del canone dovuto) quel che fa sorridere è la soluzione che la Giunta ha proposto ai Vigili del Fuoco: la creazione di una stazione in locali non in affitto ma di proprietà; un pò come nella trasmissione “quelli della notte” dove un certo Massimo Catalano, divenuto famoso per dire delle lapalissiani verità avrebbe detto: è meglio avere una casa di proprietà piuttosto che una in affitto.

 

Dopo gli applausi per la trovata però i primi dubbi: dove troveremo questi locali? E soprattutto dove troveremo le centinaia di migliaia di euro per renderli prima agibili e poi idonei ad ospitare una stazione come quella che in fondo già abbiamo pagando un semplice canone?

 

La risposta (forse) al prossimo incendio, dopo aver ancora una volta convenuto tutti insieme e davanti ai giornalisti “sulla necessità di ripristinare il distaccamento di Casarano”.

 

 

Sognare et amare

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

2000 - 2010 www.tuttocasarano.it All rights reserved.