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Parcheggi a pagamento: la nota di S.E.L. a sostegno delle iniziative del comitato "Strisce Blu"

 

Sinistra Ecologia e Libertà

sel.casarano@tiscali.it

Casarano, 21/08/2010

 

È di questi giorni l’esposto del Comitato Strisce Blu alla Procura della Repubblica, riguardante la gestione quantomeno dubbia – per non dire fuori legge – degli introiti relativi ai parcheggi a pagamento.

Questa situazione, questa vicenda, è all’attenzione dell’opinione pubblica da qualche mese ormai; e le ragioni addotte dal Comitato Strisce Blu sono tanto valide quanto evidenti, giacché in buona sostanza gli introiti relativi alla violazione della sosta a pagamento sono a favore della società che eroga il servizio, quando dovrebbero essere a disposizione delle casse comunali contravvenendo all’art. 208 del CDS. Inoltre sembra che, oltre questo “danno” economico, ci siano gestioni quantomeno opinabili del suolo pubblico, in particolare per la delimitazione di questi parcheggi a pagamento.

Posto che il lavoro fin qui svolto dal Comitato, che vede la sua naturale conclusione nell’esposto di cui sopra, è stato apprezzabile quando non addirittura fondamentale per la “questione sociale” sempre in primo piano nel nostro paese, ci sono un paio di punti per i quali vorremmo avere delucidazioni dalla nostra amministrazione comunale, posto che la Procura della Repubblica farà il suo dovere di accertare e poi sanzionare eventuali reati perpetrati ai danni della comunità.

In primo luogo, leggiamo sul Quotidiano di qualche giorno fa alcune dichiarazioni che ci lasciano perplessi. Da una parte l’Assessore De Marco si dice conscio «dei rilievi mossi e ci stiamo muovendo per rimuovere ogni aspetto che dovesse risultare illegale»; salvo, in fondo all’articolo, ribadire che la situazione attuale è frutto delle precedente amministrazione – parte della quale siede con loro tra gli scranni della maggioranza, aggiungiamo noi… - e che «ha anche superato i rilievi mossi dinanzi al TAR ed al Consiglio di Stato». A che gioco stiamo giocando? Come si fa a dire prima che ci si impegna a rimuovere qualcosa di illegale e poi a sostenere che comunque di illegale non c’è niente? Se queste sono le idee chiare con cui questa amministrazione intende “governarci”, non vi è ombra di dubbio che siamo messi proprio male.

Per concludere, non volendoci addentrare in questioni tecniche che avrebbero bisogno di più tempo e spazio, ci limitiamo a considerare il fatto che l’Amministrazione ha sempre detto di essere ingessata nelle sue iniziative per una palese mancanza di fondi nelle casse comunali; salvo poi violare la legge e “devolvere” gli introiti delle contravvenzioni alla società che gestisce i parcheggi a pagamento, che comunque dovrebbero essere limitati ad aree oggetto di concessione. Ci chiediamo: quei soldi, che certamente non rimetterebbero in sesto il bilancio comunale, non sarebbero comunque utili a dare segnali alla cittadinanza con piccole iniziative?

Questa amministrazione comunale, ancora una volta, predica bene e razzola male. Come del resto fa da un anno a questa parte, in barba alle fanta-promesse della campagna elettorale, con l’aiuto di chi, in quei giorni di accesa contesa, era su un palco a urlare il proprio disprezzo a chi poi sarebbe diventato il Suo sindaco. Ma anche a questo, purtroppo, ci siamo già abituati.

Nel ribadire l’importanza dell’azione svolta dal Comitato Strisce Blu, Sinistra Ecologia e Libertà di Casarano conferma tutto il proprio appoggio all’iniziativa, e pubblicamente mette a disposizione del succitato comitato il proprio impegno al fianco dei cittadini in questa battaglia di legalità.

 Sinistra Ecologia e Libertà - Casarano

 

11/08/2010 Il Comitato Strisce Blu ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lecce su presunte irregolarità dei parcheggi a pagamento  realizzati a Casarano e a Ugento

 

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Il Discorso della Montagna è un sermone rivolto da Gesù ai suoi discepoli e ad una grande folla (Vangelo secondo Matteo 5,1-7,28).

  • Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. (5, 3-12)

  • Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (5, 14-16)

  • Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. (5, 21-24)

  • Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. (5, 27-28)

  • Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. (5, 33-37)

  • Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio, dente per dente, ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da' a chi ti domanda, e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. (5, 38–42)

  • Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (5, 43–48)

  • Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (6, 2–4)

  • Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. (6, 7–8)

  • Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. (6, 14–15)

  • Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. (6, 19–21)

  • Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona. (6, 24)

  • Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (6, 31–34)

  • Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. (7, 1–5)

  • Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. (7, 6)

  • Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. (7, 12)

  • Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. (7, 15–18)

  • Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. (7, 21–23)

 

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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