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Biomasse, inquinamento ambientale ed effetti sulla salute umana

 

Di Gianluigi Casto*

gianluigicasto@tiscali.it

Casarano, 29 novembre 2010

 

In questi giorni si parla molto di battaglie sulle biomasse, con riferimento alla costruzione di un impianto a biomasse nel territorio comunale Casaranese.

Prima di parlare di battaglie forse è il caso, se non il dovere,  di far conoscere meglio alla cittadinanza le varie opinioni in materia, supportandole con riferimenti normativi. Non mi piace però parlare di “battaglie”, in quanto la posta in gioco è la salute di noi cittadini. Meglio forse utilizzare il termine: “informazione” imparziale alla cittadinanza in modo che ogni cittadino possa alla fine decidere autonomamente.

La definizione che dà di biomassa il  “Regolamento Regionale per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentata a biomasse” N°12 del 14/07/2008 è :”la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui, provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura e delle industrie  connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali urbani”.

Bisogna comunque spiegare alla cittadinanza, questo piccolo trafiletto estrapolato dall’allegato 1-comma 6, del regolamento succitato “Gli impianti che intendano trattare, anche solo in parte, rifiuti o combustibili derivati dai rifiuti dovranno adeguare il monitoraggio delle emissioni alla normativa specifica in vigore, ovvero alle norme sull’incenerimento e sul coincenerimento se gli impianti vi rientrano”.

Secondo l’Art.3 comma 3, dello stesso regolamento, per rifiuto si intende : “e) rifiuto: qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A alla parte quarta del D.Lgs.152/06 e di cui il detentore si disfi, o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.

Le centrali a biomasse ricavano energia e calore dalla combustione della  biomassa, e non è corretto affermare che non contribuiscono all’effetto serra, ovvero al riscaldamento globale del clima dovuto all’immissione nell’atmosfera di gas serra, quali ad esempio la CO2

Infatti gli oli  che vengono bruciati nelle caldaie, non cadono dal cielo ma bisogna produrli, e dietro questa produzione c’è un consumo di CO2 che viene immessa nell’atmosfera.

Basti considerare la CO2  generata dal percorso di questi  oli che provengono da  paesi di altri continenti, dove sta avvenendo una  deforestazione  selvaggia  a  favore delle coltivazioni che generano tali oli, che saranno successivamente trasportati su di una nave, percorreranno tratte oceaniche giungendo al porto dal quale poi saranno trasportati alla centrale dove verranno bruciati.

Quindi non siamo più in pareggio, ma c’è una sovrapproduzione di CO2 ,che viene immessa in atmosfera, causata da tutti questi passaggi.

Nel bilancio energetico (cioè la differenza tra energia consumata per produrre un litro di olio vegetale e quella che si è in grado di produrre attraverso la sua combustione) bisogna considerare il quantitativo di petrolio utilizzato per produrre fertilizzanti e antiparassitari; il gasolio consumato dai mezzi  agricoli impegnati per lavorare il terreno e per distribuire gli antiparassitari; il consumo di gasolio per alimentare le macchine impiegate per la raccolta di semi da cui viene estratto l’olio ed il consumo di energia elettrica per l’estrazione dell’olio.

Ergo, l’energia prodotta da una centrale a biomasse è inferiore a quella consumata per ottenere l’olio.

Non a caso le centrali a biomasse rientrano all’interno della categoria di impianti che generano energia incentivati dallo Stato con i “certificati verdi” (soldi prelevati dalla nostre tasse e che vanno a rendere estremamente conveniente la creazione di questi impianti).Senza questa forma di incentivazione le centrali a biomasse non sarebbero realizzate poiché economicamente non convenienti.

Bisogna anche spiegare alla cittadinanza che in un mercato di libera concorrenza,nella nostra città non ci potrà essere solo una centrale, ma chiunque vorrà realizzare una centrale a biomasse, lo potrà fare tranquillamente, sempre nel rispetto della legge,  e nessuno potrà impedire ad un altro imprenditore di costruirsi la propria centrale.

Ci dovremmo preoccupare ,inoltre, delle possibili ripercussioni derivanti dalla inesistenza di un regolamento comunale, nonché della salute degli abitanti di tutte la abitazioni che si trovano a ridosso della zona industriale e non solo che dovranno “convivere” con le centrali a biomasse.

I sostenitori delle centrali a biomasse, affermano che le immissioni restano al di sotto della soglia prevista per legge. Permettetemi  di  dire  che è un errore considerare l’immissione di una molecola, come un qualcosa che nell’ambiente scompare come per effetto di una bacchetta magica (legge di Lavoisier), ma come un qualcosa che ci rimane, magari combinandosi con altri inquinanti presenti nell’atmosfera, originando delle molecole ancora più pericolose, che si depositano sugli ortaggi (di cui ci nutriamo), entrando nel nostro organismo quindi non solo per via aerea ma anche per via alimentare.

Nel nostro organismo queste molecole non vengono eliminate, bensì si accumulano a quelle che sono state ingerite o inalate il giorno precedente.

Per cui è facile capire come moltiplicando gli anni di funzionamento di una centrale, per il totale dei metri cubi annui di fumi si possa nuocere alla salute. Questo ovviamente riguarda una sola centrale!!! Considerando che ci possono essere più di una centrale a biomasse (mercato della libera concorrenza) aggiungiamo quindi anche i volumi di metri cubi totali di inquinanti emessi anche da queste. E a questo proposito vi invito a leggere quanto segue sul link di validi esperti in materia: http://www.nureaveto.com/file/Biomasse,%20inquinamento%20ambientale%20ed%20effetti%20sulla%20salute.pdf

Secondo il prof. Gianni  Tamino, biologo e docente presso il dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova dal 1974 e membro del CSA,” nella combustione degli oli vegetali vengono rilasciate polveri sottili, formaldeide e acroleina, responsabile del caratteristico odore di frittura”

“l’Agenzia Internazionale Per la Ricerca sul Cancro (IARC) sin dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana”

L’acroleina è una sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica.

Secondo il prof. Stefano Montanari, dal 2004 direttore scientifico del laboratorio di nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie, “ogni volta chi si brucia qualcosa di organico in presenza di cloro, un elemento pressochè ubiquo, si produce la più insidiosa delle DIOSSINE, quella con quattro atomi di cloro nella molecola”. “si producono quantità rilevanti di micro e nanoparticelle  che originano dal contenuto , appunto, inorganico della pianta stessa; un contenuto tutt’altro che irrilevante e fortissimamente dipendente dal terreno in cui la pianta è cresciuta”.

Ancora , secondo il prof. Gianni Tamino la diossina “ è una sostanza che ha una emivita(durata) di vent’anni, si accumula negli organismi ed entra nella catena alimentare, arrivando al latte materno. Se calcoliamo la produzione di diossina per tutto l’arco di vita della centrale otterremo “n” grammi. Ma un grammo…è la dose massima ammessa per 4,5milioni di abitanti”.

Del resto la Regione Puglia ha approvato una legge regionale sull’abbattimento di PCDD e PCDF (leggasi: diossine e furani) già a partire dall’aprile 2009. E’ vero che tale legge è stata principalmente rivolta al contenimento dell’inquinamento dell’ILVA, ma è anche vero che le diossine e furani prodotti dalle combustioni delle “biomasse” sono della stessa famiglia (sono citate nello stesso allegato 1 del suddetto regolamento regionale), e quindi sarebbe perlomeno strano come bilancio ambientale quello che prevedesse di ridurre a tutti i costi le emissioni dell’ILVA  a Taranto mettendo a rischio tante migliaia di posti di lavoro, e consentisse da noi la proliferazione di tanti più o meno piccoli bruciatori da più o meno 5-6 posti di lavoro a testa.

È troppo facile porre la questione, soprattutto in questo momento, sulla certezza dell’aumento di occupazione, poco sensibile vero(5-6 posti di lavoro) ma pur sempre qualcosa. Spesso quando la situazione per un imprenditore è critica, si cede il passo al ricatto occupazionale( simbolo in puglia di questa situazione è l’ILVA con una città , Taranto, che paga il lavoro di alcuni suoi concittadini nell’impianto con gli inquinanti che minano la salute di tutti i cittadini).

Quando si scrive di alcune associazione che sono favorevoli alla centrale a biomasse, bisogna spiegare anche che tipo di centrali!!!

Facciamo un esempio: in una piccola serra, alimentata in passato con una caldaia a gasolio, la caldaia viene sostituita con la caldaia a biomasse. Poiché le serre utilizzano il riscaldamento solo 2-3 mesi l’anno (periodo invernale)e solo in casi particolari (quando la temperatura scende al di sotto di determinati valori), riescono a bruciare in parte gli scarti vegetali prodotti dall’attività svolta all’interno della serra, in parte agli scarti di potatura raccolti nelle immediate vicinanze della serra. In questo caso, il discorso è ben diverso!!!

Un’amministrazione, a mio avviso, insensibile a queste tematiche è un’amministrazione irresponsabile: significa che quegli amministratori non pensano alla salute dell’ambiente e della cittadinanza.

Pertanto invito tutti gli amministratori di qualsiasi amministrazione a decidere serenamente in scienza (informandosi da tutte le fonti e da tutte le biografie scientifiche in materia) e coscienza senza costrizioni o influenza alcune.

Forse sarebbe il caso di fare una valutazione reale di queste Royalties che verranno dalle centrali, facendo come fanno in Giappone dove ogni nuovo impianto, di qualsiasi tipo, viene valutato economicamente, anche tenendo conto delle patologie che poi si svilupperanno e quindi degli ulteriori costi per la collettività.

* Gianluigi Casto

Studente in Farmacia

 

 

I 100 anni di Rita Levi Montalcini - Speciale TV7 parte 1/7


 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

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