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(W. Shakespeare)

 

 

 

 

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"L'amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. E' curativo. E' creativo." (Z. Gale)

"Legittimo" un cazzo!

 

 

 

 

Di Francisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

Roma - 12/03/2010

 

Caro Eugenio, rispondo alla tua osservazione di qualche giorno fa basandomi su una ricostruzione degli ultimi 18 anni. Tangentopoli non è stata una vera e propria rivoluzione della morale politica, in quanto non ha fatto altro che falcidiare la classe corrotta, sostituendola con un’altra, che era quella corruttrice. Per cui la situazione, non solo non è cambiata, ma è peggiorata! Dopo aver letto il Fatto Quotidiano di oggi, con l’aiuto della memoria certosina di Marco Travaglio, vorrei ripercorrere con 37 punti l’intero arco legislativo a favore del cittadino “più uguale di tutti”: tutte le leggi, decreti e accordi che sia in maniera bipartisan che soggettiva, hanno permesso di evitare il carcere a Mr. B. Poi gradirei qualche commento che mi spiegasse come e cosa ha fatto Mr. B. altrettanto solertemente e scrupolosamente per il suo Paese.

 

Con il cosiddetto “Legittimo impedimento” sale a 37 il numero dei provvedimenti ad personam varati dal 1994, cioè dall’entrata in politica di Silvio Berlusconi, contando soltanto quelli di cui si sono giovati personalmente il premier o una delle sue aziende..

 

Ma andiamo a vedere meglio come stanno le cose, grazie a “Il Fatto Quotidiano” in edicola oggi:

 

  1. Decreto Bondi: 13 luglio 1994. Vieta la custodia cautelare in carcere per i reati contro la Pubblica Amministrazione (I NOSTRI SOLDI!) e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione proprio mentre alcuni ufficiali della GdF confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest ( Mediolanum, VideoTime, Mondadori e Tele+). Il decreto impedisce di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in tangentopoli. Il decreto, tanto per cambiare, sarà lasciato decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità, dopo essere stato “ripudiato” da AN e Lega.

  2. Legge Tremonti: 10 giugno 1994. Detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di beni strumentali nuovi. Mediaset risparmia così 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di dirittti cinematografici per film d’annata (beni non strumentali ma immateriali, non nuovi ma vecchi! Ma grazie a una circolare interpretativa dello stesso Tremonti si sana anche questo problema).

  3. Legge Maccanico. 24 luglio 1997. Rete 4 può seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta, la quale aveva precedentemente stabilito che gli editori tv non potevano detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili. Ma vai a spiegare alla gente che le frequenze televisive sono del popolo e non di Berlusconi…

  4. D’Alema SalvaRete4. 1999. La neonata AGCom si mette all’opera solo nel 1998, bandendo una nuova gara per rilasciare la concessione per le frequenze televisive nazionali. Rete4 perde la concessione, essendo rete eccedente, lasciando il posto vacante a Europa 7 di Francesco Di Stefano (risultante prima aggiudicataria, sopra Rai e Fininvest). Ci pensa Baffetto Massimino a concedere una abilitazione provvisoria per Rete 4 per seguitare a trasmettere senza concessione. D’Alema era infatti quello che affermò più volte che l’unico che poteva risolvere il conflitto d’interessi di Berlusconi, era Berlusconi stesso. La volpe pugliese! Per 10 anni Europa 7 si vedrà negare i suoi diritti, e sicuramente NOI, LO STATO, dovremmo rimborsarla in futuro dei mancati guadagni. Perché non la rimborserà D’Alema?

  5. GIP-GUP.  1999. Su proposta del legale di D’Alema (ancora una volta lui), il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del GIP con quella del GUP: e cioè, il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla ad un collega che ovviamente non conosce le carte e perderà un sacco di tempo. Ma perché? Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (Processi Mondadori, Sme Ariosto, Imi Sir) vogliono liberarsi del GIP Alessandro Rossato, che ha firmato gli arresti dei giudici corrotti e degli avvocati Fininvest corruttori (Pacifico, Acampora e Previti). Spetterebbe a Rossato in qualità di GUP condurre le udienze preliminari, ma grazie all’ex comunista D’Alema, Rossato potrà conservare solo due dei tre processi, perché Mondadori passerà a Rosario Lupo, il quale tenterà invano di prosciogliere gli imputati dalle accuse per insufficienza di prove: grazie ad un ricorso della Procura, la Corte d’Appello rinvierà tutti a giudizio, tranne il solito Silvio che risulterà PRESCRITTO grazie alle attenuanti generiche.

  6. Rogatorie. 3 ottobre 2001. Berlusca torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una legge che cancellerà le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese quelle riguardanti le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & Co: è la legge 367! Si stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi dai giudici stranieri che non siano in originale o autenticati con apposito timbro, che siano giunti via fax, via mail, via brevi manu, con fotocopia o con qualche vizio di forma (anche con l’approvazione stessa dell’imputato). Fortunatamente le leggi internazionali prevalgono su quelle nazionali, per cui, essendo in contraddizione con le convenzioni estere, la legge sulle rogatorie verrà disapplicata in tutti i tribunali italiani.

  7. Falso in bilancio. 28 settembre 2002. Berlusconi ha ben cinque processi in corso per “falso in bilancio”… che fare? La sua maggioranza approva così la legge delega numero 61, che incarica il governo di riformare i reati societari. All’inizio del 2002 infatti si interverrà così: pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura 3 per quelle non quotate; prescrizione più breve con un massimo di 7 anni per le società quotate, 4 anni e mezzo per quelle non quotate… niente custodia cautelare né intercettazioni; si rende perseguibile il falso, per le società non quotate, solo a querela del socio o del creditore; si depenalizzano anche alcuni reati come il falso presso le banche; vengono fissate ampissime soglie di non punibilità ( per essere reato il falso non dovrà superare il 5% del risultato dell’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni). Tutti i processi di B. vengono così cancellati

  8. Mandato di cattura europeo.  2001. Silvio si rifiuta di ratificare e accettare il “mandato di cattura europeo”, unico caso in Europa. Ha paura di essere arrestato dai giudici spagnoli per l’inchiesta su Telecinco.

  9. Il governo sposta il giudice. 2001. A capodanno, il giudice Guido Brambilla viene trasferito d’urgenza (“presa di possesso immediata del nuovo tribunale di assegnazione”) dal ministro Castelli, su richiesta dei legali Previti, mentre sta conducendo il processo Sme-Ariosto, negando ogni tipo di proroga richiesta dal tribunale stesso. Il processo così dovrebbe ricominciare daccapo. Grazie però all’intervento del presidente della Corte d’Appello, Brambilla potrà rimanere per l’anno successivo.

  10.  Cirami. 5 novembre 2002. I legali di Previti e Berlusconi ripescano il concetto di “legittima suspicione” vigente un tempo, tentando così di dichiarare il tribunale di Milano “viziato da inguaribile prevenzione contro di loro”. Detto fatto. Ecco qui bello e pronto il tentativo “Cirami” che grazie alla Cassazione non funzionerà: il tribunale di Milano viene dichiarato sereno e imparziale.

  11. Lodo Maccanico-Schifani. 2003. Per ben un anno i processi a Berlusconi si bloccano, grazie ad una iniziativa bipartisan proposta dal senatore della Margherita Antonio Maccanico, proprio quando le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano: si vorrebbero sospendere sine die tutti i processi in cui sarebbero coinvolte le cinque cariche più alte dello Stato: Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte Costituzionale. Nel 2004 questo lodo viene dichiarato incostituzionale, fortunatamente!

  12. Ex Cirielli. 2005. Previti ha appena compiuto 70 anni, e il governo prepara il regalo per l’occasione. Misconosciuta dallo stesso proponente, il 29 novembre si vara questa legge: tempi di prescrizione ridotti di quasi la metà per gli incensurati (anche quelli finora prescritti, tra cui B.) e trasformazione della custodia cautelare in arresti domiciliari per … gli ultrasettantenni. Questa legge incrementa il numero delle prescrizioni annuali da 100.000 a 150.000, decima i capi d’imputazione del processo Mediaset e annienta il processo Mills.

  13. Condono fiscale. 2002. Travaglio giustamente lo chiama condono “tombale”. Berlusconi giura (sui suoi figli?) che né lui né le proprie aziende ne beneficieranno. Però Mediaset sana la sua posizione di evasione fiscale per 197 milioni di euro, pagandone 35 ( e noi coglioni che paghiamo le tasse!!!). Anche Silvio ne beneficierà, pagando quasi duemila euro contro i 301 miliardi di lire contestati dai pm di Milano.

  14. Condono per i coimputati. 24 giugno 2003. Con questo decreto il governo salva i 9 coimputati del processo Mediaset, che avevano aiutato Berlusconi a evadere il fisco con fatture false o gonfiate.

  15. Pecorella. Gennaio 2006. Berlusconi teme che le attenuanti generiche a lui concesse in primo grado per il processo Sme, gli vengano revocate in appello. Così il suo legale Pecorina… ehm.. Pecorella, addirittura presidente della Commissione Giustizia della Camera, fa approvare una legge che tenta di evitare l’appello se la sentenza è finita con un’assoluzione o una prescrizione. Prima di doverla firmare con modifiche marginali, Ciampi la respinge; ma ancora una volta la Consulta la boccia per incostituzionalità.

  16. Frattini. 2002. Se sei solo “il mero proprietario” di aziende, puoi fare il presidente del consiglio! Così stabilisce la legge Frattini, che “costringe” Berlusconi a lasciare la presidenza del Milan.

  17. Gasparri-1. 2003. Anch’essa respinta da Ciampi in quanto incostituzionale, si cerca di prorogare la dipartita di Rete4 sul satellite “ancorchè priva di titolo abilitativo”, non avendo più la concessione dal 1999. Il tetto antitrust del 20% dovrebbe essere calcolato d’ora in poi non su un totale di 10 reti, bensì di 15, comprendendo così anche “tele market”; alzato anche il tetto degli introiti pubblicitari, grazie all’escamotage del SIC, facendo prevedere ad uno spudorato Confalonieri l’incremento di 1-2 miliardi di euro dei suoi incassi.

  18. Decreto Berlusconi Salva Rete4. 24 dicembre 2003. Respinta la Gasparri I dal Presidente della Repubblica, manca una manciata di giorni per la chiusura di Rete4. Il cavaliere perciò si fa da solo il regalo di Natale, varando un decreto che proroga semestralmente l’illeggittimità della sua rete televisiva. E intanto aspetta la Gasparri II…

  19. Gasparri II. 24 aprile 2004. Aspettando la prossima digitalizzazione del segnale televisivo detto “terrestre”, si assicura così che Rete4 non sfiora il tetto imposto dall’antitrust, in quanto di li a poco centinaia e centinaia saranno le reti televisive che popoleranno i teleschermi degli italiani. (peccato che si scoprirà in seguito che i concessionari del digitale potranno essere solo quelli del segnale analogico!). Rete4 è salva mentre Europa7 è ancora senza frequenze! Appena il 18% del territorio italiano è raggiunto dal digitale terrestre.

  20. Decoder di Stato. 2004. “Mio fratello Paolo vende decoder?Non lo sapevo!”. Si tenta con la nuova finanziaria di gonfiare l’area del digitale. Incentivi statali (SOLDI NOSTRI) per chi acquista decoder digitali (150 – 70 euro). Fra i principali distributori c’è Paolo Berlusconi, fratello del premier e titolare di Solaris, la quale commercializza decoder Amstrad.

  21. Salva Decoder. 2003. Prima si depenalizza il falso in bilancio, poi però Mediaset ha paura delle tessere digitali taroccate, che farebbero perdere ascolti e incassi delle partite a pagamento: così si inaspriscono le pene per lo spaccio e la detenzione di smart card fasulle, con un massimo di 3 anni di reclusione e 30 milioni di multa.

  22. Salva Milan. 18 febbraio 2002. Prima decreto, poi legge, con il 282/2002 il Milan (che risparmierà così 242 milioni di euro) e le altre società calcistiche indebitatissime, potranno spalmare sui bilanci dei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori.

  23. Salva diritti TV. 2006. Unica a opporsi, Forza Italia blocca il ddl per modificare il sistema di vendita dei diritti televisivi calcistici in senso collettivo, per non danneggiare le società minori a vantaggio di quelle più grandi. Una solidale maggioranza di sinistra, lascerà per questo che il sistema rimanga favorevole ai maggiori club, quali Juventus, Inter e Milan.

  24. Tassa di successione. 28 giugno 2001. Cos’è una tassa? Non contento delle precedenti “innovazioni”dell’Ulivo, che avevano stabilito applicabile la tassa di successione solo a patrimoni superiori a 350 milioni di lire, il governo Berlusconi II l’abolisce del tutto. Qui la domanda è sempre “cui prodest?”.

  25. Autoriduzione fiscale. 2004. Cos’è una tassa? Berlusconi abbassa le aliquote fiscali per i ceti più abbienti, risparmiando così ulteriormente 764.154 euro all’anno.

  26. Plusvalenze esentasse. 2003. Cos’è una tassa? Si vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. Nell’aprile del 2005 Berlusconi cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Finivest, per 2,2 miliardi di euro, risparmiando in questo modo 340 milioni di tasse.

  27. Villa abusiva con condono. 6 maggio 2004. Dopo che si scoprono gli abusi edilizi di Villa Certosa, che servirà per le proprie feste mondane, il premier fa approvare due decreti: con il primo introduce nuove norme antiterroristiche, con il secondo individua tutte le residenze di B. e famiglia, come “sedi alternative di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del consiglio e per la continuità dell’azione di governo”. Decadono così gli abusi edilizi, condonati per tutte e dieci le residenze del premier,con la modica cifra di 300mila euro dalla Idra Immobiliare, sempre di proprietà di B.

  28. Ad Mediolanum. 2005. Nonostante l’opposizione dello stesso Ministro del welfare, Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa: 14 miliardi di euro che si spostano verso queste compagnie (di cui Mediolanum, di proprietà berlusconiana, è fra le capofila). Intanto nel gennaio del 2004 le Poste Italiane, senza gara, hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo di 16mila sportelli sparsi in tutta Italia.

  29. Ad Mondadori I. 9 giugno 2005. Grazie alla firmataria del pasticcio, la ministra Moratti, che non è proprietaria della né della Mondadori né della Mondolibri Bol, si evita il diniego dell’antitrust su un accordo stipulato fra il Ministero della Pubblica Amministrazione e le Poste Spa: ordinazione (per telefono e online) e consegna dei libri scolastici della scuola secondaria. E’ appunto la suddetta Mondolibri Bol la beneficiaria dell’operazione, posseduta al 50% dalla Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Silvio Berlusconi. L’Antitrust annusa il pasticcio, ma l’accordo è stato fatto dalla Moratti, non da Silvio.. si vada avanti!

  30. Ad Mondadori II. 8 febbraio 2005. Scatta l’operazione “E-Book”, e il governo stanzia 3 dei nostri milioni di euro per il suo avvio: chi ne beneficierà stavolta? Un 50% a Silvio, proprietario di Mondadori, e un altro 50% a Ibm, di cui era vicepresidente Lucio Stanca (vi ricordate il vecchio ministro dell’innovazione tecnologica.. che non ha innovato un cavolo?) fino al 2001.

  31. Indulto. Luglio 2006. Porcata Bipartisan, opera del plurindagato Mastella, all’epoca Ministro della Giustizia (siccome Riina era in carcere, era disponibile solo lui!). Tantissimi, troppi i miracolati, ma anche in questo caso, visto che il condono riguarda anche reati contro la Pubblica Amministrazione (NOI!) compresa la corruzione giudiziaria, Previti fa solo 3 giorni di arresti domiciliari, e Berlusconi incassa un bonus di sconto pari a 3 anni in caso i suoi processi lo condannassero definitivamente.

  32. Lodo Alfano. Luglio 2008. Le grandi porcate si fanno sempre a Luglio, complici le vacanze estive e il solleone. Dopo il Lodo Skifani, ci si riprova a rinviare sine die tutti i processi in cui ci sono coinvolti le quattro cariche più alte dello Stato, soprattutto di quella più infima. Anche questa legge viene bocciata,in quanto incostituzionale, il 7 ottobre 2009.

  33. Più IVA per SKY. 28 novembre 2009. Il governo raddoppia l’Iva per Sky, la pay TV di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset… dal 10 al 20 %!

  34. Meno SPOT per SKY. 17 dicembre 2009. Con il decreto Romani si impone a Sky di abbassare entro il 2013 l’affollamento orario degli spot pubblicitari. Meno entrate quindi..

  35. Più azioni proprie. 2009. Si aumenta dal 10 al 20% la quantità di azioni che ogni società può detenere nel proprio portafoglio. Fininvest approva e ringrazie, approfittando subito per aumentare il controllo Mediaset.

  36. Ad Listam. 2010. Irregolarità nella presentazione delle liste elettorali sia nel Lazio che in Lombardia, da parte del Popolo delle Libertà. Si cerca di violentare le disposizioni delle leggi elettorali con un decreto legge che dovrebbe imporre al TAR di accettare le irregolarità. In Lombardia Formigoni la vince, mentre nel Lazio non si accorgono che vige già una legge elettorale regionale abbastanza chiara, non modificabile dal Governo. Il Tar è così libero di ribadire l’illegittimità della lista PDL, che viene così esclusa dalla competizione.

  37. Legittimo Impedimento. 10 marzo 2010. Berlusconi ha il fiato sul collo: si devono assolutamente fermare i processi Mediaset e Mills. Con questa legge il premier e i suoi ministri saranno immuni da udienze processuali per una durata di sei mesi, prorogabili fino a diciotto: basterà un’autocertificazione della Presidenza del Consiglio, e loro saranno “più uguali” di noi davanti alla legge! Il tutto in attesa di ulteriori leggi che salveranno mister B., magari con una “legittima prescrizione”!

 

Domani qui a Roma grideremo tutti: “Legittimo impedimento? LEGITTIMO… UN CAZZO!”

 

 

 

Venerdi 12 marzo parliamo di Centrali a biomasse

 

 

 

Gioacchino Genchi a Casarano 1/4

 

 

 

Gioacchino Genchi a Casarano 2/4

 

 

 

Gioacchino Genchi a Casarano 3/4

 

 

 

Gioacchino Genchi a Casarano 4/4

 

 

 

 

 

               

 

Dialogo sull'arte, venerdi 12 marzo

 

 

 

05/02/2010 Personaggi illustri di Casarano: Clodomiro Albanese

 

 

 

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