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Biomasse e scorie nucleari, due pesi e due misure?

 

 

Di Gianluigi Parrotto

parrottogianluigi@tiscali.it

Casarano, 26/09/2010

 

Carissimo Eugenio, volevo fare un appello a tutta la cittadinanza casaranese e specialmente al dott. Serravezza, che hanno protestato contro le centrali a biomasse della Italgest....

Cariss.mi signori e carissimo DOTT.SERRAVEZZA dove siete stati voi in questi giorni quando si è parlato di SCORIE NUCLEARI per CASARANO?????

Forse come tanta altra gente ho l'impressione che la protesta era contro la persona del Dott.De masi... o sbaglio??? Carissima Alessandra Isernia dove è stata lei in questi giorni... non ho per niente letto la sua posizione in merito a questo....

Carissimi consiglieri del PDL e carisimo Dott.Claudio Casciaro, quel è la vostra posizione in merito a questo???

Noi cittadini non abbiamo bisogno di "pecoroni" che seguono il grande capo "il ministro Fitto"...vogliamo serietà... Speriamo che da parte vostra ci sia, ma ho qualche dubbio.

Distinti saluti

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27/09/2010 Egregio signore,

per risponderle userò le parole pronunciate da qualcuno molto più importante di me: “avranno la più civile, pacifica e partecipata reazione popolare della storia pugliese”. La mia posizione, dunque, è chiarissima: NO al nucleare sull'intero territorio pugliese che già produce molta più energia di quanta ne consumi e che per questa ragione ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo.

Vede signore, il territorio pugliese è quotidianamente violentato dalle emissioni prodotte da Cerano e dall'Ilva, dagli inceneritori di rifiuti già funzionanti, come quelli del gruppo Marcegaglia, che ogni giorno ci avvelenano a “norma di legge”, dalle discariche autorizzate e non, piene di rifiuti di ogni genere che irrimediabilmente compromettono la falda acquifera.

A questo si aggiungono lo scempio prodotto dalla corsa selvaggia alle rinnovabili che sta trasformando lo splendido paesaggio della campagna salentina in una arida distesa di pannelli fotovoltaici che in aggiunta comporta una vasta e potente desertificazione artificiale del suolo; a questo si aggiungono le decine di progetti di centrali a biomasse (e mi creda non sono tutte del Dott. De Masi) presentati in barba al principio della filiera corta e ad ogni criterio di sostenibilità, e infine dopo la chiusura della Copersalento di Maglie, la minaccia dell'apertura di nuovi impianti di incenerimento di rifiuti come il recente caso della Colacem di Galatina.

A questo, per altro non da oggi, si aggiunge la minaccia del nucleare.

Questi sono i “mostri”, i pericoli e le minacce contro cui gli Ambientalisti pugliesi e salentini combattono una strenua battaglia da anni!

Adesso giungono pure le “chiamate alle armi” da parte di certo strumentale ambientalismo da salotto (o da poltrona) che, per rinfocolare una polemica politica piccola piccola, goffamente richiama all'ordine chi è già in prima linea.

Con ironica deferenza

Alessandra Isernia

alex-is@libero.it

 

 

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