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Riecco la mega centrale a biomasse. A breve, a Casarano, la convocazione della Conferenza dei servizi

Di  Flavia Serravezza

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 20/02/2010

 

C A S A R A N O. La Regione accelera sulla centrale a biomasse  di Casarano e avvia le procedure per il rilascio dell'autorizzazione unica. Vuol dire che a breve sarà convocata la prima Conferenza dei servizi in cui le amministrazioni competenti ai vari livelli e gli altri enti coinvolti, esprimeranno un parere vincolante sull'impianto da 25 megawatt proposto

dalla società «Italgest Energia» di Paride De Masi, che dovrebbe sorgere nella zona industriale della città, all'interno di uno dei capannoni del Gruppo Filanto.

Il Comune di Casarano guidato da Ivan De Masi, fratello dell’imprenditore, ha appreso la notizia in via ufficiale dalla Regione il 10 febbraio scorso, con una nota inviata dall'Area Politiche per lo sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione, Servizio Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, a firma del dirigente del servizio, Davide Pellegrino: «A seguito dell'esito positivo della verifica, effettuata da questo Ufficio, della presenza dei requisiti tecnici ed amministrativi necessari per l'ammissibilità dell'istanza - scrive nel documento - il procedimento in oggetto (rilascio dell'autorizzazione unica, ndr) è formalmente avviato.

Per il propedeutico esame ai fini del rilascio dei pareri, nulla osta o atti di dissenso previsti dalle leggi di competenza, la società proponente dovrà depositare presso l'Ufficio scrivente e a ciascuna amministrazione o ente in indirizzo, il progetto definitivo».

 

Un adempimento, quest’ultimo, a cui Italgest aveva provveduto già il mese precedente - il 12 gennaio - con l’invio della copia del progetto della centrale a oli vegetali, denominata «Heliantos 2», ai vari soggetti: oltre a Regione, Provincia e Comune, anche Arpa, Asl, Terna, Enac, Enav, Enel (l'elenco è assai lungo).

 

Così mentre a Bari l'iter autorizzativi va avanti, a Casarano i cittadini sono in attesa di poter dire la loro sull'impianto. Nulla s'è più saputo, infatti, del referendum consultivo sulla centrale approvato più di un anno fa, il 15 gennaio 2009, dal consiglio comunale.

 

E ora che i tempi stringono, resta da capire fino a che punto la voce del popolo potrà influire su una partita che nei fatti si gioca nelle stanze della Regione - l'autorizzazione unica è rilasciata dall'Assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica diretto dalla vicepresidente  Loredana Capone - e che a Casarano dovrà vedere il primo cittadino a debita distanza dagli affari di famiglia. Ci vuole poca fantasia, comunque, ad immaginare il tenore del conflitto politico che sta per innescarsi: a gridare preventivamente al «conflitto di interessi», il centrodestra cittadino ci aveva già pensato durante la campagna elettorale che nel giugno 2009 avrebbe poi portato Ivan De Masi alla guida di Palazzo dei Domenicani. Una «partita» importante per la Italgest che a Lecce si è già vista bloccare il progetto della della centrale «Heliantos 1», a suo tempo proposto in base all'accordo sottoscritto dal Gruppo Italgest l'11 luglio 2006 con Regione, Provincia, Comune di Lecce e Casarano, Confidustria e Coldiretti.

 

Ma se nel capoluogo talentino il progetto di Paride de Masi ha incontrato più ostacoli del previsto e non ha incassato la ratifica del Consiglio, a Casarano l'imprenditore potrà giocarsi anche la promessa del coinvolgimento nel progetto di 120 lavoratori ex Filanto in esubero. Sullo sfondo, infine, un problema non da poco: si dovrà dimostrare come si potranno alimentare nel tempo una centrale della potenza di 25 megawatt (se non addirittura due impianti) con biomasse provenienti da «filiera corta» per almeno il 40 per cento del fabbisogno (come prevede la legge regionale 31 del 2008), stante pure il protocollo d'intesa con Coldiretti che si è impegnata a favorire la riconversione, nell'arco di un biennio, di 20 mila ettari di Salento - fra terreni un tempo coltivati a tabacco e in abbandono - verso la coltivazione dei girasoli.

 

Non solo: Italgest - ed eventualmente l’amministrazione comunale - dovranno convincere della bontà del progetto le associazioni e i comitati cittadini preoccupati per le emissioni in atmosfera prodotte dalla combustione delle biomasse, e per le eventuali ripercussioni sulla salute degli abitanti.

 

La tecnologia: Energia elettrica e termica

CASARANO - Il progetto originario prevede la costruzione di una centrale a ciclo combinato per la cogenerazione di energia elettrica, 25 megawatt, e calore, 8 megawatt, a vari livelli termici, a partire da energia rinnovabile (oli vegetali), più in particolare, anche se non limitatamente, da olio grezzo di girasole. L'olio grezzo sarà ottenuto per premitura meccanica.

 

La centrale sarà composta da due motogeneratori diesel, alimentati da olio vegetale grezzo, accoppiati con un impianto di recupero dell'energia termica contenuta nei fumi di scarico per ulteriore produzione di energia elettrica e con un impianto di recupero dell'energia termica, contenuta nell'olio di lubrificazione e nell'acqua di raffreddamento, per servizio di riscaldamento.

 

Il complesso industriale sarà costituito da una serie di corpi di fabbrica che conterranno i sistemi di cogenerazione dell'energia elettrica e termica, i servizi amministrativi e tecnici.

 

La materia prima «Ventimila ettari di girasoli»

- La centrale avrà a regime al proprio servizio una estensione di terreni per la produzione degli oli di circa 20.000 ettari, riconvertiti a coltura di girasole dalle attuali produzioni di tabacco in abbandono.

Nel periodo di esercizio, fino al completamento della conversione verso le colture energetiche autoctone con la collaborazione  dei coltivatori di Coldiretti, l'olio vegetale verrà importato da Indonesia o Sud Est Asiatico e stoccato in serbatoi nel vicino porto di Brindisi. Il trasporto dell'olio dallo scalo marittimo alla centrale elettrica, sarà effettuato con l'ausilio di autocisterne, stimando sei passaggi giornalieri.

 

Il sito: Un ’area a ridosso della «Filanto»

- Il lotto interessato dall'intervento si trova all'interno della zona industriale del Comune di Casarano (a Nord-Est dell'abitato in prossimità della strada provinciale Casarano- Maglie), in località Formicola, a ridosso del sito industriale del Gruppo Filanto. Attualmente l'area è incolta e dopo l'intervento di costruzione della centrale si presenterà recintata e parzialmente edificata,

 

 

 

 

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