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Se vuoi l’apparecchio per i denti … te lo paghi

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it

Da "il Gallo" del 05/04/2010

 

La crisi è una brutta bestia anche perché, pur colpendo tutti, fa sentire i propri effetti solo sui più deboli; questo è anche uno dei motivi per i quali, una buona amministrazione deve capire che è il momento di intervenire in loro sostegno. Tra i tanti aspetti della sanità, oggi ne affronteremo uno in particolare; la sua applicazione o meno non mette a rischio la vita di nessuno ma di sicuro interessa la stragrande maggioranza delle famiglie. Parliamo di ortodonzia o meglio degli apparecchietti per i denti dei ragazzini che oramai fanno parte della quotidianità di molti di loro.

 

Un apparecchio del genere ha dei costi per così dire molto fantasiosi che spaziano, a seconda del medico dentista a cui ci si rivolge e del suo tecnico di fiducia, da poco più di un centinaio di euro a varie migliaia di euro, con una differenza che, ammettendo pure un diverso impiego dei materiali, appare quantomeno incomprensibile. Proprio per venire incontro a chi quelle migliaia di euro non può spenderle, già nel lontano settembre di undici anni fa, l’allora Azienda USL Lecce/2 di Maglie approva un cosiddetto progetto di intervento con il quale si pensa e si stipula una convenzione, con laboratori e medici del territorio, per le prestazioni di ortodonzia e le cosiddette “protesi sociali” (gli odiosi ma utilissimi apparecchietti ad un prezzo contenuto).

 

Da quel giorno pletore di ragazzini dai denti “ribelli” hanno gremito le sale di attesa dei dentisti convenzionati e soprattutto hanno risolto i propri problemi dentari, facendo risparmiare alle tasche dei propri genitori un bel po’ di soldi. Dal canto suo l’Azienda non ha neanche avuto esborsi economici, in quanto il costo degli impianti è sempre stato a completo carico dei richiedenti che erano però ben felici di pagare un paio di centinaia di euro in luogo delle migliaia che costituiscono il prezzo medio di un… bel sorriso.

 

Ovviamente, dietro questa encomiabile iniziativa, c’è un’intera macchina burocratica fatta di funzionari, gare di aggiudicazione, carte e bolli quanto basta. Capita così che, per ottimizzare le spese di funzionamento della sanità, si decide un giorno di accorpare le due aziende sanitarie leccesi, creandone una unica. Dovrebbe sembrar normale quindi che vi sia un’inevitabile duplicazione di tali funzionari ed anche quindi delle convenzioni in essere, delle loro postille e dei loro iter burocratici. Ora però, quando si unificano due Enti come quelli in questione, lo si può fare in mille modi l’importante però è non far pesare la cosa alla cosiddetta utenza. In poche parole: che si scelga questo o quel funzionario o questo o quel modo di fare le gare, poco importa, a patto che i ragazzini possano continuare a correggere i propri denti ribelli.

 

Invece il punto 5 della delibera del 16 marzo scorso del Direttore Generale dell’ASL di Lecce, Dt. Guido SCODITTI, recita tra l’altro: “si dichiara cessato ogni rapporto convenzionale con tutti i laboratori odontotecnici”. Questo ha comprensibilmente creato scompiglio non solo tra i genitori che si vedono privati di un importantissimo servizio di prevenzione e cura, ma anche tra gli stessi addetti ai lavori che ora si trovano con un certo numero di cure “in itinere” e non sanno come comportarsi per venir fuori da questo impiccio.

 

Caro Direttore Generale, la speranza ora è che al più presto si torni alla normalità, tutti i ragazzini hanno il diritto ad un sorriso… “sistemato”, e questo anche se la burocrazia ha le sue leggi ed i suoi tempi. D’altronde: se la motorizzazione si dovesse fondere con un altro Ente… le sospenderebbero la patente di guida?

 

 

 

Paolo Vallesi "Le Persone Inutili"

 

 

 

 

 

               

 

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Il Dr. ANTONIO INGROIA

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