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La politica della saracinesca

 

 

Gabriele Bastianutti

Responsabile SEL rapporti con la regione

gbastianutti@tiscali.it

Casarano, 28/08/2010

 

Nella nostra città si sta perpetrando quella che a me piace definire la "politica della saracinesca". E' un laboratorio buio quello demasiano, un'esplosiva miscela di censura ed autoreferenzialità che getta l'intera città nel periodo più nero della sua storia. Nell'incontro con Vandana Shiva viene impedito ai presenti di rivolgere delle domande. Nulla di nuovo: era già successo con il giovane filosofo Diego Fusaro durante la presentazione del libro “Bentornato Marx” .

Vorrei ricordare al sindaco - ed in generale a tutti coloro che organizzano incontri- che chiunque rifiuti il dibattito, chiunque voglia giustificare il “monologo” come argine alla paura o al timore che il dissenso possa esprimersi "in forme violente", opera già di per sè una violenza. La pace, la vera pace, quella vissuta e non ostentata necessita di dialogo e dissenso. Vandana Shiva ne è un esempio, altri casaranesi  -ahinoi - l'esempio contrario!!!!

La drammaticità della nostra situazione verte nel profondo, inopportuno e nefasto valore simbolico delle  scelte operate da questa amministrazione. Stanno educando i nostri giovani ad un’informazione “unidirezionale”, televisiva, monolitica, nella quale l’unico sbocco sembra essere il conformismo, l’accettazione supina, il chinare la testa.

Il paradosso sta proprio in questo: si invitano dei filosofi e si impedisce loro di dialogare! In altre parole si nega la possibilità di essere se stessi castrando ed invalidando la funzione primaria del loro stesso agire.

C’è urgente bisogno di una nuova politica basata sull’idea di un’amministrazione che scelga di improntare tutti i suoi processi, sui principi della condivisione e della collaborazione. E’ giunto il momento di operare il salto dal classico ascolto a un ruolo decisamente più attivo. In una città libera e democratica ciascuno porta a valor comune le proprie esperienze, esplicita il proprio punto di vista rispetto alle problematiche da affrontare ed, in tal modo, si stimola l’intelligenza collettiva e si coinvolgono tutte le risorse che la città possiede. Partecipare non è sinonimo di ascoltare: tutt’altro!

 Un anno fa eravamo (leggi Sel) profeti nel deserto, oggi in molti si sono accorti che avevamo ragione: chi rifiuta sistematicamente il confronto adducendo motivazioni sempre diverse non può rappresentare una città. Sul nostro sindaco, non solo grava come spada di Damocle, la sua doppia natura di imprenditore-sindaco, ma soprattutto la sua incapacità nel comprendere che il dissenso è il seme della democrazia. La libertà è una costruzione in divenire, è sforzo e volontà continua; i “laboratori di alchimia politica”, le frasi ad effetto, la ricerca e l’ostentazione di un immagine costruita a tavolino, esprimono e delineano la sua negazione, l’abiura e l’antitesi dell’autentica emancipazione.

 Cari amministratori è’ proprio vero ciò che sosteneva Goethe: “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”

 

 

Frasi di Johann Wolfgang von Goethe

 

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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