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Mirella Solidoro sarà santa e lascia il cimitero.

I resti della ragazza saranno traslati e custoditi in chiesa, tra la sua gente

 

Di Giuseppe Martella

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 01/08/2010

 

T AU R I S A N O. Mirella Solidoro potrebbe cambiare presto «casa». Già nei prossimi mesi, la salma della serva di Dio in odore di canonizzazione dovrebbe essere traslata dal cimitero cittadino all’interno della chiesa parrocchiale dei Santi martiri Giovanni Battista e Maria Goretti: in attesa della notizia ufficiale, la comunità ecclesiastica è già in trepida attesa.

Una volta che le autorizzazioni avranno tutti i nulla osta necessari, si potrà effettuare il trasferimento dei resti umani di Mirella che saranno sistemati in un sarcofago che il maestro scultore Donato Minonni sta terminando.

Dunque, le spoglie mortali della serva di Dio di Taurisano, morta a soli 35 anni il 13 luglio 1999 dopo una vita riempita da sofferenza e fede, si preparano all’ultimo viaggio. Un’esistenza terrena tanto breve quanto ricca di momenti straordinari quella di Mirella Solidoro, che l’hanno portata all’attenzione della Sacra congregazione delle cause dei santi a partire dal 3 maggio del 2008, a soli nove anni dalla scomparsa della donna.

La vita di Mirella, figlia di una coppia di umili condizioni, è sconvolta dalla malattia quasi da subito.

Dopo un girovagare di ospedali, cure costosissime e un susseguirsi di diagnosi, nel settembre del 1979 arriva la sentenza definitiva: disgerminoma ipotalamico, un tumore congenito tra i più aggressivi. Neppure un intervento chirurgico porta benefici, Mirella Solidoro entra in un lungo coma dal quale si risveglia cieca. Una sofferenza che la scienza medica ritiene insopportabile, ma è da questo momento che inizia la nuova esistenza della giovane, che a 18 anni è rinchiusa in un corpo da bambina.

«La mia sofferenza - ama ripetere spesso ai familiari e agli amici più cari la donna dal suo letto di dolore - si unisce a quella del Cristo per aiutare chi ha bisogno di aiuto».

«Vivere per dare, morire per ricevere » diviene il suo testamento individuale. E’ tanta la gente che si rivolge a Mirella per essere aiutata, o anche solo per avere un consiglio. Molteplici i momenti di santità che si verificano giorno dopo giorno, esperienze mistiche e fatti quotidiani inspiegabili; sono oltre 60 le testimonianze che raccontano di miracoli e che oggi sono parte integrante della causa di canonizzazione. Di lei restano anche una lunga serie di messaggi che la madre trascrive con meticoloso amore e che rende pubblici soltanto dopo la sua morte.  L'esperienza terrena di Mirella Solidoro si chiude il 13 luglio 1999, dopo l’ennesimo controllo in ospedale.

Tanta gente partecipa ai funerali celebrati nella cappella della Madonna della Strada (la costruzione della parrocchia sarà conclusa qualche tempo più tardi) e c’è chi racconta di un profumo inebriante sprigionato a tratti dalla salma della giovane, di stimmate e di una macchia di sangue all’altezza dello sterno e dei polsi che compare dopo la morte.

 

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

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