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"Una risposta all'Amaca di Serra sull'onestà"

In una bella “Amaca” che gira molto su facebook, Michele Serra si augura che qualcuno (magari con decreto interpretativo!) spieghi agli onesti perchè, in questo tempo di ladroni, debbano credere ancora nelle Leggi e nello Stato. Nel mio piccolo, m’è parso di avere una risposta, e provo a dirla.

Caro Michele, crediamo nelle Leggi e nello Stato perché crediamo in una cosa che viene prima. E’ una cosa che si chiama onestà, e ci permette di addormentarci sereni la sera, di telefonare tranquilli, di non agitarci se un finanziere o un poliziotto camminano sotto l’ufficio, di coltivare relazioni basate sullo scambio di umanità e non di interessi.

Crediamo nell’onestà perché possiamo sentirci fieri dell’esempio che diamo ai nostri figli e sapere che stiamo dando loro qualcosa che vale più di una raccomandazione strappata sputando minacce in un telefono. Crediamo nell’onestà per essere all’altezza di un nonno che ha conosciuto la fame ma ci mostrava le mani dicendo “meglio vuote ma pulite”.

E se avessimo mai qualche dubbio, crediamo nell’onestà perchè leggiamo le loro intercettazioni, e oltre lo sdegno proviamo pena per la loro pochezza, la loro infelicità, per quelle vite incattivite da insulti, sospetti, ricatti reciproci. Proviamo pena per le loro famiglie, per quelle mogli che paiono macchiette di zie anni 50, chiuse nelle loro ville recintate a fare drammi per una tenda di broccato, donne sconfitte che chiudono un occhio sulle escort in cambio della fontana in giardino. Invece noi siamo fieri delle nostre compagne, che si alzano presto e vanno a lavorare, corrono per tenere su la baracca e se proviamo a corteggiare un’impiegata nasona ci fanno un mazzo così: perché si tratta di donne vere e rapporti veri, non della compravendita a cui pare essersi ridotto ogni scambio umano di quegli infelici.

Crediamo nell’onestà -e ci crederemmo anche se restassimo gli unici- perché siamo edonisti e sappiamo che ad essere onesti si gode di più. Perchè nelle parole di quei ladroni tristi non c’è un briciolo di felicità nè un lampo di autentico piacere materiale. C’è solo un accumulo di auto, ville, poteri ed escort, inseguito con una coazione ossessiva che ricorda lo sguardo fisso dei tossici, o dei drogati di videopoker. Crediamo nell’onestà perché dà uno sguardo diverso: più pulito, più sano, più umano, più piacevole da portare in giro per il mondo.

Fabio Bonifacci

http://pipercubeba.blogspot.com/2010/03/ben-spiegato.html

 

 

Casarano, 15/03/2010

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16/03/2010 Ciao Eugenio, grazie per averci regalato una "ventata" di onestà con l'articolo "L'AMACA" di Michele Serra e il relativo commento di Fabio Bonifacci.
Grazie, perché in questo periodo di oscurità intellettuale possiamo sentirci non soli.

Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com
 

 

 

 

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