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Preghiera indiana: Grande Spirito, dammi la saggezza e la forza di non giudicare mai nessuno se prima non ho percorso almeno un miglio nei suoi mocassini.

Lettera aperta ad Antonio De Rocco

 

 

Di Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

Casarano 21 novembre 2010

 

Questa mattina, mentre ero in chiesa per la prima comunione di mio nipote, ho visto passarmi accanto una persona che mi era sembrata Antonio De Rocco. Non ne ero sicuro, l’ho visto poche volte in vita mia, e credo che da diversi anni viva forse in America. All’uscita dalla chiesa, l‘ho rivisto, parlava con mio cognato, ho capito che era lui, e nella foto che ho scattato a mio nipote, si intravede parte del suo viso.

Tornato a casa, ho pensato di scrivergli questa lettera per dirgli che Casarano ha bisogno di lui e di quelle persone che come lui hanno saputo fare qualcosa di buono per la nostra città.

Innanzitutto, credo, esprimendo il pensiero di tanti concittadini, voglio dirgli grazie per tutto quello che fece quando fu protagonista della vita calzaturiera di questo paese perché fu un imprenditore che si distinse per tante cose, qualità delle calzature, innovazione tecnologica, rapporti umani con gli operai, dialogo con i sindacati quando allora i sindacati erano visti dall’imprenditoria come i nemici da combattere ad ogni costo. In quell’ambiente creativo e solidale, si crearono tutta una serie  di figure professionali e di operai che poi si sono saputi distinguere ovunque. La fine dell’avventura Antonio De Rocco fu dettata da intrecci politico-istituzionali-bancari-economici che remavano contro questo imprenditore “scomodo”.

E’ comprendibile il suo allontanamento da un paese che non ha saputo tenerla qui. In quegli anni ero abbastanza giovane, ma sentivo che la sua azienda era importante per Casarano, perché rappresentava l’alternativa concreta ad un sistema che dopo la chiusura del calzaturificio 5 L si reggeva principalmente sul duopolio Filanto – De Rocco. Quando lei fu costretto a chiudere la sua fabbrica, ebbi un forte senso di scoramento perché una sana economia si basa sulla diversificazione e non sul monopolio, perché i monopoli prima o poi crollano.

Ora sig. Antonio De Rocco, lei sicuramente si sarà rifatto una vita altrove, avrà interessi economici, affetti che si trovano lontano dal suo paese natale, però sono sicuro che come casaranese una parte di lei guarda sempre al nostro paese. Lei sa, quante famiglie a Casarano oggi si trovano in difficoltà. Mancando il lavoro, viene meno tutto, ci sono padri e madri di famiglia che non escono di casa perché non possono permettersi nulla, ci sono figli intelligenti che non possono studiare perché le loro famiglie non li possono mantenere negli studi.

La gente fa quello che può, ci si adatta ad andare in campagna, ma anche li la situazione è compromessa, produrre olio o vino hanno costi che non ripagano le spese sopportate per a loro produzione.

Molte famiglie vanno avanti con la pensione degli anziani genitori, immagini lei che periodo Casarano sta vivendo. Se lei può, faccia qualcosa per questa gente, Casarano ha bisogno di persone come lei. Dimostri ancora una volta il suo valore e la sua capacità di andare controtendenza.

Gli altri scappano? lei ritorni qui. Ci sono tante persone valide e capaci che la sosterrebbero.

La supplico in nome di questa città, faccia qualcosa per Casarano.

 

 

 


Roberto BENIGNI: Sconfiggere il male - "Vieni via con me" di Fabio FAZIO e Roberto SAVIANO

 

 

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

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