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Sospeso il Centro per la valutazione dell'Alzheimer! Perchè?

 

 

Di Giovanni Torsello

gtorsello@tele2.it

Casarano, 20/01/2010

 

Voglio sottoporre alla vostra attenzione la mancanza di informazione all’utenza circa la sospensione di un importante servizio ospedaliero.

 

In data 15/07/09 ho prenotato direttamente presso il Centro U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer) dell’Ospedale di Casarano una visita per mio padre. In quel momento non mi è stato comunicato in quale giorno avrebbe potuto effettuare la visita, in quanto come spiegatomi dall’infermiera, era la responsabile del centro dr.ssa Vasquez, a decidere le date degli appuntamenti in funzione soprattutto dell’età del paziente e non del giorno di prenotazione (ad esempio un paziente di 60 anni avrebbe avuto una priorità maggiore rispetto ad uno di 80 anni, a prescindere dal giorno di prenotazione). Comunque l’infermiera mi aveva anticipato che i tempi di attesa sarebbero stati intorno ai 3 o 4 mesi, e che comunque sarei stato avvisato telefonicamente. E fin qui nulla da eccepire, anche perché probabilmente sono abituato ai tempi di attesa medio - lunghi della sanità pubblica!

 

Considerando anche che le ferie erano alle porte (se non già in atto), ho fatto trascorrere abbondantemente il tempo indicatomi e non avendo ricevuto alcuna telefonata, alla fine di novembre sono andato a chiedere se ci fossero delle novità. L’infermiera mi rispose che in quel periodo la dottoressa era impegnata nel reparto di neurologia e che le visite avrebbero subito un rallentamento, anche a causa del sopraggiungere delle prossime festività natalizie e di fine anno.

 

Pazientemente ho atteso fino al giorno 18 gennaio ed alle ore 11,30 mi sono recato presso il centro, che doveva essere aperto essendo di lunedì, ma che invece era chiuso, e non vi era alcun avviso all’esterno. Ho cercato di raccogliere informazioni in merito, ed è il caso di dire, da “voci di corridoio” ho saputo che (udite, udite!) la dr.ssa Vasquez nel mese di dicembre si era dimessa dal suo incarico presso il centro U.V.A., insieme ai suoi due collaboratori, e che per il momento non era stata sostituita!

Ovviamente volevo verificare la validità di queste voci, ed il giorno dopo mi sono recato nuovamente al centro, che ho trovato aperto e dall’infermiera ho ricevuto la conferma di quanto “casualmente” fossi venuto a conoscenza il giorno precedente, e cioè che la dottoressa Vasquez ed i suoi collaboratori si erano effettivamente dimessi. Con l’aggiunta che momentaneamente vi era un’altra dottoressa ad effettuare solo i controlli sui pazienti ai quali fosse già stata prescritta una terapia farmacologica, e che non faceva le cosiddette “prime visite” (che sono quelle necessarie per diagnosticare lo stato della malattia).

Mi sono ulteriormente informato ed ho saputo inoltre che i pazienti trattati nell’anno 2009 dal centro U.V.A. dell’ospedale di Casarano sono stati circa 1.500, di cui sono ancora circa 400 quelli in attesa di prima visita.  Poiché i farmaci sono molto costosi, non è possibile per tutti e non è conveniente effettuare delle visite private, in quanto i farmaci non sarebbero esenti dal ticket, ma a totale carico del paziente fino a quando non si avrebbe la certificazione della diagnosi dalla struttura pubblica abilitata.  

 

Per avere delle informazioni più dettagliate, mi sono recato presso la direzione del presidio ospedaliero casaranese ed ho parlato con il vice-dirigente dott. De Marco, il quale mi ha confermato che il servizio del centro U.V.A. è per il momento “sospeso” fino a nuove disposizioni, e che le decisioni in merito vengono prese direttamente dalla A.S.L. di Lecce. Probabilmente il centro U.V.A. rischia la chiusura e la domanda nasce spontanea: tutto il bacino di utenti dove potrà essere curato? Quanto tempo dovranno ancora attendere le persone, come mio padre, che hanno necessità di ricevere cure? E’ mai possibile che dopo 10 anni di attività del centro, vi sia una situazione così confusa?   

 

Si fa un gran parlare di attenzione alla “terza età” da parte delle istituzioni: il 20% della popolazione italiana rientra a pieno titolo in questa fascia, e l’annuale rapporto Istat conferma che il processo di invecchiamento della popolazione prosegue inevitabilmente e di conseguenza anche il progressivo aumento delle patologie legate agli acciacchi dell’età, ma non vedo altrettanta attenzione e soprattutto velocità di agire da parte dell’A.S.L. di Lecce. Credo sia inutile sottolineare che per la malattia di Alzheimer non vi è un trattamento in grado di guarire e restituire al paziente la memoria persa, ma ciò che si può fare è cercare di rallentarne la progressione, e quindi di intervenire con tempismo. Probabilmente coloro che devono prendere delle decisioni, approfittano del fatto che il servizio è rivolto a persone di una età “avanzata” (non voglio assolutamente utilizzare l’aggettivo “vecchi”) e che quindi sono poco “attivi e rumorosi” per esercitare i loro diritti.

 

Il 03 gennaio c.a. ho letto sul sito di “TuttoCasarano” un articolo dedicato alla dr.ssa Vasquez, che voleva essere un omaggio al suo lavoro ed alla sua attività  piena di difficoltà. Leggendolo non mi sono “allarmato”, in quanto nulla lasciava intendere che ella si fosse dimessa e d’altronde non era scritto esplicitamente. Ma alla luce delle ultime notizie ricevute, comprendo invece il vero senso di quell’articolo, e cioè che era una sorta di ringraziamento per un lavoro svolto in un arco temporale “passato”.                                                                                            

Ora vorrei chiedere pubblicamente quanto segue:

 

  1. è normale venire a conoscenza dopo 6 mesi di attesa e solo “casualmente” che un pubblico servizio ospedaliero sia stato improvvisamente sospeso, senza esserne informato?

 

  1. quando riprenderà a funzionare il centro?

 

Gradirei ricevere dagli organi preposti delle risposte concrete e veloci!

 

Inoltre se vi sono familiari di pazienti in cura presso il centro U.V.A. o, come nel caso di mio padre, in attesa di essere chiamati per la prima visita, li esorto ad esprimere il loro disappunto per questo atto di scarsa attenzione della A.S.L. di Lecce, scrivendo agli organi di informazione (carta stampata o internet) e di far sentire la propria voce, onde sensibilizzare maggiormente l’azienda sanitaria del capoluogo salentino affinchè prenda una decisione rapida in merito, senza abbandonarci in questo limbo.

 

Cordiali saluti.

Torsello Giovanni

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 03/01/2010 Dedicato a... Dott.ssa A. Vasquez

 

Caro sig. Giovanni, l'art. del 3/01/10 dedicato alla dott.ssa Vasquez, non era un... commiato, un ringraziamento di fine attività, l'ho scritto senza sapere che il centro UVA praticamente fosse chiuso, ma solamente per dire grazie ad una dottoressa che ha dedicato tutta se stessa alla cura di coloro che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi di questa malattia in una maniera che non ho mai visto fare, e cioè, al di la del canonico orario di lavoro, con grande umanità e abnegazione perchè sentiva il grido d'aiuto di tanta gente sofferente. Se la dott.ssa Vasquez non è più li dove lei la sta cercando, io credo che dipenda dal fatto che a lei non sia stata data la possibilità di continuare serenamente ad occuparsi di quel servizio.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

23/01/2010 Gentile signor Giovanni,

le sono molto vicino per tutta la situazione difficile che sta vivendo insieme alla sua famiglia.

Da subito le dico, con dispiacere, che non potrei rispondere alle domande ed alle preoccupazioni sollevate da lei in questo articolo.

Leggendo però, che si parlava anche della dottoressa Vasquez, non potevo non scrivere di lei.

L’ho conosciuta 10 anni fa, quando a mia sorella, all’età di 20 anni, le veniva diagnosticata definitivamente, una terribile malattia, la sclerosi multipla. Da quei momenti, quando il mondo ti cade addosso e il cuore si spezza in mille pezzi e fino ad oggi, la dottoressa Vasquez con la sua dolcezza, la sua grande umanità e professionalità, è stata vicino a mia sorella, curandola e aiutandola  a prendere coscienza della malattia e saperci convivere.

Nell’arco di vent’anni di malattia, mia sorella ha conosciuto purtroppo tanti ricoveri in vari ospedali d’Italia, il San Raffaele di Milano compreso, ma una dottoressa come la dottoressa Vasquez, che oltre all’ alta professionalità di medico, con un grande cuore, sa starti vicino, come una mamma, come una sorella, non l’abbiamo trovata da nessuna parte.

Per tutto quello che ha fatto per mia sorella, la ringraziamo infinitamente!

Eva Franja

Margherita Franja

margherita.f@hotmail.it

 

 

 

 

 

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