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La Colacem di Galatina

Non inceneriamo il nostro futuro

 

 

Coordinamento Civico per la Tutela della Salute del Territorio e del Cittadino -  Maglie -

sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva *

coordinamentocivico@yahoo.it

Maglie, 18/10/2010

 

La rete di comitati, associazioni e movimenti civici aderenti al Coordinamento Civico, nel lanciare la campagna di informazione scientifica intitolata “Non inceneriamo il nostro Futuro” esprime la gioia per il vasto ed eterogeneo movimento spontaneo di cittadini sollevatosi intorno al “Caso Mega-Cementificio Colacem”, a seguito della richiesta da parte dell'azienda di bruciare nelle sue fornaci, oltre al già inquinante combustibile fossile impiegato, che la rende una sorta di “Cerano” del basso Salento, anche ora rifiuti, mistificatoriamente mascherati dietro l'oscuro acronimo di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuto).

La campagna informativa di coinvolgimento della cittadinanza fa tesoro dei contributi scientifici e di risorse umane e professionali aderenti e solidarizzanti col Coordinamento, che vede tra le sue associazioni componenti anche Medicina Democratica, ISDE ( International Society of Doctors for the Environment ), ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo), Tribunale per i Diritti del Malato, Federconsumatori, etc. La forte necessità di tale impegno scientifico scaturisce dal clima, forse appositamente creato per interessi politico-imprenditoriali, di oscurantismo e falsità che, in più occasioni, sta emergendo nel pubblico confronto tra cittadini giustamente preoccupati per la loro salute, e per quella dei loro figli, e i referenti di un para-mondo scientifico che, in maniera artefatta, si nota esser messo in scena ad hoc per celare i veri impatti ambientali sottesi alle richieste autorizzazioni da parte degli imprenditori che stanno esercitando celate pressioni verso gli amministratori e gli enti preposti alle concessioni richieste, il tutto per un tornaconto imprenditoriale meramente economico- finanziario, nonché speculativo, con l'aggravante morale, che in questo specifico caso il profitto si carica di un fardello inaccettabile di malattie e di morte per i cittadini del circondario.

Il livello di informazione attraverso pubblici incontri, convegni, certamen, e iniziative ulteriori, si svilupperà su più livelli: da un lato, la forte smentita, attraverso anche il contributo di importanti studi scientifici di eminenti studiosi già reperibili nella letteratura internazionale, di quanti oggi stanno tentando di affermare una diminuzione degli impatti ambientali attraverso la sostituzione di porzioni di combustibili fossili con i rifiuti; dimostrando, dati alla mano, l'incremento delle sostanze nocive emesse qualitativamente e quantitativamente a seguito di tale operazione di coincenerimento consistente nel bruciare assieme questi due differenti combustibili. Inoltre sarà evidenziato come quella minimizzazione degli impatti di cui si parla sia solo inquadrabile in un discorso incerto inerente ai “cambiamenti climatici” (!?), e che alcune associazioni, in palese e forte contraddizione coi loro principi ambientalisti statutari, stanno propugnando purtroppo anche a fine di favorire il business della combustione di CDR; nessuna esigenza tecnica infatti giustifica il ricorso al CDR nel cementificio, tutt'altro, è soltanto l'iper-incentivazione, finanziata dai cittadini con le loro tasse, a causa di un malsano sistema legislativo guidato dalle Lobbies dell'energia e dei rifiuti, che rende iper-conveniente la sostituzione di parte del combustibile fossile con il CDR. Tutto questo livello di corretta informazione anche alfine di scongiurare la nascita di una nuova “Copersalento”, questa volta nell'interland galatinese. Nell'epoca dei raggiri tecnocratici e di veli di parole il Coordinamento spiegherà perché è un raggiro dialettico pensare di poter davvero parlare di “CDR di Alta Qualità”, come si sta anche tentando, immoralmente di fare, contro ogni onestà intellettuale.

La campagna spiegherà il perché dell'immoralità della pratica dell'incenerimento dei rifiuti insostenibile ecologicamente e sbagliata, non solo per l'impatto di emissioni gassose, solide e delle ceneri prodotte, ma anche per lo spreco della “risorsa rifiuto”, da gestirsi invece con la differenziazione spinta con conseguente recupero dei diversi materiali che lo compongono, compostaggio delle frazioni umide organiche, atto a produrre ottimo compost fertilizzanteammendante per l'agricoltura, riduzione drastica a monte degli imballaggi e degli altri rifiuti evitabili, tutto secondo la ormai nota e consolidata “Strategia Rifiuti Zero” la cui inapplicabilità in Puglia è purtroppo solo una conseguenza di un'inerzia indotta dalle Lobbies, spesso anche mafiose, che interessano il ciclo dei rifiuti e dell'energia.

L'altro livello di informazione l'ultimo, ma forse il primo per importanza, mira a divulgare l'eccezionale e spaventoso dato epidemiologico recentemente appurato da studi statisticimedici che vede nei paesi di Galatina, Soleto, Sogliano Cavour, Corigliano d'Otranto, Aradeo, Cutrofiano un inaspettato incremento di malattie tumorali, anche rare, e alle vie respiratorie, lo stesso, già percepito dalla cittadinanza e che ha incrementato la mobilitazione spontanea generatasi queste settimane. Urge indagare la percentuale di responsabilità imputabili al camino di Colacem, alla sua più che decennale attività estrattiva, non fosse altro, alla luce della fisiologica nocività del cementificio classificata dalla legge quale attività insalubre di classe I°, nonché rendere di dominio pubblico i danni gravissimi a tutto il sistema idrogeologico e morfologico del vasto territorio circostante a causa dell'aggressiva attività estrattiva volta alla cavatura di materiale roccioso necessario per la produzione di cemento, che per la più parte viene esportato all'estero! Pesando sui piatti di una bilancia i benefici economici apportati al territorio, rispetto ai danni arrecati ad esso e ai cittadini, non si può, di fronte al grande sbilanciamento, non evidenziare come si tratti semplicemente di un'attività industriale che, a buon titolo, può definirsi rispondente a logiche di “colonizzazione”. Fermo restando quindi la necessità di concordare con le Istituzioni, in primis, un periodo triennale, quinquennale, o più, entro il quale l'attività di cava deve necessariamente cessare per il bene del territorio, per altro pianeggiante e con una quota sul livello del mare praticamente bassissima ( non si raggiungono nel Basso Salento neppure i 300m s.l.m. ), urge indirizzare l'azienda verso piani aziendali di riconversione favorevoli al territorio e all'azienda medesima, nonché alla salute degli operai e alla conservazione dell'offerta occupazionale, indirizzati soprattutto nel settore industriale del recupero dei materiali dei rifiuti e nel compostaggio.

Una campagna fatta di scienza e saggezza senza la quale la tecnica è nulla contro quanti oggi si stanno nascondendo dietro dati, cifre, alchimie numerologiche, grafici e parole di circostanza, per oscurare sotto a tutti quei numeri le nostre vite, i nostri diritti, le vite di ognuno di noi, dei nostri cari, dei nostri figli. Quanto vale una vita persa, o rovinata? Che percentuali diamo a un persona che non c'è più?

 

 

 

* Contatti: Tribunale Diritti del Malato MAGLIE-ASL Le/2 c/o Ospedale civile "M.Tamborino" Via N. Ferramosca CAP 73024

0836/4201(Cent. Osp.) 0836/420552

 

 

 

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