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Per un secolo, testimone sul portone della chiesa della Madonna della Campana. Quel medaglione scomparso? Un vero mistero

 

 

Di Alberto Nutricati

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12/01/2010

 

C A S A R A N O. C’era una volta un medaglione di bronzo, recante  un’incisione latina e fissato sul portone della chiesa della Madonna della Campana...

Già, c’era una volta, perché oggi non c’è più. Il medaglione è stato letteralmente divelto, scardinando i grossi chiodi che lo tenevano fissato al portone. Il sigillo, di forma circolare, recava all’interno una croce ed un anello che ne percorreva il perimetro esterno, in cui si leggeva «Osculantibus crucem hanc in ecclesiam positam et recitantibus pater indulgentia 200 dierum semel in die». Su un ulteriore anello concentrico, diviso in quattro sezioni da una croce interna, si trovavano le parole «vivit, regnat, imperat», mentre sulle braccia della croce era iscritto «Iesus Christus deus homo».

«Il medaglione - spiega il parroco don Agostino Bove - risale al 1901, come si evince dalla data MCMI incisa al suo interno, e reca la scritta: “Gesù Cristo Dio uomo vive regna impera - 1901. A chi bacia questa croce posta in chiesa e recita il Padre nostro 200 giorni di indulgenza una volta al giorno”. Questo medaglione lo si trova all’ingresso di altre chiese antiche e fu coniato in ricorrenza del 19esimo centenario della nascita di Gesù Cristo».

Pur non essendo molto frequenti, simili oggetti sono ancora presenti in alcune chiese sparse per l’Italia. Si tratta di cimeli che possono far gola a molti, visto che alcuni sono addirittura oggetto d’asta su internet. Il medaglione nacque da un’idea del fondatore dell’Azione cattolica Giovanni Acquaderni. Questi decise di realizzare l’oggetto per celebrare Cristo Redentore, in occasione dei 20 secoli di Redenzione e come ricordo del Giubileo che si celebrò nel 1900.

La placca venne disegnata dall’a architetto Edoardo Collamarini e forgiata in bronzo da Aldo Bettini, illustre artigiano che realizzò una delle cancellate di San Pietro a Roma. Il primo esemplare fu benedetto da papa Leone XIII, dopo di che il medaglione venne destinato alle chiese di tutta Italia. Una di queste copie era presente, sino a non molto tempo fa, anche a Casarano all’ingresso della suggestiva chiesetta sorta, nel XIV secolo, in cima alla collina della Campana, una delle più richieste per i matrimoni.

Il medaglione è stato rubato da un po’ di tempo, ma l’ingresso del nuovo anno rinnova l’amarezza per quanto accaduto, poiché il 2010 segna i 110 anni dalla celebrazione del Giubileo che il cimelio di bronzo intendeva commemorare. Ovviamente, il parroco don Agostino ha immediatamente denunciato il furto alla locale stazione dei Carabinieri, ma le speranze di recuperare il medaglione sono veramente scarse.

 

 

 

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