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Lettera aperta a tutti i docenti e cittadini. La riforma scolastica Gelmini – Tremonti nell’indifferenza di tutti

 

Di Maria Pia D'Ormea* e Francesco Primiceri*

francoprimeceri@yahoo.it

Casarano, 07/03/2010

 

Il titolo di questa lettera non è retorico, ma è purtroppo corrispondente alla realtà dei fatti. Sentiamo per questa ragione il dovere di far ascoltare la voce nostra e di tanti altri docenti, allo scopo di informare l'opinione pubblica circa gli scempi che l'attuale governo sta perpetrando ai danni della scuola.

Il prossimo anno scolastico entrerà in vigore una riforma definita 'epocale' dal nostro Presidente del Consiglio, la quale, lungi dall'aver visto il coinvolgimento di quanti operano nella scuola, penalizzerà gravemente docenti ed alunni da diversi punti di vista.

La volontà di razionalizzare e di portare ordine nella quantità di sperimentazioni che hanno interessato in questi ultimi anni i nostri Istituti Superiori, si è trasformata, nella realtà, in tagli dissennati ad ore e discipline, molte delle quali scompaiono totalmente.

 

 

Il tempo scuola, ad esempio, nei bienni dei Licei sarà portato per tutti a 27 ore settimanali, a fronte delle attuali 34 ore dei corsi sperimentali, con una rapina di ore che toccheranno materie di base quali: Italiano, Matematica, Latino, Geografia, ecc. E' persino banale immaginare come l'impoverimento delle ore e dei relativi programmi, della maggior parte delle discipline, svilirà l'attività didattica e renderà non incisivo l'insegnamento, con grave danno sullo sviluppo culturale complessivo dello studente.

 

Deve essere chiaro a tutti, questa riforma scolastica è un atto di ingiustizia nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Con un bagaglio culturale più povero e una preparazione disciplinare e formativa non adeguata, i nostri ragazzi difficilmente potranno affrontare in modo proficuo gli studi universitari e il mondo del lavoro.

 

E' paradossale! A fronte di tutte le indagini condotte sul livello di preparazione dei nostri studenti (risultano agli ultimi posti in Europa per competenze in Matematica e rilevano forti carenze nella conoscenza della lingua madre, tanto che molte università organizzano per i propri iscritti corsi propedeutici di lingua italiana), la risposta del governo a questi problemi è la seguente: riduzione delle ore di Matematica e di Italiano. Come dire: “Cari ragazzi la preparazione che può darvi la scuola pubblica è questa. Chi vuole di più si arrangi o vada ad iscriversi, se può permetterselo, in un istituto privato qualificato...!”

 

La cosa più grave è che questi tagli vengono giustificati dal governo come una necessità di risparmio (i soldi li hanno trovati per aumentare il finanziamento alle scuole private), nascondendo le ragioni vere di questa irresponsabile operazione:

declassamento della scuola pubblica a parcheggio sociale per le classi meno abbienti; volontà di avere cittadini meno pensanti e più manovrabili. Come dire “meno scuola e più televisione”; potenziamento della scuola privata, luogo dell'esclusività e del privilegio, dalla quale prelevare i futuri quadri dirigenti.

 

Ma lo sconforto che pervade tutta la categoria docente deriva anche dalla considerazione di essere stati lasciati soli. Non una parola da parte dei mass-media (a parte la bellissima inchiesta su 'Presa diretta' di Riccardo Iacona), né da parte delle famiglie degli alunni (disinformate e disorientate), né dai sindacati, i quali sono stati incapaci finora di prendere una posizione unitaria e forte contro questa riforma.

 

I risultati di tutto ciò sono già sotto gli occhi di tutti: più di 17.000 cattedre tagliate in due anni, professori privi di mezzi e umiliati dal bisogno, precari disoccupati e docenti titolari precarizzati, studenti deprivati dal diritto di una adeguata formazione di base, ed infine crediti congelati che le scuole vantano dallo Stato. L'obiettivo politico di questa riforma è evidente: si vuole togliere ossigeno alla scuola pubblica, servizio per tutti, luogo della pluralità e della libera trasmissione del sapere. Tutto questo per favorire e potenziare la scuola privata, in barba ai principi costituzionali.

 

Finiamo questa lettera chiedendo, a quanti avranno il piacere di leggerla, di condividere con noi il loro punto di vista. Lanciamo ai colleghi l'appello di unirci in un comitato per portare avanti iniziative di lotta contro questo scempio di riforma scolastica e per far sentire la nostra voce all'opinione pubblica, che, finora, ha ascoltato solo quella del governo, per di più, tendenziosa e mistificatoria.

  

 

Prof.ssa Maria Pia D'Ormea *

(docente di Materie Letterarie e Latino

Istituto Socio-psico-pedagogico

Casarano)

 

Prof. Francesco Primiceri *

(docente di Matematica e Fisica

Liceo Scientifico

Casarano)


Se volete aggiungere un commento scrivete a: tuttocasarano@tin.it

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08/03/2010 La riforma scolastica varata da questo governo di centro-destra rappresenta la dimostrazione più evidente della politica miope ed assurda, demagogica  e qualunquista, di questo ultimo governo.

Come non sottoscrivere tutto quello dichiarato dai colleghi Maria Pia D'Ormea  e Francesco Primiceri?

Solo chi non vive o non conosce la scuola potrebbe farlo!

I tagli alla scuola pubblica sono ferite inferte sul nostro futuro, ferite che rimarranno aperte per molto tempo e che comprometteranno inevitabilmente le speranze delle generazioni che verranno, non solo come preparazione dei nostri figli, ma come qualità della vita nel suo complesso: peggiori dottori, peggiori avvocati, peggiori commercialisti, peggiori periti, peggiori ingegneri, addirittura classe dirigente peggiore dell’attuale!!!

Solo in questo paese ci si può permettere il lusso di affermare menzogne come quella secondo la quale questa manovra – leggi tagli- servirà per migliorare il livello qualitativo nelle nostre scuole! Sarebbe come dire: da domani guadagnerò il 40% in meno per migliorare le mie condizioni economiche . Ma esisterà un limite alla menzogna????

Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it  

 

 

 

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