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Troppa democrazia fa male...Massimo D'Alema docet!

 

 

 

Di Omar Sarcinella

ombradelvento1@gmail.com

Casarano, 14/01/2010

 

 

L’acume politico di Massimo D’Alema non ha eguali, specialmente nella politica odierna, fatta più di numeri che di battiti e passioni.

Ancora una volta il centrosinistra partecipa attivamente alla sua auto distruzione, alla sua messa in vendita della dignità storico-politica del suo popolo.

A guidare l’ennesimo sfascio non poteva che essere il suo rappresentante principe, il suo capo supremo, colui che ha venduto l’intera sinistra italiana al berlusconismo.

 

I tempi della “PRIMAVERA PUGLESE” sono finiti, sembrano lontani anni luce, tutto è stato vissuto fin quando è servito, poi più niente, è stato messo tutto da parte, si sono barattati sentimenti, passioni, sogni e speranze con ipotetiche alleanze che porterebbero voti freddi, privi di ideali comuni e quindi di futuro.

Perché tutto questo?!

Perché si è barattato il calore di un sogno, di un sentimento con la freddezza di una somma?!

 

Il nostro recente passato, dimostra che tenere insieme più forze politiche dall’anima differente, senza un ideale politico comune, che non sia solo quello di “battere Berlusconi” è impossibile, qualora il progetto d’alemiano fosse vincente, mi dite quanto durerà il patto di non belligeranza tra IDV e UDC?!

E poi, la capacità migratoria dell’UDC è nota a tutti, come si può fare accordi con un partito che nasconde dietro alla parola “pragmatismo” tutta la sua politica affaristica e falsamente moralista!!!?

 

Per capire meglio cosa rischiamo con un alleanza fittizia, possiamo prendere come esempio l’esperienza del governo Prodi, il tenere insieme sotto lo stesso tetto, anime dall’identità politica differenti, senza un progetto serio e trasparente, ci ha portato alla vittoria più larga mai ottenuta dalla destra in Italia, alla scomparsa della sinistra e dei socialisti dal parlamento, lasciando al solo Di Pietro il compito di lottare contro Berlusconi e contro le lobby che ci sono all’interno del PD, quest’ultimo più propenso a spartirsi il potere che a fare una sana e costruttiva opposizione.

 

La “primavera pugliese” era composta da un movimento socio-politico, che nacque con l’avvento delle primarie nel dicembre del 2004, raggiungendo il culmine dell’entusiasmo e delle speranze con la vittoria di Nichi Vendola, prima alle primarie di gennaio, e poi alle elezioni regionali di aprile.

 

Per molti quel contesto era come un rinascimento politico, il cambiamento che l’intera sinistra italiana aspettava da anni, con l’avvento delle primarie, il popolo entrava a far parte delle scelte del proprio partito, lo sentiva proprio e l’alta percentuale di partecipazione a tale evento, confermano questa tesi.

Scherzando con il mio amico Daniele, spesso diciamo che troppa democrazia fa male, ma purtroppo i colonnelli del PD e con il suo generale in testa, non scherzano su questo argomento, troppa democrazia fa male veramente, quindi…bando alle ciance, si rientri nei ranghi per piacere, e tutti a votare quello che decidiamo noi, anzi…io, ordina il buon Massimo!!!

“questo fino alla prossima puntata”

Per fortuna il sogno Vendola sta ripartendo, il cuore di migliaia di giovani, sta ritornando a battere con forza e passione per dimostrare ancora una volta che i sogni sono le colonne portanti delle grandi imprese, e tutti i politici “Vendola compreso” devono tenere in mente che a tramutare i sogni in imprese storiche è il popolo, e quest’ultimo non va  mai tradito.                                                                                  

 

 

Cordiali Saluti

Omar Sarcinella

 

 

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