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Tanti Auguri!!!

Che tristezza...

 

 

Di Adriana Vallone

Psicologa

cruda@libero.it 

Casarano, 21/12/09

 

E’ Natale, o almeno sta arrivando, lo senti nell’aria, te lo dice il calendario.

Giri per le strade, tante luminarie, gente che cammina ingombra di pacchetti e nastrini, sorrisi sparsi un po’ ovunque.

E ricette da preparare e guance da baciare.

Non ti puoi sottrarre, ma ti andrebbe vero?

Questo scritto è per tutti quelli che quando arriva Natale si sentono assaliti da angoscia, depressione, tristezza, incapacità di trovare un senso a tutto, salvo solo sentire un senso di vuoto diffuso in tutto il vostro Sé. E’ come se si dovesse essere felici per forza, solo perché siamo arrivati ad un giorno del calendario. Cosa c’è da essere felici? È questo che spiazza: la dissonanza tra la tua vita reale, fatta di bollette, di mutuo, di cassa integrazione, di disoccupazione, di amori finiti, di preoccupazioni appena iniziate… e ti chiedi, ma che c’è da essere felici? Le persone invadono casa e ti lasciano i pacchetti sotto l’albero, abbiamo smesso di credere a Babbo Natale.

Insomma dobbiamo fare “buon viso a cattivo gioco”, dobbiamo riunire la famiglia perché Natale è una festa familiare, ma le famiglie del Mulino Bianco non sono così numerose come ci fanno credere in TV, non ce ne sono tante, “parenti serpenti” non è tanto fuori luogo come frase. Invece “fuori luogo” ti ci senti tu, che vorresti chiuderti in casa,sul divano a leggere un libro. Anche in televisione c’è tutto un trasmettere film sui buoni sentimenti, sull’amore, sul credere o non credere a Babbo Natale… per il resto dell’anno possiamo essere cattivi, ipocriti e malfidati.

 Per alcuni anche sospendere l’attività lavorativa è fonte di angoscia, magari perché non vai a lavoro ma devi immetterti in quella coda di macchine fuori dall’ipermercato, cercare parcheggio, comprare la nuova Playstation per tuo figlio. E non capisci perché! Dov’è scritto che a Natale ci si scambiano i regali? Non nasceva Gesù Bambino? Magari riscopriamo il valore di un abbraccio e un affetto sincero, piuttosto che spendere soldi, fare a gara per il presepe più bello, l’albero più alto, girare in macchine supercorazzate (qualcuno mi spieghi per favore i Suv nei vicoli di Casarano!) per comprare comprare comprare. Ecco il vuoto. C’è dissonanza tra come ti senti dentro e tutto questo ambaradan festivo, che ti obbliga a fare cose che normalmente non faresti.

Ecco i fattori della Christmas Blues: aumento dello stress,fatica, desideri che non si realizzano, poco sole e freddo, difficoltà a stare in famiglia, ricordi passati diversi dalla situazione attuale, pressione sociale all’eccessivo consumismo, cambio di dieta, cambiamenti nella routine.

Ed ecco come si manifesta: mal di testa, difficoltà a prendere sonno e/o a svegliarsi, si mangia di più o di meno, diminuzione della capacità di concentrarsi, senso di vuoto, perdita di interesse. Inoltre, da considerare è anche il fatto che Natale coincide con la fine dell’anno ed inevitabilmente fai resoconti, tiri le somme del tuo anno trascorso, magari non si è avverato nulla, avresti voluto che fosse diverso, o semplicemente ti senti un altro anno addosso.

Cosa fare? A mio avviso, e parlo da psicologa e da contagiata dal Christmas Blues, bisogna fare quel che piace, non quel che si deve fare per forza.

Anche magari considerando il Natale come un periodo “normale” di festa, accettare auguri e fare solo quelli che senti davvero, tanto nell’euforia generale, gli altri neanche se ne accorgono. Basta rispondere un “grazie” sentito.

Fate attività fisica nelle ore di luce, così smaltite pure le calorie.

Mantenete il vostro solito ritmo sonno-veglia, magari sforate di poco, cioè: se andate a letto alle 23 di solito, massimo fate l’una, se di solito vi svegliate alle sette, massimo alzatevi alle 8.30.

Bevete poco alcool e mantenetevi nel mangiare. Il fegato affaticato influisce sull’umore.

Evitate i soliti resoconti di fine dell’anno. Non serve. Comunque è passato e non cambierà ciò che vi è successo. Limitatevi nel fare programmi per il futuro, semmai piccole cose chè se andranno deluse, non sarà una grossa delusione per voi.

E soprattutto: PERMETTETEVI DI ESSERE TRISTI E MALINCONICI, sono sentimenti normali sotto le feste, specialmente questa che arriva.

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