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Sottomarino

Sagre, pregiudizi e “detti blasfemi”

 

Di Marco Mastroleo

marco.mastroleo@poste.it

Casarano, 02/10/2010

 

Sabato scorso, sono stato a Marino (si si proprio la città de “ ‘anvedi ecco Marino la sagra c’è dell’uva”….), e passeggiando per i viottoli della città del vino e dell’uva, ho letto il manifesto della “mitica” sagra… li ho colto uno dei molteplici aspetti della disgregazione del nostro vivere sociale…

La locandina in bella vista annuncia nella settimana della sagra (cioè la settimana a cavallo tra settembre ed ottobre) la presenza di questi ospiti:

Pamela Prati, Maurizio Mattioli, Marko Tana, Enzo Salvi, Nathalie Caldonazzo, Marco Baldini, Edoardo Guarnera, Valentina Persia, Dado, Nina Moric, Fabrizio Corona, Valeria Marini, ed i “bambini di Antonella Clerici.

Ora, non voglio fare il moralista o peggio lo snobettino di sinistra, ma tanta “insostanza” tutta insieme non l’avevo mai vista… vabbè mi direte c’è Baldini e Dado… ok… c’è Baldini e Dado… si ma gli altri dieci ospiti???

Questa sagra (lo so per certo) è tra le più partecipate d’Italia, una settimana intera dove le persone vivono il loro tempo libero; s’intenda, nessuno ha da criticare come una persona utilizza il proprio tempo libero.

Parto come sempre da ragionamenti che possono sembrare sconclusionati e disconnessi tra di loro per imbastire un ragionamento sul perché il popolo di sinistra, i dirigenti di sinistra, le segreterie di sinistra, non riescono a comprendere il berlusconismo e soprattutto non si riescono a trovare il metodo giusto per scardinarlo.

Berlusconi ha raccontato una barzelletta sulla Bindi con finale “blasfemo” (o forse è lo spunto blasfemo non lo so…) , ora tutta l’ intellighenzia sinistronza, è impegnata a martirizzare il presidente del consiglio…

Ma perché non capite, ma perché vi ostinate ad enfatizzare la sua migliore peculiarità?…

Il muratore di Belluno, l’agricoltore di Taviano, il tassista di Roma, il barbiere di Casarano, si rivedono in questo suo modo d’essere, confesso che il vizietto tutto italiano di scandalizzarsi pubblicamente del proprio stesso privato, mi fa sclerare!!! (non centra niente, ma a proposito di sclerosi, questa è anche la settimana dedicata a questa assurda malattia quindi mandate un sms 45593 aiutiamo sta cazzo di ricerca).

Un’altissima percentuale di italiani bestemmia, con la stessa facilità che bere un biccher d’acqua…

Marco Paolini, dice che per noi italiani, “La bestemmia è grammatica” quindi che la CEI condanni Berlusconi, a me non tange minimamente… altre volte ho ribadito che Berlusconi (ed il berlusconismo) va combattuto per i tagli alla scuola, per i tagli alla sanità, per i tagli alla ricerca (vedi sopra), per l’attacco alle istituzioni repubblicane.

Ma tant’è, parole, le mie, che rimangono relegate allo stato di sfogo personale.

Ma vorrei ritornare a Marino, dove un popolo, rappresentativo dell’Italia, brinda alla propria salute con Fabrizio Corona, balla nei propri sogni con Nina Moric e con le sue labbra plasticamente carnose, ride con Enzo Salvi, gioca con Pamela Prati.

A Marino il sindaco Palozzi, preferisce spendere decine di migliaia di euro (se non centinaia) per inondare di superfluo il proprio popolo, che torna nelle proprie case divertito, frastornato, ubriaco e che per poche ore ritrova serenità con se stesso.

Probabilmente una triste coppia di ex-innamorati, che non ha più nulla da dirsi, che ha come unico obiettivo pagare le bollette della casa che con tanti sacrifici ha acquistato, questa sera (mentre scrivo è Sabato 02/10) tornerà a in quelle quattro mura e dopo aver commentato la serata con Fabrizio Corona, sorridendosi andrà a letto e farà l’amore come non lo faceva da tempo.

Ed allora, chissenefrega del fatto che il loro figlioletto non ha il sapone a scuola per lavarsi le mani…

Chissenefrega se mancano i gessi e le maestre devono fare volontariato, a nessuno…

Capisco quelle maestre e quei maestri, capisco la loro incapacità di reazione, capisco che ad un certo punto anche il loro cuore speciale, desista, e che si lasci andare alla condizione di menefreghismo.

E questo meccanismo di disgregazione sociale come nella più becera “circolarità viziosa”, ricadrà sulla generazione successiva.

Sindaco Palozzi, vogliamo più gessi e meno spettacoli cessi mi verrebbe da dire.

Giochiamo al ribasso culturale, giochiamo alla distruzione del pensiero, e non ci rendiamo conto che siamo nell’occhio del ciclone.

Sotto Marino fino al 1991 c’erano le Frattocchie, forse noi sinistrati dovremmo riandare a scuola, senza forse abbiamo perso la rotta, ma la speranza c’è, e quella speranza si chiama Nichi, quella speranza che lascia da parte lo scimmiottare il berlusconismo.

Non dobbiamo sbagliare di nuovo, non sarà il centrismo esasperato a salvare l’Italia, a Casarano conosciamo cosa significa il buonismo centrista, conosciamo questa politica patinata che come pedoni obbedienti ci “sposta” in caselle già note e che gestisce la cosa pubblica nel più arcinoto modus berlusconiano.

Noi insieme alle Fabbriche di Nichi, insieme a SEL, vogliamo finalmente cambiare gioco, basta pedoni, basta re e regine, basta scacchiera, con Noi e con Nichi il gioco cambierà, l’Italia cambierà.

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04/10/2010 Caro Marco,
nel nostro Paese la destra ha vinto non solo alle urne, ma anche nella mente delle persone. Il senso comune è profondamente spostato a destra, in altre parole, riprendendo Gramsci, ha egemonia culturale nel paese. Egemonia che viene da lontano, dagli anni '80, dalla Milano da bere, da Craxi, dalla nascita della televisione commerciale di massa che ha accelerato la rivoluzione conservatrice e il riflusso nel privato e nell'individualismo edonista.
Dinanzi a questa avanzata, la sinistra, il PCI, si sono trovati spiazzati. L'incapacità di relazionarsi con la cultura Pop ha creato alla lunga una voragine tra l'elite istruita e le masse popolari, lasciando queste ultime in balia della controrivoluzione culturale dell'impero televisivo di Berlusconi.
Poi c'è stata la caduta del muro di Berlino, la "fine della storia", il PCI sciolto; e così gli ex comunisti hanno pensato bene di seguire la destra sul suo terreno, revisionando le proprie idee in merito alla Resistenza,alla Costituzione, al mercato e facendo propri i modelli politici e istituzionali della destra (maggioritario, bipolarismo, presidenzialismo, leaderismo, federalismo ecc.). In altre parole pensavano di battere la destra sul suo terreno da gioco. Questo non ha fatto altro che sdoganare anche a sinistra il pensiero conservatore.
A questo punto, come direbbe Lenin, Che fare?
Tu, caro Marco, alla fine della lettera affermi che una speranza c'è e si chiama Nichi Vendola. La prima riflessione che mi è venuta in mente leggendo quelle righe è stata: "Cavolo, se a Vendola viene un raffreddore, o decide per motivi personali di lasciare la politca, siamo fregati!". La seconda riflessione più seria che mi è venuta è che evidentemente anche nell'ambito dei partiti a sinistra del PD siamo stati per bene contagiati dal berlusconismo, quindi non contano più i programmi, i partiti che compongono la coalizione ecc., conta sapere chi sarà il leader, magari scegliendolo con le primarie. Su queste ultime, contro il 96,6% del pensiero comune, penso che siano una deviazione della nostra democrazia in senso plebiscitario e leaderistico. La nostra costituzione afferma che i cittadini possono accedere alla vita politica associandosi nei partiti esistenti o creandone degli altri; nelle primarie invece, quelli che una volta erano i militanti che frequentavano le sezioni e partecipavano direttamente ai dibattiti, si trasformano in inerti telespettatori che dal divano di casa loro decideranno, dopo un dibattito televisivo, quale sia il leader più carismatico per la propria coalizione, come se i programmi o il buongoverno varino a seconda del carisma del candidato premier.
Proprio per questa ragione penso che Vendola rappresenti a sinistra il più berlusconiano di tutti. Basti pensare all'apertura in tutta Italia delle "fabbriche di Nichi", e sottolineo di Nichi e non della sinistra, che richiamano per un certo verso i circoli della libertà. Per non parlare della sua richiesta di poche settimane fa delle primarie che oltre a essere a mio avviso sbagliate nel metodo per quanto detto prima, sono sbagliate anche nel merito visto che non sappiamo quale sia ad oggi la coalizione di centro sinistra (con Udc, finiani SIC!), e senza che si siano individuati dei punti programmatici e politici per la nascita di questa alleanza.
Le fortunate sorti di Vendola derivano proprio dal fatto che l'egemonia culturale della destra ha imposto al nostro paese un sistema bipolare e presidenzialista in cui il leader e la sua immagine contano più dei partiti e delle idee, ma in cui allo stesso tempo crescono disaffezione, antipolitica e percentuale di astensionismo.

Al di là delle vicende politiche di questi giorni, e alla luce della constatazione dell'egemonia culturale della destra in Italia, che si può banalmente riassumere negli invitati "VIP"  alle sagre di paese, credo che il compito che abbiamo dinanzi oggi sia quello di ricominciare a combattere la battaglia delle idee e fare egemonia tra le masse ripartendo innanzitutto dalla scuola gia’ individuata da Platone e Gramsci come centrale nella formazione dei cittadini, dal mondo dell'arte, dai media cercando di spezzare il duopolio televisivo e utilizzando al massimo le potenzialità del web, dalle associazioni ecc.
Se invece stiamo lì ad aspettare il messia che ci cambi la vita ci ritroveremo dinanzi all'ennesima "sola" e ad avere alternanza di governi, sulla carta di colore diverso, ma che alla fin dei conti perseguono le stesse politiche economiche e sociali.
Con stima,
Andrea Panico

andreapanico@virgilio.it
 

 

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