Chiesa S. Maria della Croce

 

 

 

 

 TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

  Home page

   La vita Politica

  Lo sport

  Cultura

  Tutto città

   Informazioni turistiche

    scrivici

Italgest: onore e merito

 

 

Di Gino Giorgino

gino.giorgino@libero.it

Casarano, 25/07/2010

 

Ma ancora credete a babbo natale? Un imprenditore per poter dare deve ricevere,  e' la legge di mercato valida ovunque,deve poter investire sul territorio. E di  questi tempi gia' e' molto trovare qualche imprenditore di buona volonta' che rimane legato alla propria terra, altrimenti si va' all'estero.

E con  questo sono tre, prima con Mesciu Ucciu, insulti e offese, invitato a  lasciare, come se dietro c'era la fila a rilevare la squadra e abbiamo visto tutti come e' andata a finire. Poi con Filograna Eugenio, un investimento politico, contestatissimo anche quando la squadra andava bene e ancora lontano dalle vicende giudiziarie.

Ultimo atto: De Masi.Un imprenditore giovane, dinamico che  guarda al futuro, innovativo,che vuole investire sul territorio, direte voi per  guadagnare, e' logico quale' lo scopo di un'impresa? Pero' poi non  tutte le aziende rinvestono sul territorio parte del loro guadagno in  termini di immagine e di benefici sulla popolazione.

A sentire le critiche, anche con attacchi personali, sull'imprenditore De Masi io avrei gia' lasciato tutto, vediamo cosa sapete fare voi che parlate cosi' tanto. Mette sul piatto di una bilancia cio' che e' stato fatto di buono e non e poi pesate.

Ha fatto bene a lasciare tutto e se fossi in lui andrei addirittura all'estero per investire, Casarano e tutto il Salento non merita.

Comunque grazie ad una societa' che ha  saputo portare altisonante in Italia e in Europa il nome CASARANO.

_________________________________________________________________

 

25/07/2010 Io faccio una fatica immensa a comprendere la logica di certi ragionamenti... continuo a sforzarmi, ma non ci riesco...

 

Obiettivi dell'impresa sono due: massimizzare il profitto e minimizzare le rogne. 


Nessuna impresa ama operare il un territorio che le e' ostile. E una domanda da porsi e', il territorio e' ostile a Italgest? Qualche settimana fa si e' svolta a Casarano una manifestazione provinciale alla quale hanno preso parte un numero imprecisato di manifestanti che va da 600 (cifra messa in circolo da una delle parti in causa) a 1000 (cifra messa in circolo dall'altra)... forse sarebbe il caso di mettere un bigliettaio la prossima volta per contare sti benedetti manifestanti. Da parte dei sostenitori dei progetti dell'Italgest venne fuori un comunicato che argomentava che su 800.000 abitanti della provincia di Lecce solo 1.000 sono contrari. Allora, dico io, il territorio non e' ostile...

Un anno e qualche capello bianco in piu' fa a Casarano si tengono le elezioni amministrative. Il fratello-socio-fondatore del gruppo viene eletto sindaco. Con il 60% dei voti (al secondo turno, anche al secondo turno si sono recate 3.000 persone in meno a votare, ma va be... sessanta su cento sono sessanta su cento, poco importa se altrettanti non sono andati a votare...), poi si aggiunge la Fersino e in conferenza stampa il sindaco dichiara:"con questo accordo raggiungiamo l'80% dei casaranesi"... in piu' di un intervento si denigravano i ragazzi di SEL e li si accusava di essere qualcosa di simile a dei sovvertitori della democrazia... la maggioranza vuole la centrale e voi state creando un sacco di problemi, con che diritto, visti i quattro voti che avete preso?

 

Considerando tutte ste cose, mi spiegate come mai, l'ad di Italgest non si sente sostenuto nei suoi piani di sviluppo del territorio? Ripeto gli argomenti: l'80% dei casaranesi hanno votato direttamente o indirettamente suo fratello sindaco di Casarano, alla manifestazione contro la centrale hanno partecipato solo 1.000 degli 800.000 abitanti della provincia, le forze politiche che si oppongono al progetto hanno preso pochi voti. Che cosa gli impedisce di andare avanti per la sua strada? Se aspetta di avere il 100% dei consensi poteva risparmiarsi tutte le fatiche... perche' d'accordo non li mettera' mai tutti...

 

Qualcuno ha usato un paragone qualche tempo fa, Davide contro Golia... il piccolo Davide vince contro il gigante Golia... questa e' solo una parte della storia, a leggerla per intero la storia dice che dalla parte di Davide c'era un potere superiore a quello di qualunque uomo, Golia compreso... E anche in questo caso secondo me, si vuol raccontare la storia solo a meta'...

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com 

 

 

 

 

26/07/2010 Caro William, entrambe ci siamo dovuti allontanare per motivi di lavoro dal nostro paese natìo. Ma a differenza mia tu hai avuto la fortuna di valicare la frontiera ed avere così la possibilità di dimenticare usi e costumi del Belpaese.

Non ricordi che da noi il concetto di "impresa" non ha nulla a che vedere con il termine "rischio" e deve essere sempre accompagnato dall'attributo "assistita"? da chi? dallo Stato, dalla politica e dal territorio.. eventualmente anche dai tifosi!

Come ti sarai accorto, i luminari dell'economia nostrana affermano che "Un imprenditore per poter dare deve ricevere"... nessuno fa nulla per nulla...

Sarà poi la compagine sociale, in tutte le sue forme, sia a livello nazionale che a livello locale, ad adeguarsi con riconoscenza duttile e malleabile ai voleri dei sedicenti magnati.

Banche compiacenti, possibilmente socie in affari; politici costruiti su misura, possibilmente potenti e "di famiglia" che ti reggano sempre il gioco; dipendenti proni, possibilmente forniti di grandi quantità di vasellina e di poca voglia di polemizzare; cittadinanza sotto ricatto, possibilmente ignorante o amante della squadra di cui sei sponsor (fino a quando ti garba).

A nulla valgono le competenze, il coraggio, l'onestà, il rispetto... dimenticati di tutto ciò.

Non lambiccarti il cervello sui numeri o sull'indice di gradimento, perchè fino a che non si raschierà il fondo del barile, saranno sempre suscettibili di sensibili variazioni.

Ti consiglio in amicizia per questi motivi di non fare troppe domande, soprattutto se non convenzionali e, se non hai nessuna propensione al masochismo, stattene tranquillo dove stai che campi tranquillo..

Francisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

 

 

 

 

27/04/2010 Caro Francisco,

non ho dimenticato usi e costumi del Belpaese... vedi, non e' che all'estero gli imprenditori o i manager siano degli stinchi di santo. Ma io non voglio fare il moralista, questo compito lo lascio ad altri. Se le regole per fare il gioco dell'imprenditore sono quelle, chi vuol giocare, giochi. Quello che mi fa andare sulle palme e' questo continuo prendersi in giro, questa propaganda forzata che non aiuta nessuno, perche' se uno ha un minimo di cervello s'accorge che lo si vuol prendere per i fondelli. Come ho scritto in un altro intervento, nel passato l'imprenditore per definizione ha adottato atteggiamenti completamente diversi. 

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com 

 

 

 

 

28/07/2010 Gent.li Sig.ri Ghilardi e La Manna,visto che siete cosi ^ illuminati^ e avete un bel concetto di spirito d'impresa, al di fuori di qualunque logica di mercato, e considerato e che non vi e' alcun rischio d'impresa anzi aiuti dallo stato, istituzioni, banche, da destra e da manca ecc. ecc. perche' non saltate la barricata e create anche voi, adottando pero' le vostre idee innovative, una'azienda?Cosi potete dimostrare a questi quattro ^affaristi ^ come si fa veramente ad essere dei bravi imprenditori!!! Senza alcun intrallazzo neanche politico.Perche' secondo me e' facile criticare, parlare, ma bisogna affrontare i problemi quotidiani, stare sul mercato, affrontare la crisi, viverci dentro un'azienda. Provate voi e poi ne riparliamo e !!!

Gino Giorgino

 

 

 

 

28/07/2010 Gent. sig. Giorgino, secondo il suo ragionamento, chi non fa impresa, non può criticare il malcostume dell'imprenditoria. Ma fortunatamente ancora noi non ci sentiamo condizionati da questi sillogismi berlusconiani.

Le sembrerà strano, ma il mio discorso voleva essere anche a favore di tutti quegli imprenditori che corrono il RISCHIO di chiudere i battenti della propria azienda perchè onesti nei confronti dei propri dipendenti e dello Stato, ma con “pochi santi” in paradiso. E so che, anche se pochi..ma ce ne sono!

Per quanto mi riguarda, ho poca dimestichezza in materia, ma sono suo malgrado, dotato di un cervello che mi impone di riflettere. Forse riterrà questi ragionamenti un male, ma mi conceda il piacere democratico di continuare a dormire sonni tranquilli nonostante ciò..

Provi Lei a cimentarsi, vedo che è molto ferrato sui fondamentali…

Cordialmente

Francisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

 

  

 

29/07/2010 Gentilissimo signor Giorgino,

le consiglio di rileggersi parola per parola il mio intervento e il commento a quanto mi scrive Francisco un paio di righe piu' in basso prima di commentare... poi ne riparliamo... giacche' ci siamo, visto che con ogni probabilita' Lei mi considera, in linea con la propaganda corrente, un comunista-sfaticato-senza-curriculum-che-non-ha-mai-pagato-uno-stipendio-in-vita-sua si legga questo mio elogio di un altro imprenditore casaranese che non ama nessuno (o quasi)

ripeto... parola per parola... 

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com 

 

 

 

 

 

 

 

Inter Champions League 2010

di Salvatore Meraglia

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Casarano

 

 

31/05/04 Conferita a don Ciotti la cittadinanza onoraria

2000 - 2010 www.tuttocasarano.it All rights reserved.