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Le ambulanze del 118 dell'ospedale di Casarano

Comprensione, ascolto, comunicazione, qualità molto rare al Pronto Soccorso del "Ferrari"

 

 

Di Patrizia Casciaro

casciaro.patrizia0@gmail.com

Casarano, 29 novembre 2010

 

Caro Eugenio, sono le 01,50 di un lunedi (ormai è lunedi) all'alba e ti scrivo, anche se sono stanchissima, perchè sono appena tornata dall'Ospedale di Gagliano.

E sono indignatissima.

Nel giro di neanche un mese e mezzo mia nonna di 95 anni, ha dovuto ricorrere al 118 per dei malori che, alla sua età, purtroppo spesso sono dietro l'angolo.

La prima volta si è trattato di una indigestione, stavolta di una caduta, ancora non sappiamo se dovuta a un giramento di testa o ad altro

Entrambe le volte, oltre alla lunga attesa nella sala d'aspetto del Pronto Soccorso di Casarano, la beffa......

Mia nonna abita a circa 300 metri dall'ospedale e tutte e due le volte le è stato detto che non c'erano posti ed è stata trasferita nell'Ospedale di Gagliano.

Ora capisco perfettamente che è una cretinata volersi ricoverare nell'ospedale di Casarano solo perchè si abita vicini. Ma una donna di 95 anni.....sballottata in barelle, controbarelle, fatta svernare in corridoio, sottoposta all'umore di infermieri e medici.....Ah vogliamo parlarne? Della simpatia di queste persone che sbattono porte in faccia, non sanno mai dirti nulla, ti passano davanti come se fossi un fantasma senza neanche guardarti  in faccia.....Non sto facendo di tutta l'erba un fascio, ci sono anche persone serie e coscienziose....ma si può arrivare al pronto soccorso alle sei e mezza d'urgenza ed essere ricoverati in ospedale (a Gagliano del Capo) a mezzanotte? E perchè un parente stretto deve sempre e comunque aspettare fuori?E perchè quel "Deve aspettare" tutte le volte ha questo sapore di minaccia? E perchè quando si chiama spesso ci viene chiuso il telefono in faccia senza lasciarci possibilità di controbattere o fare una seconda domanda? Queste persone ogni tanto si mettono nei panni della gente, immaginando che quella donna sulla barella potrebbe essere la loro mamma, la loro nonna, e quelli "che DEVONO aspettare" potrebbero essere loro un giorno?

La dobbiamo smettere cari signori di pensare che indossare un camice equivalga ad aggredire le persone, sentirsi superiori e decidere in base alla simpatia quello che va o non va fatto. La dobbiamo smettere di pensare che ci siano dei privilegiati nella sanità pubblica e che bisogni sempre avere un santo in Paradiso per ottenere le cose.

Ripeto grazie a Dio non tutte le persone sono così e ho incontrato anche qualcuno gentile, non posso dire che al Pronto Soccorso stasera tutti erano sgarbati....Però la maleducazione di qualcuno offusca le qualità positive di qualcun altro.

Un esame di coscienza non farebbe male a nessuno.

 

 


 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

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