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Adriana Poli Bortone

Lupanari inglesi

 

 

 

 

 

 

Di Anselmo Ciuffoletti

anselmo.ciuffoletti@gmail.com

Casarano, 22/05/2010

 

Per l'inglese Economist che vive circondato da lupanari il nostro Meridione è un bordello

Ed ora anche gli inglesi, perfidi e di spocchia intrisi fin nel midollo, quelli del settimanale Economist,  attaccano il nostro Meridione dichiarandolo, senza mezzi termini, un bordello.

Ce ne dà notizia la senatrice Adriana Poli Bortone su Google Alert per difendere - com'è suo costume - energicamente e con orgoglio tutto italo-terronico, i nostri valori fatti di tradizioni, di cultura, di fede, affermando che
"Tutta l'Italia dovrebbe mostrare uno scatto di orgoglio e reagire ad una simile definizione, ma anche ad una classificazione inammissibile fatta dallo stesso settimanale che colloca il Meridione insieme alla Grecia nella ripartizione tra aree geografiche più o meno ricche".

Trascurando qualsiasi commento circa la competenza e il ruolo degli inglesi sui loro patrii bordelli (che presentano solo difficoltà di scelta per l'abbondanza dell'offerta che , con la tradizionale ipocrisia anglosassone, si cela sotto le mentite spoglie di club esclusivi per soci disposti a pagare l'iscrizione ottenendone - sic et simpliciter- tutti i diritti per se stessi e rispettive consorti), spero che nessuno me ne voglia se faccio ricorso ad alcune "repetita" che, come affermavano i nostri padri latini, sempre giovano.

L'arroganza inglese è nota agli uomini di cultura, ma anche a coloro che come me sono avanti negli anni. Difficile, però, comprendere perché i sudditi di sua maestà abbiano voluto compromettere l' Economist in espressioni  triviali ( che manco quelle delle hosterie frequentate da Cecco Angiolieri) contro il nostro Sud.
Scrive la presidente nazionale di Io-Sud: ”Questa suddivisione in base alle condizioni economiche, in pratica insinuerebbe il tarlo di non considerare il Meridione parte del territorio italiano, accostandolo invece ad altre nazioni. Soprattutto in questi giorni in cui si stanno tenendo le celebrazioni dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia, tutti gli italiani dovrebbero manifestare il loro amore per la Patria e reagire a simili provocazioni. Fatta l’ Italia, bisogna fare ancora gli italiani? Oppure fatta l’ Italia 150 anni fa, oggi si pensa di disfare tutto? E il federalismo in tal senso potrebbe contribuire a questa divisione tra due aree della stessa Nazione”.

Ed eccoci alle "repetita", ma senza tornare troppo indietro negli anni, quando i torinesi sui portoni dei loro palazzi esponevano vistosi cartelli: non si affitta ai meridionali; e sugli ingressi delle trattorie e dei bar: vietato l'ingresso ai terroni. (testimonianza personale di un mio prolungato soggiorno).

Veniamo, quindi, cara Adriana, a quest'ultimo periodo che ti vede ancora protagonista su scala nazionale e sempre con entusiasmo e determinazione.
Ti preoccupa, giustamente, il comportamento subdolo dei britanni verso il nostro Meridione e per ciò esorti tutti gli italiani a manifestare il loro amore per la Patria e reagire alle provocazioni degli intrusi. Sono d'accordo, ma senza illusioni. Abbiamo il presidente del Consiglio influenzato da piemontesi, padani, veneti; circondato da ministri, sottosegretari e alti funzionari dello Stato abbastanza discutibili; costretto a sperperare il suo tempo a rattoppare strappi che si susseguono ininterrotti, uno via l'altro. E il governo che ieri l'altro è andato sotto per la 47^ (ripeto: quarantasettesima) volta.

I tuoi colleghi senatori e deputati, cara Adriana, sono ancora tutti affidabili? Senza disturbare quelli del nostro Salento che nelle tante battaglie in difesa di queste terre hanno preferito starti lontano. Chiamali pure tutti a raccolta, non dico di no, le celebrazioni dei 150 anni dell' Unità d' Italia sono una buona occasione anche se per parecchi di loro si tratta di affari per milioni di euro da investire sulle loro regioni. Nel migliore dei modi, auguriamo. Da non dimenticare, si fa per dire, quelli del Carroccio, ministri in carica insieme col capo, Bossi, che non fanno mistero sui sentimenti che nutrono verso l'Italia, l'inno nazionale, la nostra bandiera e noi terroni considerati eterni parassiti. 

Con questa gente che si è impossessata del Governo ma non ama la nostra Patria, non canta l'inno nazionale e oltraggia il Tricolore, quanta strada insieme si potrà mai percorrere con lealtà d'intenti?

E' facile obiettare che anche il Sud ha i suoi parlamentari, ma è altrettanto facile ricordare a tutti che, tranne pochissime eccezioni, i nostri rappresentanti politici non dimostrano eccessivo interesse al progresso della nostra terra. Anzi, il distacco è totale e sapete perché? Perché non hanno più bisogno di chiedere il voto per essere eletti in quanto è la direzione del partito che provvede a tutto, anche alla loro designazione. Ha ragione, quindi, la senatrice Poli Bortone quando afferma: "Abbiamo avvertito l'assenza di democrazia interna ai partiti. Io, per esempio, non sono stata eletta, ma semplicemente nominata senatrice, e questo mi imbarazza non poco.

Eppoi è sotto gli occhi di tutti la forte carenza della rappresentanza territoriale dei partiti". Già, "la forte carenza della rappresentanza territoriale dei partiti", che si può agevolmente intendere: ogni parlamentare va per i fatti suoi, magari rifiutandosi di collaborare col collega per risolvere un problema che riguarda la loro stessa provincia. Tutto il contrario di come operano i parlamentari del Nord: tutti uniti nell'interesse del proprio territorio e - troppo spesso - in danno del Sud.

Per concludere, e senza presunzione. Il presidente Berlusconi dovrebbe procedere speditamente alla sostituzione dei ministri, sottosegretari e collaboratori a vari livelli che si fossero rivelati inetti o inaffidabili. Se ciò gli riesce difficile o impossibile, meglio andare a nuove elezioni subito. C'è bisogno di aria fresca in tutti i settori ivi compresi i partiti, anche quelli di opposizione - che in salute stanno peggio della maggioranza - e ai quali gli italiani chiedono di abbandonare definitivamente la mentalità dei "Franza o Spagna" con quel che segue, per non dar motivo agli stranieri d' ingerirsi negli affari di casa nostra. Non è una novità, ma la dico ugualmente: né la Francia né la Spagna né tantomeno gli inglesi hanno fatto mai i nostri interessi. Oltretutto, un po' di orgoglio nazionale anche il centrosinistra italiano potrebbe manifestarlo.
E sarebbe davvero un bel segnale in questo 150° Anniversario.

Per gli inglesi, copio la chiusa di quanto scritto da un lettore di Milano, Gianni Legnani (che per la sua attività professionale all'estero ha conosciuto gli inglesi), su Il Giornale di giovedì 20 u.s.: "...Vincenti gli inglesi da secoli? Perdenti da 80 anni! Salvati dagli americani nella seconda guerra mondiale, un impero in frantumi, un sistema finanziario <avanzato> marcio, banche salvate dallo Stato, un servizio sanitario pubblico da terzo mondo, un'industria automobilistica svenduta, un modello di società multietnica fallito. Sono impareggiabili soltanto nell'esercizio della loro arroganza e presunzione, con la stampa in prima linea".


Anselmo  Ciuffoletti

 

 

Lucio Battisti - Con il nastro rosa (1980)

 

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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