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Per Nichi

 

 

 

 

Di Barbara Melgiovanni

Casarano, 23/01/2010

 

Una gran folla, tutt’altro che virtuale, quella che ieri sera tra canti e musiche popolari ha accolto Nichi Vendola presso l’hotel Tiziano a Lecce. Una sala convegni stracolma di entusiasmo e speranza. Tutti col volto teso, immobile, timorosi di perdere anche un solo passaggio delle sue parole. Quelle del nostro Presidente. Solo scrosci di applausi intervallavano il suo intervento e qualche commento da parte della folla a ribadire, rimarcare che eravamo lì tutti per lui, per sostenerlo ed emozionarci al suono della sua voce. Prima di parlare, Nicky ha ascoltato gli interventi di alcuni ospiti, voci che si ergevano a testimonianza della Puglia che ancora non va, ma che merita di farcela: l’operaia in cassa integrazione Adelchi, l’impiegata precaria Asl, la studentessa dottoranda, rappresentante del comitato regionale donne per Nichi, che ha avuto finalmente una borsa di studio per poter continuare a svolgere le sue ricerche. Un lungo abbraccio poi tra il governatore e Giuseppe Muscatello, suo collaboratore disabile che ha svolto il ruolo di consulente dei Servizi Sociali Sanitari per la disabilità: “Sono solo un inutile disabile, messo dal “pazzo presidente” nella stanza del potere”.

E questo pazzo Presidente in apertura ha fatto riferimento ai suoi tanti momenti di sconforto, al prezzo alto che a causa della sua passione ha dovuto pagare, dalle offese personali, alle cose non fatte, non dette, al tempo passato. Ma la forte partecipazione popolare, i cori d’incitamento sono valsi come “la giusta ricompensa” per i momenti bui del suo mandato: “Per ognuna delle giornate di amarezza che ho vissuto, per tutte le volte che ho maledetto la politica, per la violenza ingiustificata addosso a me, essendo l’anomalia da cancellare per normalizzare la politica, per tutte le parole che mi hanno fatto male, per gli schizzi di fango che mi hanno persino fatto perdere la voglia di vivere, mi rendo conto che è valsa la pena di soffrire se stasera mi regalate questo affetto”. Un presidente mai stato “attaccato alla poltrona”, che ironizza sulle accuse generazionali di D’Alema, il quale ha precisato i dieci anni di differenza con il candidato Boccia (più giovane). “Se è per questo, ne ha anche venti meno di D’Alema”. Ha ribattuto il presidente in tono ironico. Un accenno poi al delfino del premier(Fitto), anzi “alla sua protesi”. Il dato generazionale ha, infatti, dei precedenti incoraggianti, se proprio dovessimo battere questa strada.

Poi dopo le parole, i tanti fatti, tutto ciò che è stato compiuto sotto il suo mandato, come la stabilizzazione dei precari (i forestali lavoravano solo quindici giorni all’anno) e la legge che ha ridotto le emissioni dei camini dell’Ilva di Taranto e della CoperSalento di Maglie, “Essere rossi non è esibire un colore, ma un comportamento ed una coerenza”.

Ed è proprio per coerenza che noi ci stringiamo tutti attorno al nostro leader, per “deberlusconizzare” l’Italia, ma soprattutto la sinistra, perché è solo Vendola la speranza di una Puglia migliore.

 

 

 

Casarano clandestina per Vendola - La Fabbrica di Nichi Casarano

 

 

 

               

 

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