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È vero: il centro anziani trasloca

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it 

da “il Gallo” del 25 giugno / 9 luglio 2010

 

Quando in redazione giunge la segnalazione da parte di un cittadino a dir poco contrariato, il primo pensiero corre al Sindaco Ivan De Masi, alle sue promesse di una politica diversa ed alle tante aspettative che in migliaia hanno in lui riposto. Il periodo è piuttosto “delicato”: continuamente chiamato in causa per il suo conflitto di interessi nella vicenda centrale a biomasse, dopo la non chiara vicenda dello sportello agricolo pagato 15mila euro invece che acquisito gratuitamente (e le singolari coincidenze che sembrano favorire un consigliere di maggioranza), denunciata proprio dalle colonne di questo giornale, quest’altra vicenda sembra proprio gettare un’ombra sull’operato della Giunta o meglio: le “solite” ombre fatte dai “soliti” ed ormai conosciuti meccanismi del… approfitta finché puoi, che sono tipiche di molte altre Amministrazioni in giro per l’Italia.

La notizia: il centro per anziani viene spostato in altra sede. Sin qui nulla di strano se non il fatto che questo centro occupa oggi dei locali di proprietà del Comune, mentre la nuova sistemazione verrebbe effettuata in locali da prendere in affitto. Un’operazione che indubbiamente appare senza alcuna logica. E quel che è peggio è che chiedendo qua e la le cose sembrano stare veramente così.

Allora è il caso di chiedere maggiori informazioni in maniera ufficiale e lo facciamo quindi con l’Assessore Marcello Torsello che, tra le altre, ha anche la delega al patrimonio. “Effettivamente le cose stanno proprio come riportano le tante voci che ormai da tempo si rincorrono” – ci conferma l’Assessore – “è in itinere infatti il progetto di spostamento del Centro Anziani presso altra struttura; stiamo effettuando tutta una serie di valutazioni sugli spazi disponibili e di contrattazioni con i proprietari degli immobili ma penso proprio che alla fine riusciremo a fornire ai numerosi anziani che frequentano il centro, una sistemazione migliore dell’attuale”.

Senza mettere in dubbio l’esito finale del progetto, chiediamo però all’Assessore Torsello le motivazioni di questa manovra visto che prima di tutto i nonnini non sentivano certo il bisogno di tale spostamento e soprattutto alla luce del fatto che quest’operazione, facendo proprio quattro conticini, verrebbe a costare almeno altri 15mila euro all’anno in più. “Mi rendo conto che l’apparenza è proprio quella appena descritta” – ci risponde – “ma probabilmente ai più sfuggono alcuni particolari che invece sono determinanti e che riassumo brevemente: da tempo l’Amministrazione si è posta, tra gli obiettivi primari da raggiungere, l’abbattimento dei canoni di locazione passiva che assorbono parte delle spese mensili a cui bisogna far fronte; il progetto che prevede lo spostamento del centro anziani consente di liberare dei locali preziosi che consentiranno di ospitare gli uffici dei servizi sociali (oggi ubicati in via Padova)  per i quali le casse comunali pagano un canone di 58mila euro all’anno. Già solo questo dato basterebbe per rendere positivo il saldo dell’operazione, ma il progetto prevede anche di affidare in “autogestione” il centro anziani, così come succede in quasi tutte le città, e quest’ultima operazione consentirà di risparmiare le tre professionalità oggi impiegate nel centro, con un risparmio di quasi 50mila euro all’anno (professionalità che ovviamente verrebbero ridestinate ad altri incarichi)”.

Durante l’intervista l’Assessore Torsello si sente al telefono con il Sindaco che, oltre che confermare ovviamente quanto sin lì illustrato, fa a sua volta una dichiarazione: “sono convinto che alla fine la nuova sistemazione del centro anziani sarà anche più confortevole e logisticamente migliore di quella attuale”. Rassicurati da questi impegni e soprattutto da queste delucidazioni, possiamo forse dire che spesso le cose non si prendono in considerazione per quel che sono ma molto più facilmente per quel che… appaiono.  

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30/06/2010 Un giornalista professionista e professionale sa perfettamente che in qualsiasi intervista, la domanda essenziale non è la prima, bensì la seconda e quelle a venire.

Leggendo l'articolo del sig. Antonio Memmi, ho percepito una sua posizione un po' ambigua: si apre con l'intenzione di mettere alla luce i risvolti del trasferimento del centro anziani, e finisce con una chiosa accomodante ("Rassicurati da questi impegni e soprattutto da queste delucidazioni, possiamo forse dire che spesso le cose non si prendono in considerazione per quel che sono ma molto più facilmente per quel che… appaiono. ") senza essere riusciti prima a farsi dare tutte le risposti inerenti al caso. Gli interrogativi che avrei cercato di sottoporre all'esimio Assessore Torsello e al suo "principale" De Masi sono diversi, ma cercherò di evidenziarne solo quelli che ritengo più importanti.

 

La prima, quella più scontata ed evidente, è quella di analizzare la natura etica, sociale e politica di questa decisione.

 

"..da tempo l’Amministrazione si è posta, tra gli obiettivi primari da raggiungere, l’abbattimento dei canoni di locazione passiva che assorbono parte delle spese mensili a cui bisogna far fronte.."

 

Qui a Roma si direbbe: so’ tutti boni a fa' i froci cor culo degli altri.

La mia domanda quindi sarebbe stata: gentile Assessore, è possibile che il rispetto per i nostri anziani debba essere filtrato sempre da bilanci meramente economici? E' possibile che questa Amministrazione non riesca a capire che il termine "spesa" e l'attributo "sociale" uniti formino un concetto democratico ben più longevo della vostra anzianità politica? Si sa che c'è una enorme differenza tra un consiglio di amministrazione aziendale e un consiglio di giunta comunale: l'approccio alle tematiche sociali è praticamente diverso. Un imprenditore deve aumentare gli introiti della propria azienda e azzerare qualsiasi spesa al minimo indispensabile. Un buon amministratore comunale che abbia un minimo di competenza e di coscienza, sa che il suo mestiere non è quello di creare profitto, ma di tenere i conti in linea , cercando di mantenere un rapporto pari ad uno tra entrate e uscite. Le voci in uscita, in una sana democrazia sono sintomo di progresso e lungimiranza, e non sono meno importanti di quelle in entrata.

Vai a far capire queste cose ad un imprenditore... ma andiamo avanti..

 

"il progetto che prevede lo spostamento del centro anziani consente di liberare dei locali preziosi che consentiranno di ospitare gli uffici dei servizi sociali (oggi ubicati in via Padova)  per i quali le casse comunali pagano un canone di 58mila euro all’anno. Già solo questo dato basterebbe per rendere positivo il saldo dell’operazione, ma il progetto prevede anche di affidare in “autogestione” il centro anziani, così come succede in quasi tutte le città, e quest’ultima operazione consentirà di risparmiare le tre professionalità oggi impiegate nel centro, con un risparmio di quasi 50mila euro all’anno (professionalità che ovviamente verrebbero ridestinate ad altri incarichi)”.

 

Seconda domanda: l'attenzione per la preziosità di questi locali è quindi superiore alla preziosa e sacrosanta attenzione che i nostri anziani meritano dopo una vita di sacrifici e di valore che hanno creato nella nostra comunità? Cosa vuol dire parlare di "saldo dell'operazione" in questo ambito?

Mi sembra di assistere a quelle scene impietose che avvengono in quelle famiglie oggigiorno alla moda, che quando si tratta di discutere della pensione del nonno ricco, non hanno nessun problema ad includerlo nel nucleo, ma quando il nonno deve essere curato, si inizia a pensare al portafoglio adducendo tesi favorevoli al benessere familiare.

 

Terza domanda: Cosa significa che il progetto preveda di assegnare in autogestione il centro-anziani? Si cambieranno i pannoloni da soli? Si cercheranno a vicenda la vena per farsi l'analisi del sangue?

 

Quarta domanda: ma se queste tre figure professionali verranno trasferite (“ridestinate ad altri incarichi” forse più importanti?),le loro prestazioni saranno comunque retribuite?in questo caso quindi, in realtà, non è un risparmio, ma un impiego differente di queste unità, sempre in virtù di una scala di priorità dalla consistenza umana molto discutibile.

 

Quinta domanda: il comune quindi non ritiene più opportuno spendere nessuna cifra per ottimizzare il servizio già esistente, preferendo comunque spendere gli stessi soldi per soluzioni differenti..

Bene... quali sono queste diverse soluzioni? Il comune non ha nessun altro locale per insediare gli uffici dei servizi sociali? Come si spiega il paradosso per cui si preferisce ospitare al meglio l'aspetto burocratico dell'azione sociale piuttosto che essere più concreti verso gli anziani, che sono tra i principali destinatari di questa azione sociale? Ma quante so' ste scrivanie?

 

Sesta e ultima domanda, questa volta all'esimio sindaco.

Lui afferma:"“..sono convinto che alla fine la nuova sistemazione del centro anziani sarà anche più confortevole e logisticamente migliore di quella attuale”. Anche qui: BENE... ci da qualche anticipazione?

Cordialmente

Francisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

 

 

 

01/07/2010 Una delle cose più belle del fare il giornalista è avere la possibilità di poter esprimere i propri pensieri (cosa che ovviamente possono fare tutti) e vederli divulgati in maniera diffusa. Come detto però, in quest’epoca fantastica fatta di siti, blog e bacheche virtuali, l’espressione scritta dei propri pensieri non è certo più un privilegio riservato ai soli giornalisti.

 

Leggendo l’intervento del Sig. La Manna, mi è venuta subito alla mente una frase che ricordavo e che google mi ha aiutato ad attribuire ad Alexander Cockburn: “la prima legge del giornalismo è quella di confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli”.

 

Facendo infatti alcune semplici considerazioni, si intuiscono in maniera chiara le posizioni del Sig.La Manna nei confronti dell’Amministrazione e questo è più che legittimo ma sono sicuro che egli già sappia che un giornalista (a differenza sua) dovrebbe invece mantenere il più possibile equidistanza fra le parti.

 

Ovviamente quando si fa un’intervista bisogna fare una cernita e scegliere solo alcune tra le domande che si vorrebbero fare; altrettanto ovviamente quelle che si scelgono di fare già si sa che scontenteranno parte dei propri lettori, alcuni dei quali avrebbero voluto farne delle altre o formulare le stesse in maniera diversa.

 

Se rientro tra i giornalisti faziosi non sta certo a me dirlo. Io cerco soltanto di raccontare le cose così come stanno, denunciando tanto il fatto che quest’Amministrazione ha pagato 15mila euro uno sportello agricolo che avrebbe potuto avere gratuitamente (notizia che in un paese normale avrebbe quantomeno causato la richiesta di dimissioni dell’Assessore al ramo ma che a Casarano non ha prodotto neanche un minimo intervento da parte di nessuno), quanto notizie come quella del centro anziani che, a parer mio, non è del tutto da demonizzare ma che, ironia della sorte, ha provocato agitazioni e prese di posizione ben precise.

 

Per meglio inquadrare il problema vorrei solo fornire alcune delucidazioni che probabilmente non sono stato in grado di fornire nel testo dell’articolo: il Centro Anziani non è una casa di riposo ma un luogo dove un certo numero di anziani si ritrovano per passare il tempo in compagnia; non credo quindi che vi possano essere pannoloni da cambiare o nonnini da imboccare così come, alla luce delle possibili soluzioni fornitemi dall’Assessore Torsello, ce n’è almeno un paio (tutte in fase di “contrattazione”) che sono obiettivamente di gran lunga migliori della location attuale, centrali e con ampi spazi verdi.

 

La mia quindi non è una chiosa accomodante ma la netta sensazione che in fondo quest’operazione non è (a parer mio) tanto scandalosa.

 

Antonio Memmi

 

 

 

Comunicato USIGRAI sul DDL intercettazioni

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

 

 

 

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