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A proposito della sentenza della Corte europea sui crocifissi

UNA PRESENZA IRRIDUCIBILE

 

 

 

 

Comunione e Liberazione

clcasarano@virgilio.it

Casarano, 15 novembre 2009

 

Novembre 2009
Comunione e Liberazione

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo contro i crocifissi nelle aule scolastiche ha suscitato una vasta eco di proteste: giustamente quasi tutti gli italiani - l’84%secondo un sondaggio del Corriere della Sera - si sono scandalizzati della decisione.

«E voi chi dite che io sia?». Questa domanda di Gesù ai discepoli ci raggiunge dal passato e ci sfida ora.

Quel Cristo sul crocifisso non è un cimelio della pietà popolare per il quale si può nutrire, al massimo, un devoto ricordo.

Non è neppure un generico simbolo della nostra tradizione sociale e culturale.

Cristo è un uomo vivo, che ha portato nel mondo un giudizio, una esperienza nuova, che c’entra con tutto: con lo studio e il lavoro, con gli affetti e i desideri, con la vita e la morte. Un’esperienza di umanità compiuta.

I crocifissi si possono togliere, ma non si può togliere dalla realtà un uomo vivo. Tranne che lo ammazzino, come è accaduto: ma allora è più vivo di prima!

Si illudono coloro che vogliono togliere i crocifissi, se pensano di contribuire così a cancellare dallo “spazio pubblico” il cristianesimo come esperienza e giudizio: se è in loro potere -ma è ancora tutto da verificare e noi confidiamo che siano smentiti - abolire i crocifissi, non è nelle loro mani togliere dei cristiani vivi dal reale.

Ma c’è un inconveniente: che noi cristiani possiamo non essere noi stessi, dimenticando che cos’è il cristianesimo; allora difendere il crocifisso sarebbe una battaglia persa, perché quell’uomo non direbbe più nulla alla nostra vita.

La sentenza europea è una sfida per la nostra fede. Per questo non possiamo tornare con tranquillità alle cose solite, dopo avere protestato scandalizzati, evitando la questione fondamentale: crocifisso sì, crocifisso no, dov’è l’avvenimento di Cristo oggi? O, detto con le parole di Dostoevskij: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?».

 

 

 

16/11/09 Vorrei ricordare a "Comunione e Liberazione", con il rischio di attirarmi numerose polemiche ma anche con l’intenzione di riportare onestamente e soprattutto oggettivitamente la reale cronaca dei fatti, che la sentenza della Corte Europea di Strasburgo, accogliendo il ricorso di una cittadina italiana a proposito dell’imposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, non solo non ha condannato il Cristianesimo (bensì la pretesa di imporre la presenza del crocifisso nelle aule in quanto capace di dare indirizzi confessionali anche a figli di famiglie che non desiderano siano dati tali indirizzi!) ma ha riaffermato in modo argomentato il carattere laico e pluralista delle istituzioni europee e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sottoscritta anche dall’Italia.

 

Gli unici altri esempi di imposizione del crocifisso si hanno, storicamente, guarda caso solo nel ventennio fascista: due regi decreti del 1924 e del 1928 nei quali si sancisce l’obbligo di esposizione del crocifisso negli uffici pubblici. Destrorse assonanze.

 

Queste per esempio, sono le prove tecniche per una Nuova Santa Inquisizione:

A Galzignano Terme, il sindaco Riccardo Roman ha disposto che i crocifissi debbano essere esposti in tutti gli edifici pubblici, per legge. A far rispettare la norma ci penserà la polizia. Chi verrà trovato sprovvisto di croci al muro, si prenderà una multa di 500ˆ.

 A Cicciano, nell’entroterra napoletano, lo stesso ha fatto il sindaco Giuseppe Caccavale, questa volta imponendo con un’ordinanza il crocifisso in tutte le aule scolastiche. Anche in questo caso, 500ˆ di multa a chi non è d’accordo.

 Massimo Bitonci, parlamentare leghista e sindaco di Cittadella (Padova), ha annunciato che controllerà « personalmente la situazione nel polo scolastico cittadellese, per accertarsi che nessun insegnante troppo ze­lante si azzardi a togliere il cro­cifisso ».

 

 

La Costituzione Italiana, quella che secondo "Il Giornale" è ”un modesto compromesso realizzato in un’Italia ancora impregnata di fascismo, e per giunta dominata da democristiani solidaristi e da social-comunisti che guardavano a Stalin come al proprio messia”, si occupa dei rapporti tra Stato e Chiesa agli articoli 7,8,19 e 20:

 

Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

 

Art.8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

 

Art.19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

 Art.20
 Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

 

 La Costituzione Cattolica, ovvero i Vangeli, nulla dicono rispetto al crocifisso, anche perché questo simbolo millenario delle nostre radici è a sua volta una convenzione. Fu solo nel 692 d.C., infatti,  che « il Concilio in Trullo impose di rappresentare direttamente la crocefissione con valore di emblema del culto, e fu scelto di ricordarla figurativamente nella forma del crocifisso, con un Cristo calmo, sereno, vincente. Fra i simboli accessori della rappresentazione, figuravano il teschio di Adamo (significando che ivi moriva l'uomo, ma non la divinità), gli angeli o solo gli arcangeli, l'agnello sacrificale, Satana, la Chiesa, la Sinagoga e il pellicano. Quest'ultimo esprimeva un richiamo simbolico al sacrificio, poiché al tempo si riteneva leggendariamente, ma erroneamente, che questo uccello usasse trafiggersi il petto col becco per nutrire i figli col proprio sangue: in realtà era mal compreso l'atto del volatile, che reclina il becco per rigurgitare il cibo che vi stiva».

 

Detto ciò, e credo di aver esaurito l’argomento e smontato le “perniciose” accuse al Crocefisso, passiamo invece ad altri argomenti, per cercare di capire cos’è che si cela veramente dietro la polemica dei crocefissi, rispettando sempre un’attenta analisi della realtà dei fatti, al fine di capire quale timore si celi dietro queste finte discussioni.

 

 

 

Le ingerenze economiche e non...di Sua Santità.

 

La casa mia sarà chiamata casa di preghiera;

 ma voi ne fate una spelonca di ladri!

 

La Chiesa costa ogni anno ai contribuenti italiani circa 4 miliardi e mezzo di euro (a volte anche 9!!!). Più del costo del sistema politico. Mezza finanziaria. Ma andiamo a vedere:

 

a)Un miliardo di euro all’anno grazie ad un meccanismo messo a punto a metà degli anni 80 da un consulente del governo Craxi di nome Giulio Tremonti: L'otto per mille. Si assegna alla Chiesa Cattolica anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza. Nel resto dell’Europa diversamente religiosa, naturalmente, la contribuzione è non solo volontaria, ma le quote derivanti dalle preferenze non espresse restano allo Stato. Non solo, ma L’Art.47 della legge 20 maggio 1985, n. 222 stabilisce che ogni anno, entro il mese di giugno, lo Stato corrisponde alla Conferenza Episcopale Italiana un anticipo calcolato sulle preferenze espresse dell’anno precedente. Avete capito bene: voi anticipate ogni anno le tasse e l’Iva sulla base dei vostri guadagni passati e della presunzione di quelli attuali. Se non avete guadagnato dovete giocoforza andare a rubare. Lo Stato, viceversa, prende i vostri anticipi e li anticipa alla Chiesa Cattolica. Che glieli abbiate dati o meno. Nel 2007 abbiamo anticipato alla CEI 354 milioni di euro. Per quanto mi riguarda, è scandaloso!

 

b)Un altro miliardo se ne va per gli stipendi ai circa 22 mila insegnanti di quella che impropriamente viene chiamata ora di religione. In realtà, anche tecnicamente, si chiama Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), anche se lo stato non sa bene cosa effettivamente si insegni durante le lezioni, come sostenne lo stesso Berlinguer in un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana. Quello che è certo è che i docenti - pagati dallo Stato italiano - che si azzardano ad accennare alla storia delle altre religioni o a diverse concezioni del mondo, vengono licenziati (in un caso su 250).

Dove sta la laicità dello Stato e il pluralismo se non si permette, IN UNA SCUOLA PUBBLICA, di parlare solamente di storia delle religioni?

 

c)Almeno 700 milioni vengono versati da tutti noi per le convenzioni su scuola e sanità. Nel solo 2004, le scuole cattoliche hanno beneficiato di 258 milioni di euro di finanziamento, 44 milioni per le cinque Università cattoliche, 20 milioni per il Campus Biomedico dell’Opus Dei, portati a 30 dall’anno successivo. Con la circolare ministeriale 38/2005, le scuole non statali hanno raddoppiato le elargizioni: 527 milioni di euro, portati a 532,3 milioni a fronte dei tagli all’istruzione. Si impoverisce l’istruzione per tutti, si arricchisce l’istruzione per pochi. Più siete ignoranti, più siete propensi a votare per maghi, ballerine, showgirl e presentatori.

 

d)Le convenzioni pubbliche con gli ospedali cattolici ammontano poi a un altro miliardo di euro. Quelle con gli istituti di ricerca a circa 420 milioni mentre le case di cura raggranellano la bellezza di 250 milioni di euro.

 

e)Poi ci sono le regalie una tantum. Il Giubileo è stato finanziato con quattro spicci: 3500 miliardi di lire. Uno degli ultimi raduni di Loreto ci è costato 2,5 milioni e così via, per una media annua di circa 250 milioni di euro.

 

f)Il mancato incasso dell’Ici vale circa 700 milioni di euro all’anno, ma c’è chi – per esempio Piergiorgio Odifreddi – valutando il patrimonio immobiliare della Chiesa in alcune centinaia di miliardi di euro, arriva a considerare il mancato gettito fiscale pari ad almeno 6 miliardi di euro.

 

g)Lo sconto del 50% su Ires, Irap e altre imposte ci costa più o meno 500 milioni.

 

h)L’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, con i suoi 40 milioni di pellegrini che ogni anno vanno avanti e indietro dall’Italia, ammonta ad altri 600 milioni di euro.

 

i)A questi dati, si aggiungano i 52 milioni di euro per il subappalto alla Chiesa Cattolica di oltre due terzi del palinsesto del servizio pubblico televisivo, che il trattato di Amsterdam ci obbliga a ricollegare direttamente alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società, e all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione.

Non esiste un altro paese che spende altrettanto per il costo di una religione. Nessun altro paese laico, ovviamente.

 

Ben vengano gli aiuti dello Stato quando si tratta di aiutare "le missioni" - santi Padri Comboniani !! - ma a volte si verificano i paradossi della mancata caritas. Perchè per esempio una disabile al 100%, in carrozzina viene sfrattata da una casa di proprietà dell'ordine religioso CATTOLICO dei MARONITI? La signora pagava 700ˆ. di affitto, ma i frati ne volevano piu' del triplo (http://www.youtube.com/watch?v=qwb3S_biLCs)....

 

A fronte di tutto questo, aggiungerei qualcosa di ancora più piccante…

E’ dato per assodato che da Paul Marcinkus (“Non si può dirigere la Chiesa con le sole Ave Marie..”) in poi, passando dalla supercoppia Donato De Bonis – Giulio Andreotti, per lo Ior, il crack del Banco Ambrosiano, l’assassinio Calvi, il suicidio di Michele Sindona, la morte INSOLITA di Papa Luciani, gli inciuci con Licio Gelli e la Mafia corleonese, la tanto acclamata quanto dimenticata e infangata Tangentopoli.. la Giustizia Italiana ha appurato non poche cattive collusioni della Chiesa, ma non ha potuto intervenire né tecnicamente né esecutivamente quando la Chiesa ha commesso illeciti sia nel territorio italiano * (tipo il cardinal Giordano di Napoli che, indagato per usura, non si sa che fine abbia fatto) sia in quello Vaticano, anche se essa però non perde mai occasione di dire la sua su ogni cosa che riguarda la politica italiana.

 

La Chiesa Cattolica intanto cosa fa? Dirama un comunicato dove afferma che “non è certo espressione di laicità, ma la sua  degenerazione in laicismo, l’ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione”,

 

La mia domanda allora è: perché oltre a dire la propria sulla fecondazione assistita, sull’aborto, sull’eutanasia, non si dice qualcosa (MANTENENDO POSIZIONI FERME!!!) contro la Lega che vorrebbe sparare sugli immigrati? contro il premier BERLUSCONI e l'ex presidente della regione Lazio MARRAZZO, personaggi pubblici,  che parlano di famiglia e poi perdono la strada maestra, facendosi abbindolare da oscure e lussuriose situazioni (versione edulcorata n.d.r.)? contro queste guerre spacciate per esportazione di democrazia.. in eccesso?(ne produciamo troppa noi, per cui dobbiamo venderla agli altri…)

 

In breve, sig. Comunione e Liberazione, ma questi crocefissi, quanto ci devono costare in più? E per quanto tempo ancora?

 

LETTERA FIRMATA da

Françisco La Manna

flamanna77@yahoo.it

MondoConsumatori Nazionale

http://www.youtube.com/watch?v=9iLw93PzhIc&feature=related

 

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html

 

18/11/09 Invio un commento rapido sulle posizioni espresse dal Sig. La Manna.
Spero di non essere stato pesante o ripetitivo e per questo cerco di seguire l'ordine seguito dal precedente intervento.

a) Il sistema dell'8 per mille è un sistema di una democraticità estrema! se 100 persone devono eleggere un parlamento con 10 rappresentanti, ma di questi 100, la metà non va a votare, il parlamento si riempie ugualmente, con le percentuali espresse da chi ha esercitato il suo diritto. Con l'otto per mille funziona esattamente così, se esprimo la mia preferenza partecipo, se non la esprimo, lascio che altri decidano per me.
c) d) Scuole e ospedali cattolici non sono le uniche realtà private.
Dobbiamo chiudere tutti gli istituti privati o solo quelli cattolici? Siamo consapevoli che grazie alle convenzioni con queste realtà, lo Stato può garantire anche ai cittadini meno abbienti prestazioni d'eccellenza?
e) Il giubileo è stato un evento che ha portato in Italia migliaia di pellegrini e quindi anche reddito per il settore turistico!...me ne ero accorto solo io?
f) g) h) Le associazioni di volontariato e tutte le realtà che si occupano di sociale hanno agevolazioni fiscali. Prendiamo un quartiere di periferia in una qualsiasi città italiana, da Casarano a Scampia, passando per Varese, molto spesso l'unico baluardo di legalità e civiltà, l'unico punto di aggregazione sociale è rappresentato dalla parrocchia e dalle attività che si svolgono al suo interno! Le facciamo chiudere? lo Stato può tutelare in qualche modo queste realtà?
i) la Rai e tutta cattolica?...purtroppo in tv va quello che fa audience...e questo vale per il grande fratello e per gli interventi del Papa! Il Papa per il momento fa audience. Vorrei segnalare anche 2 belle trasmissioni "alle radici la speranza" e "protestantesimo", trasmissioni (molto interessanti) gestite dalle minoranze ebraica e protestante.
Certo, vorrei capire che cosa si intende con 2 terzi del palinsesto in sub appalto alla Chiesa? Ma stiamo scherzando? o spariamo numeri a caso, oppure sono gestiti dalla chiesa pure la Melevisione, Unomattina e Blob...ma siamo seri!
Rispondo ora al punto b) sull'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e lo faccio ricollegandomi alla questione del Crocifisso.
Siamo italiani e questo essere italiani non è legato solo alla Lingua o alla terra su cui siamo nati. Un popolo è fatto dalla sua cultura. Se dà fastidio il Crocifisso, non mi spiego come fa a non dare fastidio l'insegnamento in una scuola laica della Divina Commedia, dei promessi sposi o della filosofia rinascimentale o tomistica o peggio ancora degli affreschi di Michelangelo nella Sistina. La nostra cultura è cultura cattolica e per conoscere la nostra cultura è "obbligatorio" conoscere la teologia e la tradizione cattolica. Come si può capire fino in fondo l'"Inno alla Vergine" nel Paradiso dantesco senza conoscere tutti i dogmi cattolici su Cristo e su Maria o ignorando i Vangeli.
Posso essere cattolico, musulmano o ateo, ma se sono italiano "devo" conoscere e comprendere Dante, Michelangelo e Raffaello, come conosco l'inno di Mameli, la Costituzione e il Presidente della Repubblica.
Mi scuso se sono stato approssimativo e se ho dato risposte frettolose a questioni che richiedevano una analisi approfondita.

Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

 

 

20/11/09 Gentile sig. Giuranno,

spero che le sue rapide risposte in futuro siano più esaurienti e più incisive. Per concedersi il lusso di essere concisi, bisogna avere anche la capacità di essere al contempo convincenti. Premettendo che non ho nulla contro chi ha fede in qualche religione, in quanto credo che da ciò ciascun individuo tragga sostegno spirituale, un appiglio che gli permetta di superare le problematiche quotidiane.

 

1)L’ 8 per mille è democraticissimo, vero. Ma rimane infatti INGIUSTO assegnare alla Chiesa e non legittimamente allo Stato le preferenze inespresse. Evitando questa vera e propria TANGENTE alla Chiesa, si limiterebbero i danni provocati dai tagli al welfare, per esempio..

 

2)Lei parla con una persona di sinistra, che non ammette invasioni di campo del “privato” in ambito sanitario, scolastico e umanitario. Quando si parla di malati, di istruzione e di servizi sociali non si può operare con l’obiettivo di creare profitto. Già ritengo scandaloso il concetto di AZIENDA sanitaria locale, oppure i nuovi poteri delegati ai presidi in campo amministrativo, si figuri se posso fare distinzione fra Chiesa e altri privati… va da se che ce l’ho con tutti, maggiormente con la Chiesa che non nasce come un’azienda, bensì con altre motivazioni spirituali. E comunque,  chiunque voglia fregiarsi del titolo di “imprenditore” deve dimostrare fino in fondo il suo coraggio di imprendere, senza avere il salvagente dell’aiuto statale.

 

3)Per quanto riguarda il subappalto della Rai, il mio amico Claudio Messora è ancora più dettagliato.

http://www.youtube.com/watch?v=DCyo8Zk7EnI&feature=player_embedded

i nostri dipendenti RAI, anche se piazzati come piccoli carri armati di Risiko in una mappa di uffici chiave, sono tenuti a rispettare i vincoli comunitari che normano il loro ruolo. Uno di questi vincoli è specificato dal Trattato di Amsterdam, siglato il 2 ottobre 1997, e per la precisione all’interno di uno dei tredici protocolli allegati: il Protocollo sul Sistema di Radiodiffusione Pubblica negli Stati Membri. Esso collega direttamente il servizio pubblico radiotelevisivo alle esigenze democratiche, sociali e culturali della società e all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione, e il suo finanziamento -  il canone Rai, per intenderci - può essere accordato solo ai fini dell’adempimento di tali obblighi. La UE stabilisce inoltre che ogni stato membro può definire autonomamente i criteri per soddisfare tali esigenze democratiche, ma che parimenti deve essere istituito un organo che assolva alla funzione di controllore e che stili periodici rapporti sul rispetto delle regole.  La Suprema Corte Costituzionale, nella sentenza n.284 del 26 giugno 2002, rincarava la dose, affermando che «l’esistenza di un servizio radiotelevisivo pubblico, cioè promosso e organizzato dallo Stato, [...] si giustifica solo in quanto chi esercita tale servizio sia tenuto ad operare [...] svolgendo una funzione specifica per il miglior soddisfacimento del diritto dei cittadini all’informazione e alla diffusione della cultura».  Insomma, non chiediamo mica la luna. E' l’Europa stessa, laddove il buon senso non bastasse, a stabilire che un servizio radiotelevisivo pubblico ha l’obbligo di informarci e di contribuire a renderci più colti.

 

Per assicurarsi che a viale Mazzini abbiano capito bene, il Ministero delle Comunicazioni ha stipulato con la RAI, il 5 aprile 2007, un contratto di servizio per il triennio 2007 – 2009.

 L’articolo 4, comma 1 di tale contratto, suddivide il servizio pubblico in nove generi distinti:

Informazione - Approfondimento - Lavoro, comunicazione sociale, pubblica utilità  - Promozione culturale, scuola e formazione - Turismo e qualità del territorio - Spettacolo - Sport - Minori  -

Promozione dell’audiovisivo.

Al comma 2 viene specificato che la RAI è tenuta a destinare ai nove generi televisivi non meno del 65% della programmazione annuale delle tre reti generaliste terrestri, nella fascia oraria compresa tra le 6 e le 24, e non meno dell’80% sulla terza rete. Inoltre, si dice anche che la programmazione deve essere distribuita sulle diverse reti generaliste terrestri in tutti i periodi dell’anno ed anche negli orari di maggiore ascolto e di prime time.

 Da ultimo, il comma 3 impone alla RAI di trasmettere report dettagliati con cadenza semestrale, entro i tre mesi successivi alla chiusura del semestre di riferimento. A chi? All’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, volgarmente detta AGCOM, che svolge quella funzione di controllore terzo, imposta dalla UE come presupposto di questa autogestione radiotelevisiva di ciascuno Stato Membro.

 

Guardiamoli, allora, questi rapporti. Scarichiamo la Relazione Annuale 2008 pubblicata da AGCOM. Prendiamo il 2007 e vediamo, per esempio, come RAI1 ha pensato di tutelare il diritto dei cittadini all’informazione e alla diffusione della cultura. Tra i generi definiti al comma 1 dell’articolo 4, quelli che sembrano fare più al caso nostro sono il primo e il secondo, ovvero Informazione e Approfondimento che da soli totalizzano circa il 35% dell’attività di servizio pubblico del primo canale RAI.

 I tempi calcolati, al netto di sigle, stacchetti, messaggi promozionali, annunci e così via, mostrano che nel corso del 2007 RAI1 ha totalizzato 933 ore, 55 minuti e 24 secondi di programmi dedicati all’informazione, il 24,58% di quel famigerato 65% imposto dal Ministero delle Comunicazioni. E su cosa ci ha informato, RAI1, per l'equivalente di ben 39 giorni? Più che in-formato, forse si dovrebbe dire formato, visto che la programmazione effettiva attribuita al genere informazione è imperniata quasi esclusivamente sui messaggi di propaganda istituzionale. Giudicate voi:

 

Anniversario Fondazione Arma dei Carabinieri

Anniversario Fondazione Polizia di Stato

Anniversario Fondazione Guardia di Finanza

Anniversario della Repubblica

Cerimonia di consegna decorazioni Or. Mil.

Conferenza nazionale della famiglia

Conferenza stampa del Presidente del Consiglio

Consegna onorificenze Cavalieri del Lavoro

Euronews

Europa

Giorni d’Europa

Inaugurazione Anno Giudiziario

Incontro con il Presidente della Repubblica

Messaggio del Presidente

Relazione del Presidente Autorità Garante…

Sette giorni Parlamento

Speciale Parlamento

TG Parlamento

TG1

TG1: Omaggio Capo dello Stato

TG1: Anniversario della Liberazione

TG1: Europa, i miei primi 50 anni

TG1: Visita del Presidente della Repubblica al Parlamento Europeo

TG1: Edizione straordinaria

TG1: Esequie solenne ispettore

TG1: Festa della Marina

 

Un gran numero di festeggiamenti, compleanni a non finire per gratificare generali in doppio petto e comandanti di arma, vetrine e passerelle senza sosta per il Presidente del Consiglio e per il Capo dello Stato… Per il resto, ovvero quello che avanza di quel quasi-venticinque-percento di informazione, troviamo il TG1 e i meravigliosi speciali sull’orso Yoghi cui Riotta ci aveva generosamente abituato.

Ma il bello deve ancora venire! Quali sono i temi, tra gli infiniti che coprono tutto lo scibile umano, che RAI1 giudica di estremo interesse, tanto da meritare di occupare lo spazio da dedicare al genere Approfondimento? Ecco l’elenco dei programmi, per l’appunto, di approfondimento, cui il canone 2007 degli italiani ha finanziato 344 ore, 7 minuti e 18 secondi, l’equivalente di oltre due settimane continuative:

A sua immagine (†)

A sua immagine: speciale (†)

Angelus (†)

Anima Good News (†)

Benedizione Urbi et Orbi (†)

Buongiorno Italia

Celebrazione San Francesco (†)

Concistoro Nuovi Cardinali (†)

Dio pace e dominio (†)

E la chiamano estate

La morte del figlio

Pietrelcina come Betlemme (†)

Porta a Porta

Quel giorno a Nazareth (†)

Rito della Via Crucis (†)

Sabato, Domenica & …Buongiorno

Santa Messa (†)

Santa Messa di Natale (†)

Santa Messa di Pasqua (†)

Santa Messa per la Pace (†)

Santa Messa Domenica delle Palme (†)

Speciale TG1: Sua Santità incontra… (†)

Sua Santità recita il Regina (†)

Telethon Buongiorno Italia

TG1: Santa Messa celebrata dal Papa (†)

TG1: Omaggio di Sua Santità… (†)

TG1: L’addio a Luciano Pavarotti

Tutto Benessere

TV7

 

Almeno 20 programmi di cosiddetto approfondimento su 29, oltre due terzi, sono dedicati alla propaganda spirituale di un'unica confessione religiosa. Facciamo due conti spannometrici per vedere quanto ci costa.

I programmi di approfondimento rappresentano il 9,06% del tempo in cui RAI1 fa servizio pubblico. Ergo, il 9% di un terzo del canone RAI 2007 - escludendo RAI2 e RAI3, e volendo generosamente tralasciare il peso specifico che RAI1 ha rispetto alle altre due reti - è più o meno quello che gli italiani hanno pagato di tasca propria per mandare in onda sante messe e speciali su Padre Pio. Ora, dato che nel 2007  il canone costava 104ˆ, abbiamo tutti finanziato, con 3,14ˆ a testa, le attività di proselitismo di una fede religiosa che si colloca ed opera in uno stato laico. Quasi 52 milioni di euro che si vanno ad aggiungere al perverso meccanismo dell’8 per mille attraverso il quale la Chiesa riesce ad incamerare l’87,25% dei contributi, nonostante la sua quota sia limitata al 34,56% delle preferenze reali.

Potremmo dire, senza tema di smentita, che RAI1 ha subappaltato agli studi di Piazza San Pietro la sua vocazione all’approfondimento culturale, interpretando secondo la sensibilità delle convenienze politiche quel diritto dei cittadini all’informazione e alla diffusione della cultura che è stato sancito prima dal Trattato di Amsterdam, e poi ribadito dalla Corte Suprema italiana.

 In ottemperanza al concetto di trasparenza, suggerisco quindi di ribattezzare la prima rete RAI in maniera che, di gestione in gestione, si capisca quali sono le sue reali finalità. Ad esempio, potrebbe chiamarsi Tele Giovanni Paolo II, o Tele Benedetto XVI. O magari, per non fare come quei palazzetti dello sport che ad ogni stagione cambiano nome, sottintendendo uno sponsor che paga - mentre qui, al contrario, è il pubblico che paga lo spazio promozionale  -, credo che non ci starebbe male un bel Tele Vaticano. Suonerebbe più onesto, tutto qui.

 

4)Penso infine, che il binomio identità italiana = identità cattolica sia un errore grossolano, che compie chi come Lei attribuisce alla Chiesa più meriti di quanti essa ne abbia. Se si studiano determinate opere in una scuola pubblica è per approfondire una cultura che va al di la del mero aspetto religioso: esse sono piuttosto testimonianze di determinati momenti storici con influssi e influenze di vario genere. Ed è proprio per questo che la cultura cristiana, a mio avviso debba essere affiancata dallo studio e dall’analisi di altre culture e religioni, che al massimo del danno, restituirebbero una maggiore obiettività e un punto di riferimento più alto da cui poter osservare la Storia. Dal confronto si genera la crescita ed il miglioramento.

 

Mi lasci concludere quindi che ciò che Lei ha affermato non giustifica l’imposizione dei Crocifissi nelle strutture laiche e pubbliche! Rimangono inevase peraltro le altre scottanti osservazioni che ho fatto sulle cattive collusioni della Chiesa con i più sporchi ambienti della società (http://www.youtube.com/watch?v=yJwXLz1LPpk), e rimangono ingiustificati i comportamenti di alcuni “Ordini di Beneficienza” che cinicamente congelano la loro Humanitas in favore di un meno spirituale profitto. Pedofilia dilagante a parte!

 

Cordialmente

Françisco La Manna

MondoConsumatori Nazionale

 

P.s. Mi lasci farLe una domanda: mi risulta che in una struttura pubblica del comune di Casarano, la villa comunale William Ingrosso per l'esattezza, siano spesso parcheggiati strumenti di una banda musicale diretta da un prete della città; non crede Lei che questo sia una specie di privazione alla società casaranese? Non pensa Lei che affittare quel posto possa quantomeno generare una rendita al comune? E Le posso affermare che questo caso di “indebita concessione pubblica” alla Chiesa non sia la sola, anche nella nostra città!

 

 

20/11/09 Vorrei porre solo una domanda al sign. Giuranno, prima però vorrei fare una osservazione da laico e "libero" pensatore, a me personalmente il crocefisso non dà fastidio in una classe.
Mentre a qualcuno potrebbe dare fastidio e spiego subito il perché: le opere che vediamo nella nostra cara Italia non vengono imposte a chi ci vive, sono opere che il tempo ci ha lasciato (che siano esse cristiano o di altri religioni), non ci vengono "imposte" solo perché fanno parte delle nostre radici.
Un discorso logico è quello che vede appeso al muro anche qualche altro simbolo che non sia prettamente cristiano questo perché la storia ci insegna che gli italiani sono anche un popolo di navigatori e poeti oltre che di santi (e non sono sicuro sull'ultimo aggettivo...).
Magari se ci appendessimo anche un simbolo che rappresenta la pizza? Non sarebbe male come idea. Fa parte delle nostre radici e non lo si può negare. Ma io direi di metterci anche tutte quelle divinità che erano adorate prima che il Cristianesimo arrivasse in Italia e che le nostre "radici" che affondano "anche" nell'Impero Romano reclamano : diritto di precedenza!!!. Altrimenti le affermazioni del sign. Giuranno non sono coerenti.

La domanda: ti sembra giusto pagare i professori di religione per una materia che uno non vuole studiare? Materia che il sign. Giuranno una volta mi disse che doveva trattare di religioni e che, scopri scopri, il min. Gelmini ha sottolineato essere studio della sola religione Cristiana.
Chi si deve informare ora? Chi è che le ha sparate grosse?
In amicizia,
Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

20/11/09 Gli ospedali esistono perchè è stata la chiesa cattolica a inventarli. Vorrei segalare persone come Giovanni di Dio o Camillo De Lellis, Vincenzo De Paoli o Madre Teresa...giusto per informazione.
Le scuole (anche molte università) esistono perchè sono stati i preti e le suore a fondarle...come ancora oggi le fondano in non pochi paesi del terzo mondo.
Nel suo primo intervento lei parla di "subappalto alla Chiesa Cattolica di oltre due terzi del palinsesto del servizio pubblico televisivo" poi dopo il lunghissimo ed estenuante conteggio siamo arrivati a scoprire che la parte della Rai "okkupata" dalla religione cattolica è lo 3,019% ...questo almeno si evince dall'ultimo intervento. 104ˆ:1,14ˆ=100%:x 104 euro totali stanno all'euro e 14 cent spesi "per la chiesa" come il 100% della programmazione sta al 3, 0 e rotte!
Più o meno la stessa percentuale si ottiene se si confrontano le 2 settimane cattoliche ai 365 giorni di un anno!
Per quanto riguarda la questione centrale dell'insegnamento della religione cattolica a scuola vorrei precisare che io (e credo di non essere l'unico) ho studiato sia alle scuole medie che alle superiori (alle elementari non ricordo) le principali religioni del mondo e in modo un po' più approfondito quella cattolica.
Secondo me ha ragione pure Remo, poco mi giova conoscere il buddismo, se non conosco i miti e la religione greca e romana, utile per capire l'arte, la letteratura e buona parte della filosofia ITALIANA.
Dante è italiano e se sono italiano devo conoscerlo!
Per quanto rigurda la Banda municipale, vorrei farle notare che è un servizio che gratuitamente la parrocchia offre a non so quanti bambini, ragazzi e giovani di Casarano che in questo modo si avvicinano alla Musica...ma capisco che se siamo contro Dante, Puccini o Donizzetti ci devono proprio fare schifo!
per il resto vorrei lanciare un sondaggio su tuttocasarano:Che ne pensi di togliere il Crocifisso e di mettere la pizza?
e quale pizza? io voto per la 4 stagioni!
Eugenio che ne pensi?

Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

 

 

20/11/09 Questa sera a proposito del tema qui trattato ci ha scritto una bella lettera il sig. Francesco Primiceri che sottoscrivo totalmente, la mia visione della fede è un po più intimista e personale, ma lo dico oggi a 45 anni, generalizzare non è mai corretto perché in un contesto così vasto come la Chiesa vi sono tante espressioni e figure degne di profondo rispetto che non vanno confuse con quelle realtà deviate, che sappiamo bene essere presenti. Nella storia della Chiesa vi sono stati santi e impostori, profeti e miopi. Per questo non dobbiamo fare l'errore di buttare il bambino con l'acqua sporca. Grazie a Dio, gli ultimi eredi di san Pietro hanno riconosciuto gli errori commessi dalla Chiesa nel passato e hanno chiesto perdono per le sofferenze imposte dagli antichi predecessori. Detto questo, se devo essere sincero, vedere un crocifisso mi fa piacere, perché in quella figura rivedo Gesù che ha offerto la sua vita per salvare il mondo, tuttavia il grande clamore sorto sulla decisione europea lo trovo esagerato e come ha detto il sig. Primiceri, soprattutto se provengono dalla Lega Nord che usa a suo piacimento le sue radici culturali/religiose, più che altro come fenomeno folcroristico, per non parlare di tutti gli altri politici che non dovrebbero nemmeno nominare la parola crocifisso vista l'immoralità dei loro comportamenti. Il mio personale pensiero è che nessuno deve imporre niente a nessuno, l’amore di Dio, la fede, come dice Gandhi non è qualcosa che va proclamato ma vissuto e si trasmette da se.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it    

 

 

20/11/09 Invito il sign. Giuranno a rileggere la mia lettera: non parlo di sostituzione del Crocefisso con la pizza, ma di accostamento in quanto entrambi simboli delle nostre radici. E non faccia dell'ironia su argomenti che, almeno io, ritengo importanti. E' facile fare un sondaggio e, quindi, della demagogia su questo argomento caro sign. Giuranno, ma la forza sta nelle proprie idee e con quelle espresse su questo argomento, vedo che lei ne ha ben poche e di basso livello.
P.S. scusatemi per le dure parole.
In amicizia,
Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

 

 

Angelo Branduardi - Francesco "Festa e Letizia"

 

 

 

 

               

 

 

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Sfatiamo un pensiero comune:

gli impianti fotovoltaici producono poca energia nei mesi invernali.

 

 14/11/09 Lettera aperta all'assessore Marcello Torsello.

Di Rocco De Maria

 

 

 12/11/09 Modena: Sitcar. “Dal tetto non scendiamo”

 

 

 12/11/09 Le dieci domande formulate dal giornale "La Padania" a Berslusconi nel 1998 e che non hanno mai avuto una risposta.

Di Fernando De Paola

1 commento

 

 

 11/11/09 “Il Futuro Della Libertà”... La politica che ci si aspetta….

Di Francisco La Manna 

 

 

 09/11/09 Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Di Daniele Manni

 

 

 08/11/09 Addio università pubblica.

Di Marta Melgiovanni

 

 

 06/11/09 Strisce blu: sconcerto Assoluto.

Di Roberto Spennato

La replica dell'assessore Attilio De Marco

 

 

 03/11/09 Vaffansilvio - Tony Troja

 

 

 02/11/09 ZTL: la proposta di area democratica Casarano (PD) e le motivazioni a sostegno. Di Michela Provenzal   

 

 

 31/10/09 Alcune domande sul nuovo sito internet del comune. Di Beppe Fasano. Risponde la segreteria del Sindaco

 

 

 

 30/10/09 Assessorini e segreteria del sindaco.

Di Michela Provenzal. Risponde Ferando Rizzello referente del Sindaco per gli Staff

 

 

 30/10/09 Paura di vincere. Di William Ghilardi. Risponde Daniela Giorgino

 

 

 

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