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Pensare e' molto difficile, per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, percio' chi riflette gia' per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi.
(Carl Jung)

 

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Lo sfacelo dell’Amore e della Politica.

Noci senza gherigli

 

 

Di Marco Mastroleo

marco.mastroleo@poste.it

Casarano, 05/07/2010

 

Amore e Politica due sentimenti bellissimi, due strumenti che aiutano la vita, due cammini impervi ed affascinanti.. due concetti che tutti stiamo stuprando senza volerlo…

Domenica sera ero a Leuca a casa di un mio amico, ed oltre alle ottime zucchine ed ai minchiareddhi preparati dalla mamma di Vincenzo, c’era qualcos’altro di molto più affascinante, la capacità di riflettere con persone di un’altra generazioni di amore e di politica.

Le parole del Sig. Salvatore (da Trepuzzi quindi non dalla rossa emilia) mi hanno fulminato, mi hanno colpito più di quanto il vino (rosso) ha potuto fare.

Queste parole erano semplici, rapide, dirette, fulminee e dicevano questo: “noi abbiamo lottato per i nostri diritti”…

E mentre si rideva e si scherzava, tra una zucchina ed una cotoletta di carne impanata, il Sig. Salvatore senza volerlo ha “rubato” mezza fetta di pane alla “ nostra Signora” delle zucchine, e lei con un sorriso vero, dolce, unico confessa che è da una vita che dividono la stessa fetta di pane.

Possono sembrare parole banalmente semplici, ma non nella mia testa, non nella riflessione che mi accingo a sviluppare;

Piccola premessa, con questo mia non intendo dire che si stava meglio quando si stava peggio, o evocare qualche altro stereotipo o qualche luogo comune, quello che intendo è che una generazione basata sull’idea (imposta) di precarietà giocoforza autoimploderà.

Dall’epoca Reganiana- Thatcheriana (i fulgidi anni ‘80) che si è insinuato il germe dell’instabilità sociale e culturale.

Le parole lotta e condivisione sono scomparse dal dizionario della nostra generazione, e ci troviamo proiettati in una società che fa della rinuncia e dell’egoismo i suoi pilastri fondanti.

L’uomo animale sociale per antonomasia, si è fatto cambiare il proprio istinto da un sistema di regole funzionale a pochi.

L’umanità, che fino a 30-40 anni fa ha fatto della condivisione e della lotta la rete di protezione per la salvaguardia della specie, è destinata all’estinzione.

Probabilmente l’uomo fisico rimarrà per altri millenni, ma l’uomo uomo perderà la sua anima, e rimarremo miliardi di gusci di noce senza gherigli.

La crisi non è la crisi di un singolo settore della vita di ognuno di noi; la crisi, non è la visione semplificata dagli oroscopi lavoro-salute-amore; la crisi è d’insieme, l’instabilità della nostra umanità, è voluta ed è eterodiretta da un sistema che non riusciamo più a bloccare.

Certe volte credo che anche prodursi in riflessioni così dettagliate sia sintomo della malattia sistemica.

Mi faccio mille domande, vado fino in Indonesia per trovare me stesso, leggo mille libri per capire, ma poi non lotto e non condivido per quello che veramente mi sta a cuore.

Ci siamo tutti chiusi nel nostro bel cesso firmato Richard Ginori ed abbiamo solo intenzione di porci il problema di cosa è giusto per me, e non di porci anche cosa è giusto anche per il mio prossimo.

La politica cari amici, è la cosa più coinvolgente che io abbia mai potuto vivere nella mia vita, io amo la politica visto che essa è lo strumento di miglioramento di una società, e questo strumento, oggi, è stata lasciato in mano a quel sistema che prima ha conquistato,annichilendoli, i cuori del popolo, ed ora decide senza cuore, cosa è giusto e cosa è sbagliato per una collettività.

In tutto questo rimbombano, prendendo nuove forme, le parole del nostro Sindaco che non fa altro che applicare lo schema freddo e dirigenziale di una holding;

caro Sindaco, sinceramente l’immaterialità infrastrutturale dei processi, mi interessa tanto quanto la marca dei vostri beneamati cessi.

La gente ha bisogno di mangiare, amare e sognare, il popolo ha bisogno di lavoro, cultura e socialità, e tu Caro Ivan, stai andando nella direzione diametralmente opposta, stai elargendo a piene mani individualismo, qualunquismo e finto sviluppo.

Comunque dopo cena, pieni zeppi di rinfrescate idee e di zucchine fritte, invece di cercare noi stessi viaggiando verso l’indonesia,  abbiamo deciso di visitare lo scorcio leucadico evocante il paese del sud-est asiatico e siamo andati a bere Mojito al lido Samarinda.

In quel posto magico per l’ambientazione ma rachitico di emozioni umane, ho trovato quei mille gusci senza gherigli, ho trovato uomini senza anima, ho trovato l’euforia senza la gioia, in buona sostanza li ho trovato anche me che avevo voglia anch’io di perdermi in questo mare di nulla.

Forse li per un attimo e per antinomia mi sono ritrovato, ho ritrovato l’uomo che ama cambiare in meglio il mondo, l’uomo che lotterà fino alla fine dei sui giorni per un centro anziani dignitoso, che lotterà per un ambiente salubre, che lotterà per amare

E mentre una splendida donna ballava ‘forzatamente spensierata’ con me, il testo della canzone che dava il ritmo al mio danzare ed ai miei pensieri, riecheggiava come un tamburo che portava il tempo di un mixaggio stridulo; in quel remix di voci e parole, vedevo negli occhi magici di questa donna il Messico e le nuvole osservavo la faccia triste dell'America, sentivo il vento che suonava un’armonica ed in sottofondo sentivo la voce del Sig. Salvatore che mi diceva “noi abbiamo lottato per i nostri diritti”; e mentre facevo volteggiare la mia partner di ballo, osservavo tutte quelle persone tristemente divertite, e la canzone concludeva i miei pensieri… CHE VOGLIA DI PIANGERE HO….

Le mie non saranno lacrime di sconfitta ma di incitamento e liberazione per una rinnovata forza collettiva;

La mia speranza (a dire il vero da sognatore la mia certezza) è che non possiamo rimanere in pochi a lottare, penso che dovremmo tentare di diventare sempre di più e di essere sempre più vivi e forti.

 Marco Mastroleo

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16/07/2010 Ho avuto occasione di leggere una nota di tale Marco Mastroleo dal titolo “ lo sfacelo dell’amore e della politica” credo del 5 luglio, ove, verso la fine il suddetto si attarda in una descrizione da fine del mondo di una deliziosa serata al lido Samarinda. Bene..io non sono salentina e posso certamente dire che gli organizzatori di quell’evento hanno il grande merito di attrarre gente che, come, me il salento lo trascurerebbe. Francamente il mio non è stato né finto divertimento, ne finta gioia, ne finto ballo.

 

Certo il senso dello star bene è molto soggettivo e francamente se taluno preferisce dilettarsi a canticchiare, chitarra alla mano, canzoni di Guccini sotto l’albero , gustandosi pane e pomodoro, cannandosi il quartino di vino e rievocando i tempi andati, che lo faccia pure, giacchè il piacere è un fatto soggettivo ed ogni sua forma merita rispetto.

 

La serata al Samarinda è stata gradevole, allegra ( autenticamente allegra), ove ognuno, senza titoli o formalismi si è semplicemente divertito cantando quello che più gli piaceva, ballando la musica che preferiva, giocando nel modo più semplice, spensierato e pulito.

Complimenti dunque agli organizzatori, al vocalist, agli amici e alle amiche salentine che grazie alla loro ospitalità, semplicità e allegria fanno sentire chiunque a casa propria.

E chi non si è sentito a proprio agio…torni a cantare canzoni di Guccini e a bere quartini di vino. Noi si sta bene!

A proposito.. sono un assessore di un comune Pugliese e dalla vostra gente sto imparando davvero tanto.

Pina Chiarello

avv.chiarello@gmail.com

 

 

 

 

Niccolò Fabi - attesa e inaspettata

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

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