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Sogni di ragazzi infranti da un “onesto cittadino”

 

 

 

Di Ippazio Prete

Casarano, 23/01/2010

 

In data 14.1.2010 il Comune di Casarano ha disposto la cessazione di ogni attività all’interno del campo di calcio ubicato in contrada Casarani, nonché la chiusura immediata dello stesso, con divieto d’accesso a qualsivoglia personadi un campetto di calcio realizzato e gestito da mio fratello Osvaldo su un terreno di nostra proprietà.

Preciso subito, per correttezza, che il campetto è stato realizzato abusivamente. In particolare si è spianato il terreno, lo si è ricoperto con erbetta sintetica, lo si è recintato con una rete ed illuminato con alcuni fari.

Per questo abuso sia io che mio fratello siamo stati processati per ben due volte ( la seconda , però, il Giudice ha verificato che avevamo già subito la sanzione prevista e ha dichiarato di non doversi procedere).

Abbiamo chiesto al Comune la sanatoria, trattandosi di un campetto privato, pertinenza di una piccola costruzione già sanata, ma ci è stata rifiutata con la motivazione che, trattandosi di

 “ impianto sportivo” non poteva essere realizzato in zona agricola.

Sono molti a conoscere questo campetto, sul quale mio fratello fa giocare ed allenare  i bambini di un’associazione sportiva e, sebbene mi rendo conto che gli abusi edilizi vadano perseguiti, non riesco a comprendere tanto accanimento contro una struttura che ha l’unico torto di consentire a dei bambini, di non giocare per strada.

A Casarano è stato sanato ben altro, ma il campetto in questione è stato paragonato ad uno stadio e a nulla sono valsi i tentativi di far comprendere che non costituisce un impianto sportivo.

Ci sono in piedi i ricorsi, si vedrà.

Ma ciò che più mi preme sottolineare è il fatto che tanta attenzione contro l’iniziativa è scaturita dall’astio di una sola persona.

Inizialmente il Comune di Casarano fu tartassato da lettere anonime firmate da un onesto cittadino il quale quasi quotidianamente indirizzava missive non solo al Comune, ma ai Carabinieri, Prefetto e ad ogni possibile autorità, chiedendo un intervento demolitore del campetto.

Poi l’”onesto cittadino” ha deciso di rivelarsi e si è manifestato nella persona del sig. Bruno Mario Papaleo, insegnante. Dopo la manifestazione le sue iniziative si sono moltiplicate: denunzie, querele, istanze a tutte le autorità. In realtà non spiegava mai quale fosse l’enorme fastidio a lui arrecato dal campetto e dai bambini che vi giocavano, tra i quali, mi piace ricordare, la presenza del suo stesso figlio, ma si limitava a disquisire sull’abusivismo del campetto.(definito dallo stesso un mega impianto sportivo).

Finalmente, iniziato un giudizio civile contro me e mio fratello, apprendevamo che il sig. Papaleo e la sua famiglia soffrivano a causa del campo in quanto uno dei riflettori creava loro fastidio all’interno dell’abitazione ubicata ad una sessantina di metri dl campo, sull’altro lato dello stradone e che, quando i bambini giocavano, altrettanto fastidio dava la presenza di auto.

Probabilmente sarebbe stata sufficiente una civile richiesta e nessuno avrebbe avuto difficoltà ad adoperarsi affinché alcun fastidio fosse causato al sig. Papaleo.

Ma  evidentemente il predetto preferiva dedicarsi totalmente alla stesura di esposti e denunzie ed il suo sorriso soddisfatto all’ingresso del Comune il giorno in cui notificavano l’ordinanza di chiusura è tutto un programma.

Tempo fa, addirittura, comparvero alcuni articoli di stampa che segnalavano il sig. Papaleo come vittima di aggressioni quasi mafiose, caratterizzate da scritte offensive nei suoi confronti. So bene che mio fratello non ha mai perso tempo a dilettarsi in scritte di tal genere,ma mi ha meravigliato la capacità del personaggio citato di farsi passare da vittima di angherie e minacce, legate alla sua azione giustizialista contro l’abuso del campo, ma in realtà finalizzata unicamente ad evitare il proprio fastidio, tanto da far credere alla gente di esser un novello martire.

Ribadisco, mio fratello ha sbagliato a realizzare il campo senza il prescritto titolo autorizzativo, ma mi chiedo se sia altrettanto legittimo far passare il campetto per un impianto sportivo al fine di non

sanarlo soddisfacendo così l’esigenza del sig. Papaleo.

Peraltro il sig, Papaleo abita in una costruzione realizzata in quella zona con accorpamento di aree diverse, non avendo la superficie sufficiente e con concessione a titolo gratuito ( in buona sostanza la possibilità riservata dalla legge a quegli imprenditori agricoli che necessitavano di realizzare un’abitazione sul fondo per incrementare la produzione agricola dell’azienda) da parte del padre ed a lui poi trasferita poco tempo dopo( ovviamente senza corrispondere gli oneri urbanistici).

Questo  non significa nulla, ma è giusto evidenziarlo perché mi pare ipocrita indicare gli altri come potenziali malfattori e non guardare nel proprio armadio.

Scusate lo sfogo, ma credo che sia giusto riportare le questioni nei giusti binari.

 Naturalmente, contrariamente al sig. Papaleo, non aspireremo a cortei silenziosi per manifestare il nostro rammarico sulla chiusura, che era prevedibile stante l’abusivismo incontestabile del campetto, né intendiamo atteggiarci a vittime, ma che almeno si  conoscano le ragioni vere che hanno indotto il Comune a tanta, giusta per carità, solerzia.

Con stima.

Ippazio Prete

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27/01/2010 Desidero informare il Responsabile del sito www.tuttocasarano.it che non corrisponde al vero quanto dichiarato da Prete Ippazio nella parte della lettera, datata 23/01/2010, in cui mi "accusa" del mancato pagamento degli oneri urbanistici con la seguente dichiarazione (riporto): "Peraltro il sig. Papaleo abita in una costruzione realizzata in quella zona con accorpamento di aree diverse, non avendo la superficie sufficiente e con concessione a titolo gratuito (in buona sostanza la possibilità riservata dalla legge a quegli imprenditori agricoli che necessitavano di realizzare un'abitazione sul fondo per incrementare la produzione agricola dell'azienda) da parte del padre ed a lui poi trasferita poco tempo dopo (ovviamente senza corrispondere  gli oneri urbanistici)", che integra il reato di diffamazione a mezzo stampa.
In fede

Ins. Papaleo Mario

papaleobruno@hotmail.it 
 

 

 

28/01/2010 Evidentemente, se si legge solo con gli occhi, si verificano problemi di comprensione. Il riferimento al mancato pagamento degli oneri si riferisce alla concessione a titolo gratuito ( per questo si chiama “ a titolo gratuito”) il cui rilascio è riservato agli imprenditori agricoli a titolo principale che intendano realizzare  una costruzione a servizio del fondo e della propria azienda agricola accorpando, in caso di insufficienza della superficie, aree agricole anche non confinanti.

L’abitazione in questione è stata realizzata con tale modalità, dunque con concessione a titolo gratuito, e poi successivamente trasferita a chi non svolge attività agricola a titolo principale. Ovviamente questo risulta dagli atti depositati in Comune.

Il riferimento, pertanto, è relativo al modo di realizzazione della casa ab origine ( per questo, in materia, si parla di finanziamento indiretto all’agricoltura).

Cordialmente.

Ippazio Prete

 

 

 

 

 

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