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Il "Giorno della memoria"

 

 

 

Di Emanuele Cossa

Presidente A.N.S.P.I. “Don Tonino Bello”

Ecossa@libero.it

Casarano, 27/01/2010

 

Cari amici miei, sapete che oggi è il “Giorno della memoria”?

La legge n. 211 del 20 luglio 2000 istituisce  il “giorno della memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.

Il testo all’articolo 1 così definisce le finalità del Giorno della Memoria “ ….al fine di ricordare la Shoah ( sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetti di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Il 27 gennaio si ricorda, quindi, la tragedia dell’Olocausto. giorno in cui tutto il mondo si ferma per non dimenticare la tragedia di un popolo, gli Ebrei. Sei milioni di Ebrei trucidati in nome di un’ideologia.

Quando, nel minuto di silenzio, capiterà di emozionarci davanti alle immagini di Auschwitz e ci ripromettiamo che faremo di tutto perché quello non succeda più, ricordiamoci anche che in quei posti, oltre a tutti quegli ebrei c'erano altre persone che hanno vissuto la loro stessa esperienza, e se per gli ebrei ci cadrà una lacrima ricordiamoci che quella è anche per gli altri. Quella lacrima sarà anche per quei rom, che non vogliamo vicino casa e che guardiamo con schifo, per quegli stranieri che apostrofiamo come “bastardi”, per quei ragazzi omosessuali che guardiamo con schifo mentre si baciano (ma che non schiferemmo affatto se fossero due donne), per il disabile che guardiamo con odioso buonismo e lo chiamiamo con voce languida “poverino”, per quelle persone che, chiamate dissidenti politici, sono morte per un loro pensiero e per tutti gli altri, perché se non fosse così, se quella fosse solo un egoistica lacrima di circostanza per gli ebrei che giudichiamo ingiustamente uccisi per odi razziali, allora forse ci è sfuggito qualcosa.

Cari amici miei, a tutti noi che ora, nel minuto di silenzio ci intratteniamo con gli speciali in tv, e che in preda all'emozione ci ripromettiamo di non dimenticare quel che è successo vi chiedo veramente di non dimenticare. Non dimenticare che poco più in là sotto casa nostra c'è un barbone che questa notte avrà freddo ma che evitiamo perché puzza; non dimentichiamoci che domani mattina un uomo si alzerà mentre noi ancora dormiamo e andrà a rischiare la vita in un cantiere costruendo una casa che lui non potrà mai permettersi, e che in effetti lui un luogo dove dormire non lo ha più, visto che l'hanno sgomberato e abbattuto l'altro giorno; non dimentichiamoci che il negretto che ci assilla per una rosa forse prima viveva in un campo profughi; non dimentichiamoci che mentre noi siamo tranquillamente seduti a leggere quello che io ho scritto, un altra persona, in uno de paesi colpiti da una guerra invisibile che la tv non ci dirà mai, non ha la stessa possibilità di stare tranquillo; non dimentichiamoci che mentre i nostri figli o i nostri fratelli piccoli e di là che gioca con le macchine c'è sicuramente un altro bambino che “gioca” alla guerra.

Quello che voglio dirvi, cari amici miei, è che se cerchiamo di non dimenticare quello che i tedeschi hanno fatto anni fa, e comunque continuiamo a guardare con sospetto e schifo il diverso o lo straniero, e se continuiamo a considerarli solo “diversi” e “stranieri” invece che Persone... bè cari amici, allora ci è sfuggito sicuramente qualcosa.

 

 

Grazie

 

Emanuele Cossa

Presidente A.N.S.P.I. “Don Tonino Bello”

 

 

 

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