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Una proposta sulle biomasse

 

Di Francesco Scorrano

francesco.scorrano@yahoo.it

Torino, 28 novembre 2010

 

Appena sveglio oggi ho variato la mia routine mattutina. Invece di dirigermi in cucina per preparare il solito caffèlatte ho acceso il mio pc, atteso che caricasse e digitato www.tuttocasarano.it. Sapevo che Eugenio (mi permetto di darti del tu in virtù del rapporto virtuale che ti lega a tutti noi poveri fuorisede) avrebbe caricato abbondante materiale circa la manifestazione di ieri. Ovviamente non son rimasto deluso. Ho guardato un po’ di foto, letto un paio di articoli bipartisan e poi ho dato avvio alla mia giornata. Qualcosa però non mi lasciava sereno. Pensavo e ripensavo a quelle foto, a quelle lettere e al clima così ostile che si è generato. Da un lato la discutibile immagine di una madre con il corpo esanime del proprio bambino, dall’altra una gestione del potere probabilmente criticabile, con l’uso del ricatto quale mezzo di persuasione. Nel mezzo la possibilità negata ad una parte di cittadini di entrare in una piazza. Nel mezzo la possibilità negata ad altri di potersi esibire in un civile corteo. Nel mezzo Casarano e i Casaranesi. Se da un lato la manifestazione non ha generato il consenso che probabilmente ci si aspettava, dall’altro non mi pare che il gruppo dei “pro-biomasse” fosse molto più numeroso. Il confronto stesso con la partecipazione alla manifestazione dello scorso Maggio dovrebbe far riflettere. Forse Casarano e i Casaranesi sono stanchi.

Non mi esprimerò a favore o contro la centrale per il semplice motivo per cui non sono nelle condizioni di farlo. E con il mio modesto parere credo che non lo siano la maggior parte dei Casaranesi. E non perché li creda ignoranti, nel modo più assoluto! Per il semplice motivo per cui si tratta di un aspetto estremamente tecnico, con cui la politica non ha nulla a che fare. 

Si parla di referendum. Certamente è l’espressione massima della democrazia, ma su che basi si può porre un referendum su questa materia? Affidando ai nostri politici un palco da cui decantare le meraviglie o le atrocità che l’impianto porta in dote? A mio avviso no! Un referendum è più che giusto, ma la gente ha il diritto di esser messa nelle condizioni di poter fare una scelta.

Probabilmente il modo migliore per farlo sarebbe informarsi personalmente, ma su un simile argomento si debbono avere delle basi tecniche e bisogna far affidamento su fonti certe, ma questo mi pare ovvio che non sia sempre possibile. Per questo il modo migliore credo sia organizzare una serie di dibattiti (non monologhi da un pulpito), in cui a intervenire sia della gente competente e, soprattutto, qualificata. Se abbiamo ancora un minimo di fiducia nell’istruzione pubblica dovremmo essere abbastanza certi che ingegneri, tecnici industriali o medici debbano saperne di più in merito rispetto ad una voce qualsiasi della maggior parte di quelle che si sono esibite sinora (da ambo le parti).

Non voglio certamente sminuire chi si è impegnato e si impegna quotidianamente nel sostenere tesi contrarie o a favore. Non ho l’arroganza nel dire che siano mossi da interessi particolari o faziosità. Ma una città come la nostra, che è ferma da molti anni ormai, non può permettersi una fase di stagna come questa! I cittadini purtroppo hanno serie difficoltà ad andare avanti, e il fatto che anche l’interesse nella questione biomasse abbia perso una certa attrazione credo sia da attribuirsi alla percezione di uno spostamento su un terreno che sembra sempre più politico e di interessi, piuttosto che di bene comune!

Credo e spero che la voce di esperti da ambo i lati possa rinnovare l’interesse dei Casaranesi su un tema così nevralgico come questo, ed è per questo che rilancio una proposta da questo sito:

PERMETTERE UNA SERIE DI DIBATTITI APERTI ALLA CITTADINANZA, IN CUI A DISCUTERE SIANO SOLO PROFESSIONISTI E TECNICI ESPERTI E QUALIFICATI

in modo che si possa avere una maggiore chiarezza circa le due posizioni a confronto, e si possa analizzare criticamente la questione, sgombrando la mente da qualsiasi preconcetto.

Sarebbe fin troppo utopico pensare che la questione possa essere risolta a “tarallucci e vino”, poiché l’argomento è spinoso, ed una qualsiasi decisione in ambo le direzioni avrà comunque delle ripercussioni forti e lascerà malcontento. Allo stesso modo però credo fortemente che talvolta sia meno nocivo prendere delle decisioni, a prescindere da quali esse siano, piuttosto che non assumersi la responsabilità di prenderne alcuna.

Francesco Scorrano

 

 

 

 

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